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La SVP, i fascisti e i nazisti

Pietro Friso

Sempre più spesso dai media locali, vengono riportate dichiarazioni fatte da vari esponenti di spicco della SVP, in materia di impossibili alleanze con questi o quei partiti italiani, perché a loro dire sono espressione del vecchio fascismo. Se non ricordo male, alla fine degli anni Trenta e inizio anni Quaranta, vi furono alcuni che per amor di patria, di quella patria gestita molto democraticamente da un certo Hitler, personaggio avente le sue origini in quella "patria", l’Austria, che molti südtiroler odierni tanto invocano, auspicano e anelano, andarono a combattere  con le graziose armate del Führer. Molti di questi combattenti, a guerra finita, tornarono in Alto Adige, nella terra dei fascisti o postfascisti come asserito da massimi esponenti della SVP. Se non sbaglio, anche costoro, al momento di andare a votare per questo e quel partito, votano. Sono certo che tra questi votanti, molti se non quasi tutti, nel segreto del seggio elettorale, fanno una bella croce sul simbolo della SVP. I cervelli della SVP che tanto accusano di fascismo i cittadini di lingua italiana di questa regione (poiché sono italiani anche i cittadini di lingua tedesca, che, se per caso l’hanno dimenticato, invito ad andare a controllare cosa c’è scritto sulla carta d’identità)  non pensano che, così come loro accusano gli italiani di lingua italiana di essere fascisti, questi possono a loro volta accusare, con pari ragione, i cittadini di lingua tedesca di essere nazisti, visto il loro passato di combattenti per il grande Reich e l’amato Führer? 

Sconcerta particolarmente il sostegno dato, a queste affermazioni,
da parte di esponenti, di partiti così detti italiani, visto che costoro attingono i loro voti soprattutto dai cittadini di lingua italiana. Questi partiti farebbero bene a tacere e a pensare che del loro elettorato fanno parte anche cittadini di madrelingua tedesca. I transfughi ci sono sempre stati ovunque.

Vien da pensare che tale sostegno venga dal desiderio di aggiudicarsi una redditizia poltrona, visto che spesso costoro sono soggetti senza arte né parte.

In conclusione, è giunto il momento di smetterla con certe stupide asserzioni e da parte di esponenti dei vertici dell’armata SVP. Le grandi armate romane crollarono, le grandi armate del grande Reich crollarono, se l’armata SVP pensa di essere eterna, si sbaglia di grosso.