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Il protocollo d’intesa dei Distretti sanitari di Fiemme e Fassa con l’Assessorato (9 maggio 2008)

Il breve testo del protocollo, definito da più parti debole o inadeguato, segnala come attenzione prioritaria delle parti il miglioramento della integrazione fra l’ambito ospedaliero e quello territoriale.

Nel concreto si conviene sulla necessità di potenziare l’Unità operativa di Medicina con il rinforzo di una unità di medico (…mentre due vanno in pensione).

L’impegno più convincente sembra riguardare i servizi dell’emergenza. Per un Pronto Soccorso ormai non più in grado di assorbire il carico di lavoro nelle stagioni turistiche, sia estive che invernali, si propone in tempi brevissimi una razionalizzazione strutturale degli spazi, l’adeguamento dell’elisuperficie, l’organizzazione del servizio territoriale del 118 di Pozza di Fassa 24 ore su 24.Ma anche in questo caso due unità mediche stanno andando in pensione e non si parla di sostituzioni.

Per le strutture territoriali si sono scritte una serie di auspici e condivisioni (rendere leggibili i servizi offerti, erogare certezze in termini di accesso e privacy...) e ci si dilunga, in modo piuttosto demagogico, in un lungo, anche se meritato elogio nei confronti dell’associazione donatori della valle.

Finalmente si accenna alla istituzione di una casa per la salute in Predazzo, ma la si definisce "sede principale dei servizi territoriali del distretto della valle di Fiemme". Quindi non una parola né in termini di assistenza post operatoria, o di patologie specifiche riguardanti gli anziani o i lungodegenti, come del resto non una parola viene spesa nel tentare di legare il servizio di assistenza sociale a quello sanitario.

Il documento si chiude con la promessa di un reale potenziamento, e dell’offerta di continuità al servizio di medicina turistica.