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Quale sociologia?

Flavio Bertolini

A proposito di sociologia, è davvero triste vedere che questo tipo di studi non decolla come ci sarebbe bisogno. Troppe volte ci si riferisce a sociologia sempre guardando al passato, al  ’68, rivangandolo in tutti i modi. Ma c’è ben altro. Se si conoscessero gli sviluppi pratici che la ricerca sociologica americana più avanzata sta raggiungendo, si potrebbe ragionare in altro modo. Comunque il punto cruciale, a mio modesto parere di sociologo trilaureato ormai avviato a fare il giurista, è che ci vorrebbe è una profonda riflessione sulla definizione del ruolo del sociologo nella società moderna. Sarebbe interessante un convegno in cui lo scambio di posizioni porterebbe a nuove prospettive sia didattiche che operative. Dare un valore alla preparazione accademica non si limita a seguire le prospettive personali di ricerca, ma significa consegnare ai laureati una "borsa degli attrezzi" con cui agire in modo significativo sulle problematiche del sociale e della comunicazione. Non basta garantire un sapere teorico, si tratta di definire un’autocoscienza professionale che assimili le competenze, le definisca organicamente, e le strutturi all’interno di un profilo professionale giuridicamente definito.

Ogni attività lavorativa, quando si autotutela all’interno di un ordine professionale, stabilisce dei parametri che la definiscono all’interno del contesto sociale.

Ogni ordine prevede una specifica deontologia professionale, delle specifiche regole e dei compensi. E’ un modo per dare valore a chi vuole operare in un settore, e un valore aggiunto serio che dà quell’appeal necessario per dare considerazione alla disciplina. 

Questa è l’unica strada per qualificare un percorso di studi all’interno del mondo delle professioni. L’unico modo per dire a chi si iscrive a questa facoltà che il suo studio sarà valorizzato e potrà definirsi in una professione. Altrimenti si corre il rischio di vedere sperperato il background di conoscenze di chi prima o poi deve vivere e vuole vivere di sociologia ed è invece costretto (volente o nolente) a fare altro. Come una sorta di camaleonte del sociale, il sociologo si adatta a tutto, ma non per sua volontà, purtroppo per necessità!

E’ ora di cambiare e di trasformare la considerazione del sapere sociologico nel range delle scienze, altrimenti si rischia di vederlo rilegato come la ginnastica o la religione nelle materie da insegnare.

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