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Evviva il prof. Alberoni

Flavio Bertolini

Il riconoscimento al prof. Francesco Alberoni è sicuramente un attestato di stima che la città di Trento fa verso questo importante sociologo e forse anche un modo per ricordare la "sociologia di Alberoni", quella da tutti riconosciuta del ’68. Non si può negare il rilievo accademico di Alberoni, anche se si levano critiche per il suo tipo di ricerca, e di studi, che vengono considerati un po’ troppo "commerciali", legati a problematiche come il consumo e l’amore, non così accreditate come lo possono essere temi istituzionali.

Alberoni ha portato la sociologia nei salotti, nei salotti buoni della cultura italiana, e che male c’è? Quantomeno ha permesso ad una disciplina sconosciuta ai piu di diventare linguaggio comune. Con "Movimento e istituzione" del 1977 e "Innamoramento e amore", Alberoni raggiunge una diffusione mondiale. Alberoni sostiene che l’esperienza di innamorarsi è in essenza lo condizione nascente di un movimento collettivo di due persone, un’idea nuova trent’anni fa, ora un po’ discussa, ma comunque un contributo al dibattito microsociologico sulle emozioni umane.

Nel solco di questo successo poi Alberoni ha continuato la sua ricerca sui temi emozionali, e ha costruito un percorso all’interno dell’animo umano attraverso la mente scientifica di un ricercatore-sociologo. Questo suo percorso ha avuto ed ha ancora un grande riconoscimento divulgativo. Il pubblico infatti adora Alberoni, per il suo modo semplice, ma efficace di descrivere l’uomo attraverso le sue emozioni.

Portare la sociologia tra le persone, non poteva che irritare il mondo accademico, legato a schemi scientifici definiti. E’ per questo che il grande successo del sociologo per antonomasia, ha sempre contraddistinto l’esperienza letteraria di Alberoni. Senza dimenticare che negli anni Sessanta Alberoni ha contribuito a diffondere in Italia gli studi sulla comunicazione e la sua applicazione alla società dei consumi, dando vita ad un filone di ricerca legato al markenting e la comunicazione pubblicitaria, che prima non aveva ancora avuto cittadinanza accademica. L’esperienza trentina ha dato ad Alberoni la possibilità di confrontarsi con il dinamismo delle masse critiche, e, secondo me, proprio da quell’esperienza, sono nati in lui i germogli delle sue idee sulla teoria dei movimenti sociali, sviluppata negli anni Settanta.
Insomma, forse per molti Alberoni è diventato più un personaggio della cultura italiana nel mondo che uno scienziato troppo rigoroso, estraneo alla vita sociale.

Ma con il suo percorso di vita Alberoni è riuscito a vivere con le sue idee, essendo sempre in linea con i tempi, rigenerando le sue idee, e testimoniandole nella società in cui vive. Un esempio di modernità che può essere da faro anche per altri ricercatori, poiché limitarsi a praticare la scienza chiusi in una torre d’avorio, prigionieri di modelli e sistemi metafisici, rischia di portare all’emarginazione della propria cultura. Con Alberoni questo non è avvenuto, visto che a 80 anni è sempre lucido osservatore e fine testimone della cultura e dei tempi che cambiano.