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Sci e contribuiti: le idee confuse della Confindustria

Alberto Pedrotti, a nome della sezione Impianti di Confindustria di Trento, ha preso posizione sulla stampa difendendo, come ovvio, la categoria imprenditoriale dello sci. La posizione è confusa e ha un solo obiettivo: cancellare la credibilità degli ambientalisti.

Ricostruiamo quindi una cornice di verità con dati di fatto incontestabili.

L’ambientalismo non è contro l’industria dello sci, riconoscendone l’importanza strategica nel turismo. L’ambientalismo chiede un freno ed una revisione della strutturazione dell’industria sciistica. L’ambientalismo non è contrario a sovvenzioni pubbliche leggere nel sostegno all’industria dello sci. Noi ambientalisti siamo invece scandalizzati dall’ipocrisia usata dalla Provincia e dai comuni nel sostenere l’industria dello sci laddove è evidente che l’impresa è fallimentare: Folgaria, Polsa, Tremalzo, Broccon, Pinzolo-Campiglio, Folgarida–Marilleva, Passo Rolle-San Martino.

Infatti l’intervento della società pubblica Trentino Sviluppo (con i soldi della Pat) non avviene attraverso la proprietà di quote significative delle società impiantistiche, ma attraverso sovvenzioni (fino all’80%!). A Pinzolo, sul Rolle, nella Polsa, in assenza di questi soldi pubblici, ogni idea di ampliamento delle aree sciabili sarebbe impensabile, anche perché i relativi territori, quindi gli operatori turistici locali, non sono disposti a finanziare ulteriormente imprese vicine al fallimento. Tutti saremmo capaci a fare gli imprenditori se lautamente sovvenzionati: a noi gli onori, al pubblico, cioè ai cittadini, gli oneri.

Non è poi vero quanto afferma Pedrotti e cioè che solo lo 0,25% della superficie della provincia sia destinata allo sci. Chiunque frequenti le piste d’inverno si accorge che le aree interessate allo sci, quindi al disturbo del territorio e della fauna selvatica, vanno molto oltre i confini delle piste e quindi vanno moltiplicate almeno per tre le superfici sciabili.

Finora non esiste un solo caso nel quale gli impiantisti abbiano cercato un confronto serio con la cultura ambientalista. Insomma, il dott. Pedrotti non risponde nel merito a nessuna delle osservazioni specifiche da me sollevate.

Rimane il fatto che gran parte della documentazione presentata agli uffici pubblici della Provincia relativa a nuove piste appare una mistificazione della realtà; e su tale base (gli impianti presentati come alternativa al traffico automobilistico privato e come strumento di mobilità) vengono erogati contributi pubblici che violano leggi nazionali e norme europee in tema di concorrenza. Altro dato di fatto: Trentino Sviluppo è una società privatizzata che si regge quasi totalmente sulla sovvenzione pubblica, e attraverso di essa passano in modo discutibile ai comuni e alle società impiantistiche flussi di denaro pubblico. Ancora una cosa: troppe varianti agli strumenti urbanistici dei nostri comuni vengono suggerite, sostenute, o indirizzate da società impiantistiche.

E’ su questi passaggi, che ledono ogni norma di trasparenza, di correttezza amministrativa, di lealtà verso i cittadini che ho chiesto un intervento della magistratura trentina e della Corte dei Conti. E’ un tentativo di debellare una seconda cupola presente e ben diffusa sul nostro territorio e di riportare, anche nell’industria dello sci, il rispetto delle norme in tema di libera concorrenza e di correttezza nell’erogazione dei dovuti e – ripeto - anche necessari contributi pubblici. Appunto, nelle percentuali indicate da Pedrotti e non in quelle reali.