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Condominio Rovereto

Alberto Brugnara

Sabato 22 novembre si è tenuta a Rovereto, presso il Bar Silenzio, la presentazione del libro di Paolo Michelotto Democrazia dei cittadini (edizioni Troll, 2008) alla presenza di alcune decine di ascoltatori, un po’ intasati nella saletta interna del bar. Michelotto – un editore vicentino che da qualche anno vive a Rovereto dove "tiene famiglia" - è un appassionato studioso delle tecniche di democrazia diretta e controllo amministrativo dal basso, ed a questi argomenti è dedicato il libro. Ma le cose che studia le vuole anche sperimentare, ed è l’animatore di un gruppo chiamato PartecipAzione Cittadini che a questo appunto si dedica, ed ha in questo momento in corso la raccolta-firme per una serie di referendum comunali, su temi che vanno dall’inquinamento industriale alle pratiche di buona amministrazione, come l’abolizione del quorum nei referendum comunali (vedi QT n.15 del 2008).

Comune di Rovereto

La presentazione avrebbe dovuto tenersi – organizzata dal gruppo, al finanziamento del quale il libro è destinato – presso la saletta riunioni della Biblioteca Civica. Ma pochi giorni prima della data stabilita Michelotto ha ricevuto dagli uffici comunali la comunicazione che l’uso della saletta era stata revocata perché, nelle mail di promozione dell’iniziativa, si diceva che, a margine della presentazione, si sarebbe anche potuto firmare per i referendum comunali roveretani. E questo per l’amministrazione significava "far politica" e quindi l’iniziativa non avrebbe potuto essere ospitata dagli spazi della biblioteca comunale. Da cui l’approdo all’onomatopeico Bar Silenzio.

Il divieto di "far politica" nelle stanze della Biblioteca ricorda un po’ lo slogan "qui non si fa politica" di un passato nefasto. Ma qui non sono in ballo partiti o professionisti della politica, ma un gruppo di (giovani) cittadini, che vuole discutere - ma certo per poi "fare" - di problemi della cittadinanza: sarebbe "far politica" occuparsi delle puzze medicinali che emette la fabbrica della Sandoz in zona industriale?

La verità e che a Rovereto domina una concezione chiusa e separata non solo della politica ma anche della semplice amministrazione cittadina. L’unica cosa concessa ai cittadini è votare una volta ogni tanto per poi lasciar fare ai "politici", gli unici legittimati a pensare e muoversi per tutti. Un’ottica da amministrazione condominiale, ed ogni "interferenza" è vissuta male, tanto che il gruppo di Michelotto era già stato escluso, sempre con la stessa accusa di "far politica", dall’uso della sede che il comune ha messo a disposizione delle associazioni eco-pacifiste.

Una concezione che cozza soprattutto con il locale mondo giovanile, più volte finito in rotta di collisione con le amministrazioni comunali. Basti pensare, per non andare lontani, al Centro Sociale Bruno che a Trento, ospitato tramite una occupazione non criminalizzata in spazi della PAT, porta in questo modo il suo contributo al pluralismo della vita culturale del capoluogo. A Roveretocity tira un’altra aria evidentemente.

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