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Il TAR e la Provincia

Giovanna Giugni

La vittoria ha molte madri. Oggi, all’indomani dello scandaletto locale sui colloqui tra l’ex assessore Grisenti e un giudice del locale tribunale amministrativo, tutti si stracciano le vesti e gridano il fatidico "io l’avevo detto!". Ora.

Ma solo una settimana fa Lorenzo Dellai si indignava, sulla stampa locale, contro chi volesse mettere in dubbio la terzietà dell’organo giudicante che aveva riammesso l’UDC, sua alleata, alla competizione elettorale, dopo la clamorosa esclusione di qualche giorno prima.

E un anno fa il meritorio convegno sul tema della controversa nomina dei giudici del TAR trentino, organizzato dalla rivista QT (L’Autonomia che fa male), era stato disertato dai politici locali che oggi balzano alla ribalta. Nessun docente della locale facoltà di giurisprudenza era intervenuto. L’unica voce critica venne dall’Italia dei Valori, invitata all’epoca da Lorenzo Dellai ad occuparsi di cose più serie...

Ho studiato a lungo il tema e posso dire che non servirà cambiare i parametri di nomina. Bisogna eliminare la nomina. E lo si può fare con facilità e immediatezza. Non occorre cambiare lo Statuto, non si lede affatto l’autonomia, non è un atto sacrilego. Basta volerlo davvero e non subordinare l’interesse dei cittadini vessati a quello della propria convenienza personale