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Inceneritore: la Provincia si riprende le competenze

Italia nostra

Il Comune di Trento ha inviato alla Commissione Europea la pre-informazione dell’appalto dell’inceneritore, previsto per una potenzialità di 103.000 tonnellate annue. Tale decisione è irrazionale, in quanto il dimensionamento è stato determinato nel 2006 con l’approvazione del 3° aggiornamento del Piano provinciale di smaltimento dei rifiuti, e non tiene quindi conto dei risultati raggiunti negli ultimi anni, dove vi è stata la volontà di ridurre e differenziare. In molte realtà si è superato di molto il traguardo fissato del 65% di raccolta ed è contemporaneamente diminuita in maniera consistente la produzione di rifiuti.

Inoltre, pochi sanno che dal 1° gennaio 2009 la Giunta provinciale toglierà ai Comuni le competenze sulla realizzazione e gestione dell’inceneritore, finora "transitoriamente" affidate al Comune di Trento. Lo prevede il comma 5 dell’art. 72 del Testo unico delle leggi provinciali in materia di tutela dell’ambiente dagli inquinanti, approvato nel 1987 ma più volte modificato dal Consiglio Provinciale, su richiesta di Grisenti, Gilmozzi e Dellai.

Il comma stabilisce infatti che "la Giunta provinciale provvede in via sostitutiva" ad assicurare la "tempestività nella progettazione e realizzazione degli impianti previsti", anche "nel caso in cui la convenzione prevista dal comma 2 non sia conclusa entro il 31 dicembre 2008".

La convenzione tra i 223 Comuni, strumento necessario per poter provvedere alle fasi del servizio di gestione dei rifiuti urbani inerenti il trattamento e lo smaltimento, "ivi comprese la realizzazione e la gestione degli impianti necessari" (art. 72, comma 1), non è mai stata scritta, né discussa ed approvata dai Consigli Comunali del Trentino.

Già il 16 agosto 2006, in occasione dell’incontro con alcuni membri della Giunta (Dellai, Gilmozzi e Grisenti), le associazione ambientaliste chiesero spiegazioni sulla mancata stesura e approvazione della convenzione. Ci fu risposto che presto sarebbe stato predisposto il testo da sottoporre alle amministrazioni comunali. Ma dopo 26 mesi della convenzione non c’è alcuna traccia.

Ma perché è tanto importante la convenzione? L’intesa tra i Comuni deve individuare "il comune capofila, l’assetto proprietario relativo ai predetti impianti", definire le "modalità di determinazione della quota di tariffa relativa allo smaltimento con recupero energetico, assicurando comunque la copertura dei costi di esercizio ivi compresi gli oneri di ammortamento", ma anche stabilire le modalità di smaltimento delle scorie prodotte dall’impianto "in misura proporzionale ai rifiuti urbani prodotti sul proprio territorio al netto delle raccolte differenziate". L’assenza della convenzione lascia irrisolte, dunque, alcune fondamentali problematiche legate alla fase finale dello smaltimento dei rifiuti.

La normativa vigente prevede che "fino alla stipulazione della convenzione…alle attività di costruzione e di gestione dell’impianto… la cui localizzazione è prevista nel territorio del comune di Trento, provvede transitoriamente il medesimo comune con le modalità disciplinate dalla vigente normativa in materia di servizi pubblici locali ovvero di lavori pubblici, ivi compreso il sistema della finanza di progetto". Se entro il 31 dicembre 2008 non sarà firmata la Convenzione – ed è evidente che non ci sono i tempi per la stesura della bozza, il confronto coi cittadini, l’esame da parte dei Consigli Comunali e del Consiglio delle Autonomie – tutte le competenze in materia torneranno nelle mani degli Amministratori provinciali.

Ma perché non è stata ancora stipulata l’intesa tra i Comuni? Predisporre questo documento voleva dire riaprire il confronto con le amministrazioni comunali, anche con quelle contrarie all’inceneritore, anche con quelle che hanno raggiunto quote straordinarie di differenziata. E ciò voleva dire rimettere in discussione la necessità, la sostenibilità economica, ambientale e sanitaria di un impianto di incenerimento e sconfessare le politiche provinciali dei rifiuti. Conveniva avere un unico e fedele interlocutore, il Comune di Trento, in modo da non incontrare ostacoli prima dell’appalto dell’inceneritore. Partiti i lavori, anche i comuni riottosi dovranno adeguarsi alle scelte compiute dal capoluogo e dalla Giunta provinciale.

E pensare che il Consiglio delle Autonomie aveva auspicato "il coinvolgimento costante e diretto degli Enti locali al processo di realizzazione e gestione dell’inceneritore"!

Paolo Mayr e Salvatore Ferrari,
presidente e vicepresidente di Italia Nostra