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Inceneritore: sinistra, svegliati!

Moreno Marighetti

Ho letto con interesse nell’articolo sull’ultimo numero di Questotrentino (La città: vista da sinistra) le dichiarazioni di Sara Ferrari e Michelangelo Marchesi in merito alla qualità della vita e sull’inceneritore.

Sono fermamente convinto che costruire un inceneritore sia profondamente sbagliato sia per quando riguarda la qualità dell’ambiente dove viviamo sia per la tutela della salute e dei nostri prodotti agricoli. I DS potevano e dovevano fare molto di più che ridurre i volumi: la strada da seguire è una sola, e radicalmente opposta a qualsiasi impianto di incenerimento dei rifiuti. Raccolta differenziata, riduzione a monte dei rifiuti nelle aziende riciclaggio, sono imperativi che anche culturalmente ci aiutano a pensare ad un futuro caratterizzato da Zero Waste; ma naturalmente questo traguardo può essere raggiunto solo con la volontà politica di programmi a lungo termine caratterizzati da scelte radicali antagoniste rispetto alla filiosofia secondo cui i rifiuti sono da bruciare piuttosto che da riutilizzare.

Ora, considerato che la competenza in materia è pienamente nelle mani del Comune di Trento, quanti condividono la necessità di ritornare indietro sulla scelta finale dell’inceneritore continueranno a impegnarsi in tal senso. A Gardolo il gruppo DS si attiverà come ha fatto in passato affinché si possa ritornare a discutere nelle sedi isituzionali sulla pericolossisima scelta dell’inceneritore; e per quanto mi riguarda, pur essendo schierato da pochi mesi nel gruppo dei democratici di sinistra, mi opporrò sempre nei confronti dell’inceneritore. Moralmente sono comunque molto preoccupato per come a sinistra si dà così facilmente per scontata tale scelta nascondendosi dietro i volumi, anziché valutando le alternative presenti nel mondo, e dimenticando quanto gli amici di Nimby trentino e la Coldiretti ripetono da tanti mesi sulla pericolosità degli inceneritori,

Mi auguro di cuore che questa nostra sinistra si risvegli guardando con più attenzione ai contenuti piuttosto che agli equilibri politici; e se questo significa lasciare le poltrone per ritornare a sedersi nelle piazze con la gente, in compenso in questo modo potremo ritrovare gli ideali ed i valori che stiamo a poco a poco barattando per la conquista dei palazzi a scapito dei reali bisogni della gente comune e della tutela ambientale.