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Inquinamento, polveri sottili e disagi

Luigi Francesco Traverso

Ormai siamo arrivati ad avere situazioni di inquinamento dell’aria insostenibili. Ben presto ci accorgeremo di avere l’inquinamento acustico oltre ogni limite e magari, controllando con perizia i nostri fiumi, ci accorgeremo di avere anche le acque inquinate da anticrittogamici, pesticidi e quant’altro. Verificando poi attentamente il suolo ed il sottosuolo, ci accorgeremo che siamo messi male anche in quel settore, inquinato con ogni altro tipo di porcheria.

Intanto questa nostra civiltà dello stress e della corsa verso chissà che cosa continua il suo irrefrenabile cammino, spronata a spendere ed a spandere con molta, troppa sregolatezza.

Fermandomi all’inquinamento dell’aria vorrei fare alcune considerazioni. Ormai le autovetture ante Euro 1 sono "ferme ai box" da molto. Inizialmente il fermo era di due giorni alla settimana e pian piano si sono fermate del tutto.

A subire quindi la maggiore conseguenza dell’inquinamento dell’aria sono i più deboli, quelli che magari, per ragioni di soldi, non riescono a sostituire la propria autovettura e su questo mi permetto di non essere d’accordo.

Penso che a Trento, come in tante altre città italiane, non sia stato fatto un discorso serio sull’inquinamento atmosferico e non mi sembra giusto che a pagare siano unicamente i proprietari degli automezzi più vecchi.

Colgo nel comportamento di chi deve decidere una dose abbondante di approssimazione e comunque, anche se ciò non fosse vero, appare evidente che l’aver fermato gli automezzi ante Euro 1 non ha ottenuto l’effetto sperato.

Se questi sono i fatti, allora chi "comanda" dovrà obbligatoriamente ragionare su altri argomenti per mettere freno all’inquinamento dell’aria.

Forse si dovranno controllare e regolamentare gli impianti di riscaldamento e/o di condizionamento dei fabbricati che, anche quando il clima è mite, vanno a tutta manetta, immettendo nell’atmosfera i residui della combustione che sicuramente producono effetti negativi sulla qualità dell’aria.

Forse si dovranno regolamentare i trasporti di merci su gomma, anche se qualche corporazione potrebbe non essere d’accordo, e convogliare i mezzi pesanti sui treni.

Forse si dovrebbe valutare con serietà l’ipotesi di un trasporto pubblico elettrificato (ho visto in uno schermo a palazzo Geremia che negli anni Venti il tram arrivava a Gardolo) che riuscirebbe a ridurre abbondantemente le emissioni inquinanti .

Forse bisognerebbe, almeno nel centro di Trento vedere meno mezzi di Comune, Provincia, Regione, Vigili, Forze dell’Ordine, ecc. percorrere le strade normalmente interdette al traffico privato.

Forse bisognerebbe non realizzare il termovalorizzatore, o meglio l’inceneritore, che anch’esso produrrà immissioni nocive nell’aria.

Forse bisognerebbe buttare alle ortiche l’ipotesi di potenziare l’aeroporto Caproni per evitare di avere sulla testa altri aviomezzi che sicuramente incrementerebbero l’inquinamento dell’aria.

Forse bisognerebbe evitare di far sboccare la Pi.Ru.Bi. in Val d’Adige per scongiurare un fiume di autocarri e di traffico, come se non ce ne fosse già abbastanza.

Forse, per incentivare la gente a non usare l’auto privata, bisognerebbe affrontare il problema del trasporto pubblico a prezzi ridotti, ma anche in questo settore si assiste unicamente ad aumenti delle tariffe.

Forse bisognerebbe studiare un piano della viabilità della città di Trento in maniera seria, evitando di creare assurdi restringimenti stradali che procurano e producono traffico bloccato ed inquinamento alle stelle.

Chissà se chi deve trattare questi argomenti ha per caso in mente di affrontarli oppure si limiterà pian piano a vietare la circolazione agli Euro2, Euro3, Euro4 e via di seguito.