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Libretti al portatore: e l’informazione?

Centro Tutela Consumatori Utenti

Dal 1° febbraio cambiano le regole per i libretti di risparmio e l’emissione di assegni. Con le nuove disposizioni non c’è da scherzare, poiché sono previste sanzioni elevate per chi non le rispetta. Né le banche né il governo si sono tuttavia preoccupati di informare i risparmiatori, scatenando così le critiche delle associazioni dei consumatori.

Chi possiede un libretto di risparmio su cui siano depositati più di 12.500 euro farà bene a recarsi in banca prima del 31 gennaio prossimo. 12.500 euro è infatti l’importo massimo consentito dal nuovo decreto legislativo che entrerà in vigore il 1° febbraio; per non incorrere nelle sanzioni, che possono arrivare fino al 40% del saldo del libretto, i depositi superiori al limite indicato devono dunque essere ridotti.

Sempre dal 1° febbraio diverrà efficace anche una seconda importante diposizione relativa all’emissione di assegni che, qualora superino i 12.500 euro, dovranno recare obbligatoriamente il nome del beneficiario e la dicitura "non trasferibile". Anche in questo caso i contravventori rischiano una multa fino al 40 % dell’importo dell’assegno.

Malgrado l’imminente entrata in vigore delle nuove norme, pochissime banche si sono premurate di informare esaurientemente la clientela. E così le associazioni dei consumatori entrano ora sul piede di guerra e criticano aspramente il governo che nulla ha fatto affinché fosse garantita la dovuta informazione ai cittadini. Vorremmo ricordare che nella nostra provincia - Bolzano - i libretti di risparmio sono una forma di deposito ancora ampiamente diffusa, soprattutto tra le persone anziane.

Da una nostra breve indagine è emerso che neppure le banche locali si sono sprecate in campagne informative. In circa il 60% delle filiali ispezionate non è stata trovata traccia di avvisi relativi alla nuova legge. Unica eccezione degna di nota: la Cassa di Risparmio di Bolzano. La ricerca si è rivelata infruttuosa anche sui siti Internet degli istituti bancari, a esclusione di quello della Banca Popolare. Un vero scandalo, se si pensa a tutto il materiale pubblicitario esposto in sede o inviato dalle banche ai propri clienti.

Le associazioni dei consumatori non risparmiano critiche nemmeno al governo: con questa legge, concepita per impedire il riciclaggio di denaro, si finisce di fatto per criminalizzare e tartassare i piccoli risparmiatori, mentre in passato i nostri governanti non hanno esitato a condonare i grossi depositi illegali all’estero.

Al fine di informare compiutamente i cittadini, invitiamo pertanto i parlamentari altoatesini a impegnarsi per prorogare almeno fino alla fine di marzo l’entrata in vigore del citato decreto legislativo.

Sempre in tema di banche, delusione e rabbia sono le reazioni più frequenti di chi, in questi giorni, ha ricevuto l’ultimo estratto conto del 2004. Delusione per i magri interessi maturati. Rabbia per le spese di gestione elevate, tali da annullare in pratica gli interessi attivi a favore del cliente, specie ove la giacenza sia minima.

Il nostro consiglio spassionato è di non piangersi addosso, ma di mettersi di buona lena ad analizzare il vostro estratto conto in modo approfondito e con tutta la calma necessaria.

Per cominciare, controllate le singole uscite annotando come avete speso i vostri soldi. Se c’è qualcosa che non capite, chiedete chiarimenti alla banca. Può darsi che l’impiegato di turno riesca ad aiutarvi, anche se spesso nell’estratto compaiono scritturazioni errate che addebitano al cliente spese mai sostenute. A maggior ragione, dunque, conviene fare chiarezza: almeno chiedere, non costa ancora nulla.

Esaminate con attenzione le spese relative ai singoli servizi bancari: per gestire e custodire il vostro denaro, la banca si fa pagare profumatamente. Tuttavia è possibile ridurre un po’ questi costi, magari depennando alcuni servizi che nel vostro caso sono di scarsa o nulla utilità. Per esempio, si può risparmiare sull’invio dell’estratto conto, che può avere cadenza mensile, trimestrale, semestrale o annuale: quante più volte vi fate spedire l’estratto conto a casa, tanto più pagherete. Valutate perciò se non vi basti ricevere l’estratto ogni tre mesi, anziché ogni mese, o addirittura se non vi convenga disdire del tutto questo servizio e passare personalmente in banca di tanto in tanto per richiedere il saldo.

Un altro fattore di costo sono i vari movimenti, come i bonifici, ecc. Il prezzo del bonifico si fa particolarmente salato quando accreditate un correntista di istituto diverso dal vostro, ragione per cui è sempre meglio informarsi prima su quali siano le modalità più convenienti per eseguire questa operazione.

Controllate con attenzione anche gli ordini permanenti; riflettete se è davvero necessario pagare tramite RID anche la quota di adesione ad associazioni e simili o se invece non esista una soluzione meno dispendiosa. Chiedete alla banca quanti sono gli ordini permanenti compresi nel forfait previsto dal vostro contratto.

Anche il Bancomat non è quasi mai gratuito. Chiedete informazioni a riguardo alla vostra banca, poiché le condizioni variano considerevolmente da un istituto all’altro.

Tutt’altro che irrilevante è poi il prezzo da pagare quando si va in rosso, ossia la cosiddetta commissione di massimo scoperto. Chi finisce spesso sotto zero, farebbe bene a contrattare un fido, ricordando però che anche questa opzione non è del tutto gratuita.

Infine è importante sapere che l’estratto conto può essere contestato entro 60 giorni dal ricevimento. Trascorso questo termine, le risultanze contabili dell’estratto conto si intendono implicitamente accettate. L’eventuale contestazione, da presentare per iscritto, può riguardare ad esempio il prelevamento non autorizzato da parte di terzi a seguito di furto o clonazione del Bancomat. Qualora dal vostro estratto conto risultino prelevamenti del genere, presentate subito un reclamo scritto.

In generale è importante ricordare che il conto corrente è un prodotto come un altro e perciò non sfugge alle comuni regole della contrattazione tra offerente e cliente. Se doveste riscontrare qualcosa di poco chiaro, non esitate a recarvi allo sportello per chiedere delucidazioni. Là potrete conoscere le possibilità di risparmio sulle spese bancarie e negoziare condizioni economiche migliori.

Per finire, un ultimo consiglio: gli estratti conto dovrebbero essere conservati per almeno dieci anni. Se non lo state già facendo, cominciate da quest’anno predisponendo un apposito raccoglitore dove tenere in bell’ordine tutte le pezze d’appoggio e la documentazione relativa al rapporto con la vostra banca.

Si tratta di una buona abitudine che, prima o poi, potrebbe rivelarsi di grande utilità.

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