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Inceneritore: quello che non si dice

Italia Nostra

Abbiamo potuto osservare con soddisfazione come i problemi legati al ciclo dei rifiuti, in questi ultimi anni, grazie a tenaci azioni di controinformazione e di convincimento, siano stati affrontati in modo più cosciente, propositivo, diffuso, con risultati insperati, molto positivi nel comportamento della popolazione.

Questo ha infastidito non poco il partito degli irriducibili amanti del fuoco, in particolare deve aver toccato il nervo giusto dell’assessore Grisenti, se egli è uscito nell’intervista sul giornale l’Adige del 30 settembre, in scomposte e sconcertanti dichiarazioni del tipo: "Se non si farà l’inceneritore dovremo mangiarci i rifiuti; la raccolta differenziata spinta costerà al cittadino pantalone cifre altissime; lo smaltimento di un Kg. di immondizia potrebbe costare più di un Kg. di pane".

Leggendo questo, subito ci siamo ricordati di quando tanti anni fa qualche diabolico mestatore filo-americano aveva sparso la voce che i russi mangiavano i bambini; certo i cittadini non sono "pantaloni" come li vorrebbe Grisenti, ma resta il fatto che i venditori di spazzole miracolose o di pentole che cuociono da sole hanno ancora successo.

Non vi è peggior ascoltatore di colui che non vuole sentire; ciò nonostante insistiamo a invitare, chi è convinto che l’inceneritore comunque vada fatto, a recarsi in provincia di Treviso, dove si è evitata la costruzione dell’inceneritore con una intelligente e convinta organizzazione del ciclo dei rifiuti, per constatare come i costi siano contenuti e la popolazione soddisfatta; o in Germania, dove la scelta dell’inceneritore-raccolta differenziata, come si vorrebbe nella nostra provincia, ha portato, là sì, a costi molto elevati ed a vivaci proteste da parte della popolazione.

Il dibattito in corso si è spostato in questi ultimi giorni in Consiglio Comunale di Trento e dopo due giorni di accesa discussione è sfociato in un ordine del giorno sottoscritto dai membri di maggioranza, esclusi i Verdi e lo SDI, ma compresi, con nostra grande delusione, i rappresentanti di Costruire Comunità, che si erano espressi in modo ben diverso in passato.

In questo, nonostante le affermazioni, le condizioni, le attestazioni di impegno, eccetera, è chiarissima la volontà di fare l’inceneritore, che viene citato sette volte su undici punti; inoltre si è insistito a definirlo "termovalorizzatore" (7 volte in 11 punti), valutando in tal modo positivamente una macchina che in realtà brucia enormi quantità di preziose materie prime, con un ricavo energetico molto modesto, qualora nel bilancio energetico si detraesse onestamente l’energia spesa per la costruzione e la gestione dell’impianto e delle opere accessorie.

Del costo di quest’ultimo non si parla in alcun ordine del giorno, né si considera che nella convenzione tra le Municipalità della Provincia si dovranno ripartire tra i Comuni anche le spese di costruzione.

Inoltre, sulla possibilità di produrre con il residuo un buon combustibile, il C.D.R., vi è un debolissimo accenno nel settimo punto, mentre questa condizione ci sembra fondamentale per poter evitare la costruzione dell’inceneritore o la predisposizione di nuove discariche; la possibilità reale cioè di completare il ciclo con un prodotto commerciabile, utilizzabile nei cementifici, nelle centrali termoelettriche od in inceneritori predisposti per il C.D.R.

Nell’ambito provinciale vi sono alcuni cementifici che, con costi molto più contenuti per contenere la linea fumi, potrebbero usufruire del C.D.R., al posto dei combustibili molto inquinanti ora in uso. Infine le parole dell’assessore Grisenti - "non vi saranno ritardi, perché io proseguo comunque" - e le delibere per il progetto del ponte dei rifiuti, pongono seri dubbi sulla effettiva sospensione dell’iter di progettazione dell’impianto e delle opere accessorie, così come auspicato nell’ordine del giorno citato dal titolo "Per una politica integrata dei rifiuti".

La Sezione Trentina di Italia Nostra