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Tunnel del Brennero: precisiamo

Maddalena Di Tolla Deflorian

Vogliamo precisare molte questioni sui due articoli a firma Marco Niro sul tema “Tunnel del Brennero”. Abbiamo riscontrato fuorvianti inesattezze e ne siamo dispiaciuti, apprezzando da sempre la capacità del giornale di rendere conto della realtà locale.

I due articoli partivano dallo spunto di due convegni organizzati in aprile dalla Provincia e in ottobre da Legambiente, ma anziché spiegarne i lavori, ne estrapolavano alcune frasi avulse dal contesto dei relatori che facevano comodo, per stendere una tesi, che non rende giustizia né alla verità né ai lunghi anni di lavoro e denuncia della Legambiente locale e nazionale.

La tesi di Niro è che Legambiente sarebbe a favore del Tunnel di base; che avrebbe fatto un convegno con atteggiamento simile a quello della Provincia (a senso unico) per dire il proprio ignorando le ragioni del no.

Siamo allibiti.Le cose non sono andate così. Certamente il convegno ha avuto dei difetti e avrebbe potuto essere migliore; ma le cose sono diverse da come presentate.

1. Il focus del Convegno non era il tunnel (lo era invece negli articoli di Niro); il tema, più ampio, erano i trasporti, i problemi logistici ed economici per trasferire merci da gomma a rotaia e anche le infrastrutture.

2. Nonostante quel che scrive Niro, in ogni caso nessuno di Legambiente ha detto che siamo a favore del tunnel di base.

3. Niro scrive che abbiamo ignorato le ragioni del no al tunnel (che non era il nostro focus). In realtà ci sono stati diversi interventi negativi: quello iniziale della Presidente; quelli di Maria Rosa Vittadini; di Hans Peter Niederkofler (decisamente contrario, ma paradossalmente collocato da Niro fra i fautori del si), quello di Anna Donati.

4. Ci si attribuisce di aver asserito che “qui il progetto del tunnel sarà condiviso”; in realtà si è parlato di progetto del corridoio, che è cosa ben diversa dall’acccettare il tunnel. Inoltre Niro ironizza sul fatto che, contrariamente a quel che ne pensiamo qui esiste dissenso: siamo una associazione fortemente teritoriale e ben conosciamo quel dissenso, del quale siamo parte.

5. Prova ne sia che, contrariamente a quello che afferma Niro, il 10 luglio, a seguito dell’apertura del cantiere di Aica, Legambiente ha inviato ai media (compreso QT, che lo ha ignorato) un comunicato di denuncia della fretta infrastrutturalista del presidente Dellai.

Scrivevamo allora: “Deve essere ancora dimostrato che il Tunnel sia l’unica strategica soluzione ai problemi del traffico merci attraverso il Brennero. La priorità è togliere il traffico merci dall’autostrada e trasferirlo sulla ferrovia con il minore impatto possibile. L’elemento strategico non è la realizzazione del Tunnel di Base, ma innanzitutto l’attuazione di politiche, servizi e driver economici di trasferimento del traffico merci da gomma a rotaia, che rendano competitiva la trasferenza, cosa oggi non certa nemmeno a fronte di eventuali grandi opere, come ripetono gli stessi trasportatori e gli esperti di politiche dei trasporti.

Si dovrà comunque prima valutare con attenzione la potenzialità della linea attuale e dei possibili interventi di risagomatura per aumentarne la portata.”

6. Il convegno non mirava affatto (come è stato scritto da Niro) a rendere pubblica la nostra posizione sul progetto spacciandola per confronto fra diverse opzioni, ma intendeva aprire un dibattito (che noi riteniamo ci sia stato, anche se limitato e da migliorare) innanzitutto fra gli interlocutori politici e istituzionali (la Provincia, gli amministratori locali, le Ferrovie), informandone i cittadini. Intendevamo moderare un confronto critico; ci sembra che la cosa sia accaduta, anche considerati gli errori (troppi relatori, troppo poco spazio alla fine per discutere dalla sala, forse un linguaggio troppo equidistante da parte nostra).

7. Niro scrive che avremmo addirittura “mistificato“ le cose; accusa grave per chi come noi da anni si impegna anche con duri scontri con il potere, per raccontare ai cittadini i danni all’ambiente di decisioni che spesso abbiamo contestato.

Riteniamo piuttosto che mistificanti siano i due articoli pubblicati, che non hanno raccontato quanto è stato veramente detto nella sua complessità. Per esempio, non abbiamo detto affatto che il tunnel salvaguarderebbe l’ambiente né “facciamolo pure, ma stiamo attenti che non resti sottoutilizzato”, bensì che andrà fatto solo se si dimostrerà che è necessario.

Infine Niro cita Beppe Grillo e Antonio Zecca, con i quali siamo perfettamente d’accordo sul fatto che esiste oggi un traffico merci folle ed energivoro e che bucare le montagne per farvi transitare i biscotti prodotti in Cina è una follia. Sono le cose che la Presidente del Circolo di Trento ha detto nel suo intervento iniziale.

Per chiarire la nostra posizione in sintesi: riteniamo che il tema sia trasferire le merci da gomma a rotaia nel modo meno impattante possibile; che necessiti una politica innovativa europea e nazionale dei trasporti e della verità dei costi che riduca il consumo energetico e i trasporti inutili e che promuova le filiere corte e l’ottimizzazione dei movimenti.

Bisogna superare la logica della Legge obiettivo (ne siamo da sempre detrattori) che impone e privilegia le grandi opere rispetto alle soluzioni complesse.

Oggi non vi è la necessità né la priorità di costruire il tunnel di base, il cui costo ambientale e finanziario sarebbe altissimo. Bisogna innanzitutto portare a termine il programma d’azione per il Brennero che potenzierà la linea e sfruttarla al massimo necessario; poi valutare l’andamento dei traffici all’apertura dei trafori svizzeri e fra qualche anno rivalutare, se sarà ancora necessario, cosa fare.

per Legambiente
Maddalena Di Tolla Deflorian