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Una testimonianza

Abbiamo raccolto la storia di una donna migrante. Atika, 36 anni, proviene da una città del Marocco ed è approdata 12 anni fa in un paese trentino per raggiungere la sorella. Atika scandisce velocemente una parola dopo l’altra e ci apre le stanze dei suoi vissuti senza indugi. Abbattere gli steccati e le diffidenze fra culture diverse non è semplice, dice. Ma lei ci prova, è una donna molto combattiva e spera che il suo racconto possa essere d’aiuto:

"Dopo aver frequentato il liceo sono arrivata in Italia, dove mi sono sposata e ho studiato la lingua. Poco dopo ho trovato lavoro come mediatrice linguistica in una scuola ed un impiego presso un’azienda di piccoli frutti. All’inizio non ho avuto difficoltà d’inserimento, perché in Marocco conoscevo gli italiani e mi piaceva stare con loro. Io porto il velo, ma non ho mai notato reazioni negative. Anzi, tutti i colleghi mi hanno aiutata, ad esempio, quando non avevo la patente. Certo l’incontro con un’altra mentalità non è stato facile. Le difficoltà le ho trovate nei piccoli paesi, specie con le persone che non sono molto istruite o hanno viaggiato poco. Sono sensazioni difficili da spiegare, ma avverti certe distanze. Forse alla base di questo comportamento ci sono dei motivi, ma se loro non sono aperti al confronto e non parlano con me io non posso conoscerli. Il razzismo è aumentato dopo l’11 settembre. La lega Nord mi ha fatto soffrire molto, quando ha appeso i cartelli con le immagini di Trento assieme alle Torri Gemelle, con la scritta ‘No moschea’. Quella volta ho pianto, ho pensato ai nostri figli, perché desidero che non stiano solo con i marocchini, ma assieme a tutti gli altri. Per questo inviterei i trentini a fare un passo avanti per conoscerci a vicenda ed eliminare le paure. Anche nel mondo arabo c’è chi non conosce l’Islam, ma è importante sapere che esiste anche quello moderato, aperto e rispettoso delle altre culture e religioni. E’ questo l’insegnamento che io seguo nella mia vita e che mi porta a fare cose positive ed utili per gli altri. E vorrei che mio figlio potesse continuare su questa strada".