Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Sezione principale

A colloquio con Gloria Bertagna, direttore di Confesercenti del Trentino

Dottoressa Bertagna, molti esercenti del centro storico di Trento adottano la strategia della porta sempre aperta per ragioni di marketing. Questo però comporta uno spreco energetico notevole. Come associazione di categoria vi siete mai posti il problema?

"Sinceramente, devo dirle che Confesercenti del Trentino non ha mai affrontato la questione in maniera sistematica...".

Questo è strano: la vostra è un’associazione che si è dimostrata sensibile alle tematiche ambientali...

"Il discorso ecologico ci è ben presente, infatti. L’adesione alla fiera del consumo critico ‘Fa’ la cosa giusta’ e la promozione dell’iniziativa ‘Ecoshopping’ lo dimostrano." 

Appunto. E dunque non sarebbe il caso di considerare il problema che abbiamo sollevato? Gli esercenti da noi interpellati si sono dimostrati poco  sensibili e poco disponibili a rinunciare all’abitudine di lasciare la porta aperta col riscaldamento acceso...

"Mi sembra strano. Forse avete parlato solo con le commesse dei negozi che appartengono alle catene...".

No, anche con dei titolari, compresi quello di una libreria e persino di una farmacia.

"Cosa vuole che le dica? Bisogna considerare che la stagione commerciale non è andata benissimo, e forse i loro problemi sono altri".

D’accordo, però lo spreco energetico non ha solo ripercussioni ambientali, ma anche economiche.

"Certo. Non solo per i consumi in bolletta, ma anche perché il cliente di oggi, mediamente dotato di sensibilità ambientale, potrebbe rimanere infastidito dalla presenza di una porta aperta a riscaldamento acceso".

Quindi, probabilmente, è una questione di scarsa percezione da parte dei negozianti . In che modo Confesercenti potrebbe lavorare per aumentare tale percezione presso i suoi iscritti?

"Non credo che la richiesta diretta di chiudere la porta sia la soluzione più adatta, perché potrebbe essere considerata dagli esercenti come una fastidiosa invasione della loro autonomia decisionale."