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Ballardini e il socialismo

Vincenzo Calì

Renato Ballardini, con i piedi ben piantati nel XXI secolo, sostiene (Essere socialisti oggi) che il modo migliore per far valere oggi le idee socialiste è quello di rafforzare l’ala sinistra, laica ambientalista e federalista, del nascente Partito Democratico. A sostegno della sua tesi porta il fatto che anche a livello europeo il socialismo mostra gli acciacchi dell’età, in Francia, in Inghilterra e in Germania. La destra avanza in tutta Europa e quindi secondo una tattica che ha mostrato la sua efficacia anche in passato l’entrismo socialista in una formazione moderata e post-ideologica come il nascente PD sarebbe il modo migliore per preservare i valori a cui sempre il socialismo si è ispirato. E’ questo un ragionamento senz’altro condiviso da quanti, come il sottoscritto, non hanno seguito Gavino Angius e Valdo Spini nella scelta per la costituente socialista e hanno invece partecipato "da sinistra" al voto dello scorso 14 ottobre, voto che rafforzando Veltroni ha garantito diritto di tribuna alle ragioni della sinistra in un’Italia sempre più spostata a destra.

Il ragionamento di Ballardini, valido a livello nazionale, si fa però debole se applicato al caso Trentino, dove con atto notarile si è decretato il rinvio alle calende greche della nascita in loco del PD. L’evento era stato per altro annunciato già da tempo dall’azionista di maggioranza del futuro PD, la Margherita trentina, e a nulla sono serviti i richiami da parte di alcuni all’ineluttabilità di tale evento nell’ultimo congresso diessino. L’idealità socialista per poter incidere nella politica trentina non trova quindi un contenitore in cui esprimersi.

E’ troppo chiedere ai cittadini di idee liberali, laiche e socialiste di dar vita ad un soggetto del tutto nuovo, slegato dai partiti nazionali italiani, che sostenga alle elezioni politiche Veltroni nel suo sforzo di rinnovamento della politica e che nel contempo faccia valere le ragioni della sinistra nelle elezioni regionali e comunali? E’ questo un compito che non possono assumersi da sole forze politiche di sinistra sopravvissute al vecchio scenario politico otto- novecentesco e da quello troppo condizionate. Si faccia promotore Questotrentino di una sorta di primarie telematiche per individuare una rosa di nomi che per esperienza e coerenza possano costituire un comitato provvisorio che possa dare l’avvio ad un reale processo costituente di una sinistra trentina nuova e autorevole, in grado di confrontarsi sulle linee programmatiche per il futuro del Trentino con il partito del "centro che guarda a sinistra" erede della vecchia DC degasperiana.