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Mart: un orribile dicembre

Per il Museo l’anno si chiude con uno stillicidio di litigi, dispetti, polemiche e disgrazie. Il 2000 non potrà che andar meglio...

"Non sono mai stata superstiziosa, finirò per diventarla" - ha detto la direttrice del Mart, Gabriella Belli, in quel venerdì 17 dicembre in cui glien’era capitata un’altra: ma la sua considerazione può esser fatta valere per tutto il mese di dicembre, in cui una gragnuola di avverse circostanze ha colpito il Mart e la sua immagine pubblica. Non abbiamo qui lo spazio per esaminare nel merito i singoli episodi e valutare le relative responsabilità e ci limiteremo quindi ad un elenco, che nella sua arida oggettività risulta impressionante.

Dopo che il 15 dicembre i socialisti avevano preteso (vedi L’Adige) che il "loro" Celso Pasini fosse reintegrato quale presidente del museo, il 17 leggiamo sullo stesso giornale la vibrata protesta di Dario Diblasi, presidente del Festival del Cinema Archeologico, che lamenta come tutta l’attenzione dell’ente pubblico si rivolga al nuovo museo, trascurando altre esperienze culturali di successo come appunto il festival. In prima pagina, poi, troviamo un violento attacco dello studioso d’arte Maurizio Scudiero contro l’impostazione del Polo museale roveretano. Ma di quel giorno è soprattutto la notizia (Alto Adige) che Ragnhild Segantini, erede del pittore, che ha collaborato all’allestimento della mostra attualmente in corso, indignata per essere stata pagata poco e trattata male, ritira i quadri di sua proprietà prestati per la mostra; il che - commenta il giornale - "rappresenta una sconfitta all’immagine che il museo tenta (faticosamente) di ricostruire fra tanti veleni".

La direttrice Belli, l’indomani, smentisce qualunque scorrettezza, minimizza l’episodio ("Non è una grande privazione... Si tratta di un ristretto numero di opere... non di particolare rilevanza"), e definisce l’episodio "un’azione di disturbo", "un capitolo dell’attacco che il solito ristretto giro di persone ha mosso e muove nei suoi (del Mart) confronti".

Il 18 dicembre è il giorno della visita delle autorità al cantiere di Rovereto, una "nuova operazione d’immagine". Ma "a tre anni e mezzo, quasi quattro dall’apertura del cantiere, si è ancora lontani dal taglio del nastro (...) lo stato di avanzamento potrebbe essere quantificato in un 30%" (...) In cantiere di uomini ce ne sono pochi (...) lo stesso padre del Polo, Mario Botta, non nasconde la sua irritazione" E per finire: "Su come verrà gestita e riempita questa grande macchina culturale non è stato fatto neanche ieri alcun cenno".

Questo sull’Adige, mentre la cronaca dell’Alto Adige punta il dito su un’altra circostanza negativa percepita durante il sopralluogo: "Non c’è clima di festa... Di Trento, della ‘capitale’ non c’è l’ombra": più o meno giustificati, fatto sta che non sono venuti né Dellai, né l’assessore provinciale, né i due rappresentanti di Trento nel consiglio di amministrazione del Mart.

Intanto Celso Pasini replica all’intervento di Scudiero del giorno prima: "Non conosco Scudiero, ma mi è stato detto che è un caro amico di Cattani e che ha il dente avvelenato col Mart e con la Belli per via di alcune autenticazioni di Depero". E propone: "Vogliamo rasserenare l’ambiente? Togliamo le presenze inquinanti". Cioè - traduce il cronista - "Pasini suggerisce di far dimettere Cattani dal c.d.a. del Mart".

Il 23 dicembre, altra gatta da pelare: le crepe che il cantiere del Polo ha provocato in alcune case soprastanti. L’assessore roveretano ai Lavori Pubblici se la prende con la Provincia, allarmista e al contempo inerte: "Il Comune - afferma Gianpaolo Ferrari - ritiene che non ci siano situazioni di pericolo, mentre i tecnici provinciali, con ogni probabilità allarmati dai crolli di Foggia, hanno sostenuto la necessità di sgomberare due case per il tempo necessario all’effettuazione dei lavori";poi però non fanno nulla, non mandano nessun atto ufficiale.

Intanto il giorno prima, al Palazzo delle Albere, c’era stata una festicciola per lo scambio degli auguri natalizi fra dirigenti e personale del Mart. Occasione per stemperare i conflitti? Tutt’altro: il cronista dell’Adige nota infatti che Cattani e l’assessora Bertoldi, i due membri del c.d.a. ostili al duo Pasini-Belli, non sono stati invitati, e non molto convincente appare l’indomani (all’interno di un articoletto intitolato "Al Mart si litiga anche per gli auguri di Natale") la spiegazione ("mi sono dimenticato") di chi aveva organizzato la cosa.

Quest’ultima vicenda si chiude alla vigilia di Natale con le precisazioni di Pasini ("Gli assenti non erano solo quelli maliziosamente indicati dal giornale")che termina il suo intervento con un messaggio natalizio ma non troppo: "Che bello sarebbe se Babbo Natale portasse pace e serenità anche al Mart, a tutti gli uomini di buona volontà e anche a quelli che continuano a passare ai giornali notizie false e tendenziose che trovano subito ospitalità".

Col 31 dicembre, chissà, forse la svolta: la nomina a presidente di Pietro Monti (che ha buone parole per tutti) e gli auguri a Monti ("una scelta felice") dell’ex Pasini. (L' uomo giusto al posto sbagliato) Buona fortuna a tutti.