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Centrosinistra: cambiamo musica!

Margherita Cogo

Farsi del male da soli è un vizio, ormai storico e proverbiale per la sinistra. Questa auto-flagellazione ultimamente si manifesta attraverso continue esternazioni pubbliche su ogni argomento possibile, utilizzando la stampa per praticare una feroce critica tra le forze che dovrebbero essere tra loro alleate. Si trattasse di semplice autocritica saremmo di fronte ad una pregevole virtù, ma l’eccesso, soprattutto se si offre alla fin fine un indegno spettacolo, è del tutto controproducente.

Non solo da Presidente della giunta regionale, ma anzitutto da cittadina che si riconosce nel centrosinistra, mi sento di affermare che il modo col quale si sta esercitando la dialettica, peraltro del tutto naturale, interna alla maggioranza provinciale e regionale, sta avendo come unico effetto lo sconcerto dell’opinione pubblica, l’indebolimento dell’immagine dell’intera coalizione e la gratuita offerta di facili argomenti all’opposizione di centrodestra.

L’autocritica, pure doverosa e necessaria, è invece ben altra cosa: dovrebbe aiutare a correggere gli errori, a rafforzare la coalizione, a raggiungere gli obiettivi programmatici prefissati. Temo che non si raggiungerà nulla di tutto questo, se la dialettica interna al centrosinistra continuerà ad esercitarsi in questo modo. Allora, oltre a prendere un impegno con me stessa, vorrei fare un appello alle forze della coalizione e a tutti coloro che credono in questo progetto: smettiamola, cerchiamo di rinunciare ad apparire sempre e comunque sulla stampa (magari col poco nobile obiettivo di ottenere un po’ di visibilità) e ricerchiamo invece il dialogo, sereno e pacato, nei luoghi deputati a questo scopo.

L’articolo "Dellai, i suoi disegni, e quelli che cercano di fermarlo", apparso su QT del 18 marzo, è emblematico dell’immagine che stanno oggi offrendo le forze del centrosinistra. Il servizio, pur offrendo spunti di riflessione interessanti sulle tematiche all’ordine del giorno dell’agenda politica provinciale, è a mio giudizio un po’ surreale: da una parte si mette il Presidente della Giunta provinciale, attribuendogli disegni più o meno confessabili, e dall’altra l’intera sinistra, che si dipinge come tutta impegnata ad ostacolare il lavoro di una Giunta di cui, oltre tutto, è tra gli artefici. Stupefacente è poi il fatto che mi si attribuisca un’affermazione pesantemente critica ed offensiva - anche sul piano personale - nei confronti del presidente della Giunta provinciale, un’affermazione che secondo il giornale avrei pronunciato durante l’ultima direzione dei DS.

Dico stupefacente perchè non sono stata interpellata dall’estensore dell’articolo, né mi risulta che egli mi abbia cercato. E da un giornalista serio come il direttore di QT mi sarei almeno aspettata che mi si chiedesse conferma di quanto altri devono aver erroneamente riferito.

Non mi riconosco, infatti, in quella frase ed invito il giornale ad una maggiore prudenza nel citare, addirittura virgolettando, dichiarazioni non rilasciate.

Se fossi stata interpellata direttamente sulla questione Infostrutture, avrei sottolineato che la vendita alle due Province di quella società e di Brennercom rientra nei programmi (tutt’altro che segreti) dell’A22, di cui la Regione è azionista di maggioranza relativa. Ed avrei espresso in maniera trasparente la mia opinione sull’operazione, che non mi pare per nulla scandalosa, considerato anche il fatto che ciò di cui si parla è all’incirca di fare in Trentino ciò che già si è fatto, con Brennercom, per la provincia di Bolzano.

Sul metodo, invece, qualcosa da eccepire c’è stato, questo l’avrei ammesso: meglio sarebbe stato svolgere un ragionamento allargato alle forze politiche, perché quando si devono affrontare decisioni ed operare scelte strategiche per il futuro della Provincia, non si dovrebbe a mio giudizio mai prescindere anche da un confronto politico. In questo caso, l’errore di metodo ha di fatto poi impedito alle forze politiche di discutere sul merito. E questo è un vero peccato, poiché si è persa un’occasione importante per discutere sui risvolti economici e sociali del progetto di cablatura del Trentino.

Per concludere, credo che si possa continuare a riporre fiducia nel centrosinistra, a patto però che si cominci seriamente a cambiare metodo e stile.

Margherita Cogo, presidente della Giunta Regionale

* * *

Ovviamente non eravamo presenti alla direzione dei Ds incui Margherita Cogo avrebbe pronunciato la frase che ora ci contesta ("Oggi in Consiglio sulla questione Infostrutture ho fatto la figura della cretina, dicendo fesserie e sapendo di dirle. Tutto per coprire Dellai. Non si può andare avanti così"). Ma l’autenticità della frase ci è stata riconfermata da chi era presente; e riteniamo nostro compito riferire la verità, senza dover chiedere autorizzazioni preventive che inevitabilmente verrebbero influenzate da necessità diplomatiche. Necessità che ci sembrano ispirare - in parte - questa lettera.

In parte, dicevamo. Perché per altro verso la lettera della Presidente della Regione ci sembra effettivamente riassumere una certa visione dei rapporti tra la sinistra e il centro. Visione che noi riteniamo subalterna e perdente (e ci sembra che i fatti di questi ultimi giorni ne diano vistosa conferma). Ma qui siamo nel campo delle opinioni.

Ettore Paris

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