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Crescere o morire

Il "masterplan" dell’aeroporto di Innsbruck prevede, per il decennio venturo, un aumento del 60% dei voli in arrivo o in partenza. E parliamo soprattutto di voli charter, non voli di linea che colleghino il nostro aeroporto con i grandi nodi dell’alleanza Austrian/Tyrolean/Lauda con Lufthansa ed altri (Star Alliance). Da sempre, però, questo aeroporto "regionale" non doveva servire che a questi collegamenti, e al turismo del Tirolo. Non si capisce perché i charter dovrebbero raggiungere anche l’ultima delle isole greche con voli diretti in partenza da Innsbruck, né perché il turismo incoming di tutta l’area centrale-alpina dovrebbe utilizzare lo scalo di Innsbruck.

Ovvero: si capisce bene. Sentiamo l’ufficio di controllo del Comune di Innsbruck, che informa il Consiglio, nel suo ultimo rapporto, del 2 febbraio 2000, sull’andamento delle attività della società aeroportuale, che è di proprietà della Repubblica, della Provincia e del Comune - un terzo ciascuno. L’Aeroportuale srl, nel 1998, con 600.000 passeggeri annuali circa, ha prodotto un cash flow di 86,6 milioni di scellini (12 miliardi di lire) - una redditività del 3,3 % sul capitale impiegato e del 14,3 % sul turnover. Di questo cash flow, ha utilizzato 33,3 milioni per nuovi investimenti, 14 per coprire vecchi debiti, e 39,3 (5 miliardi) li ha riservati per futuri investimenti.

Allo stesso tempo, i piani finanziari per gli anni fino al 2004 - che di nuovo dovrebbero essere redditizi secondo le previsioni - prevedono che gli investimenti pianificati per questo quinquennio non possono essere coperti dal cash flow pronosticato. Insomma: un nuovo indebitamento è inevitabile.

Per avere un aeroporto tecnicamente sicuro e competitivo, bisogna investire. Per finanziare questi investimenti, bisogna crescere: dagli attuali 600.000 passeggeri annuali al milione (con quasi 20.000 voli annuali) previsto per il 2010. Per arrivare a quel punto, bisognerà allungare la pista, aumentare la zona di sicurezza (non edificabile, ad ovest di Innsbruck, dove la città dovrebbe crescere secondo i piani del dipartimento all’urbanistica!), e si parla perfino di uno spostamento del fiume Inn.

A Bolzano, la nostra compagnia di bandiera (Tyrolean) ha problemi con un 14% dei voli e deve cancellarne il 5%. Per migliorare questa situazione, ci vogliono investimenti miliardari (della Provincia).

A Trento, cosa volete fare? Iniziare con qualche volo di linea a Roma, Milano, Monaco e Vienna per arrivare, vent’anni dopo, a 52 voli giornalieri in una vallata alpina, con aerei che passano 100 metri sopra le vostre teste, per far quadrare il bilancio? E questo milione di passeggeri, da quale nicchia di mercato li pescate? Oppure state costruendo un buco nero gigantesco per far sparire i miliardi di Mamma Provincia? Auguri.