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Dalla teoria alla pratica

Turismo culturale, enogastronomico, compatibile... sono alcune delle tante parole che si accavallano nel dibattito politico, quando si parla di impianti, Jumela, PiRuBi ecc. Bene, l’Apt queste belle parole le realizza. Non sempre siamo teneri con l’Azienda Promozione Turismo, eppure è doveroso riconoscere che nell’organizzare la rassegna "Se in Trentino d’Estate", l’azienda assolve al meglio i propri compiti: dimostrando che il turismo dolce è una realtà, e facendolo marciare nel concreto.

Infatti le varie sezioni in cui si articola il più ampio contenitore "Se in Trentino d’Estate", hanno un comune denominatore: promuovere un turismo sostenibile, legato al territorio. Così "Incanti e memorie" (l’insieme delle manifestazioni para-storiche, ricollegantesi in qualche maniera a passate tradizioni) si rivolge al turismo culturale; "Vinum Bonum" (concerti nelle cantine vinicole) coniuga turismo culturale e enogastronomico; "Suoni delle Dolomiti" (concerti all’aperto, in alta montagna, nei luoghi più suggestivi della provincia, rigorosamente raggiunti a piedi da pubblico e artisti) ancora turismo culturale e sensibilità ambientale.

Non sappiamo se le iniziali motivazioni del progetto siano state biecamente strumentali (del tipo "facciamo queste cose, così i media parlano di noi").

Il punto è secondario. Il fatto è che queste iniziative, proprio perché politicamente corrette, godono di un immediato riscontro sui media: l’Apt, che è anzitutto una agenzia pubblicitaria, registra subito l’interesse di giornali e Tv nazionali e esteri per queste manifestazioni. E poi - secondo risultato - i riscontri del pubblico (composto al 70% da turisti) sono altamente positivi: un sondaggio ha rilevato un indice di gradimento altissimo, del 98% degli spettatori. Infine, sono contenti albergatori e operatori in genere, che possono indirizzare il cliente che si stufa verso appuntamenti di sicuro apprezzamento.

Novità di quest’anno? Poche, le iniziative sono ormai consolidate. Segnaliamo l’eccellenza, come al solito, del resto, di alcuni appuntamenti dei "Suoni delle Dolomiti": l’indiano d’America John Trudell (rock-blues), il violoncello di Mario Brunello, i popolari Avion Travel, i percussionisti africani Les Elégantes Machines, e tanti altri ancora.

Per "Vinum Bonum" invece non ci sono stelle di prima grandezza: la formula della manifestazione punta più sul calore dell’ambientazione nelle cantine storiche, sul fascino della tradizionale accoppiata musica/vino di pregio; ed è un meccanismo che si rivela sempre efficace.