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Si gioca così...

Age of Empires tecnicamente è definito un gioco "strategico", in cui quindi sono richieste una serie di decisioni secondo una strategia; un po’ come scacchi o Risiko. In più è "in tempo reale", cioè voi non fate delle mosse a turno con il vostro avversario, bensì entrambi giocate contemporaneamente: diventa quindi importante il fattore tempo, dovete ragionare e fare le scelte giuste mentre gli avvenimenti scorrono. Di qui il realismo del gioco, enfatizzato dai ritrovati della tecnologia (immagini accurate, sonoro realistico, che vi proiettano nel mondo del gioco).

Due giocatori trentini al raduno di Castrocaro.

Voi iniziate con quattro ometti immersi in una natura incontaminata e sconosciuta: dovrete esplorare il vostro mondo, far lavorare gli ometti facendogli produrre cibo (dalla raccolta di bacche, alla pastorizia, la caccia, la pesca, fino all’agricoltura) e materie prime (legna, oro, pietra) e facendoli riprodurre. Più avrete risorse e abitanti, più evolverete la vostra piccola civiltà. Finchè non vi scontrerete con i vostri avversari, che da un’altra parte del mondo hanno intrapreso il vostro stesso percorso. Vince chi sa gestire meglio l’economia, investendo le risorse in armi e armati (il gioco è politically uncorrect) e poi riesce a muovere al meglio l’esercito.

Le strategie sono pressoché infinite, e su Internet vi sono migliaia di pagine scritte da gente che spiega una propria strategia e le possibili contromosse. Anche perché molti giocatori si associano in "clan", raggruppamenti che creano una sorta di "scuola", maniera di giocare che i più bravi implementano e insegnano agli adepti, formando squadre il più possibile competitive.

Il successo dei videogiochi infatti è in questi anni dovuto anche al passaggio alla modalità multiplayer. Dopo essersi impratichiti dei fondamentali cimentandosi contro il computer, si passa a confrontarsi on line con altri giocatori: le popolazioni nemiche non sono più dirette dall’algida (e ancora approssimativa) intelligenza artificiale della macchina, ma dalla più maliziosa e imprevedibile, ancorché fallace, intelligenza di un avversario umano. In questa modalità si può giocare 1 contro 1, ma anche a squadre, 2 contro 2, eccetera (fino a un totale di otto giocatori): e allora diventa importante il gioco di squadra, con il coordinamento delle economie (aiuti economici, rotte commerciali) e soprattutto delle azioni militari. Per ottenere questo ci si scambiano messaggi, che spesso diventano coloriti ("Aiuto, non ce la faccio più!"; "Mi massacrano in riva al lago e tu tieni 30 cavalieri nel bosco a masturbarsi?...").

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