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Servizio civile: i misteri della giungla nera

La grana capitata al Consolida in merito all'utilizzo degli obiettori da parte di una delle cooperative aderenti, deriva dal fatto che questa coop avrebbe - citiamo dai giornali - "utilizzato gli obiettori insieme ai propri operai in alcuni lavori assegnati dal Comune e avrebbe fatturato anche le ore di impiego svolte dai ragazzi che stanno svolgendo il servizio civile ".

Non vogliamo entrare nel merito della vicenda: sia perché i fatti sono ancora in fase di accertamento, sia perché l'interpretazione della normativa là dove dice come possono essere utilizzati gli obiettori non è proprio chiara. Intervistato dall'Alto Adige, un obiettore si lamentava spiegando che i ragazzi che fanno il servizio civile spesso non rappresentano "una risorsa aggiuntiva ", ma risultano "indispensabili per lo svolgimento del servizio e lavorano proprio come i dipendenti della cooperativa"', cioè, devono essere un di più di cui si potrebbe anche fare a meno. Un concetto, ci pare, alquanto discutibile e soprattutto arduo da precisare.

Vediamo di partire dalla modesta ma ormai lunga esperienza su questo argomento del giornale che state leggendo (da oltre 15 anni abbiamo in corso una convenzione col Ministero della Difesa in quanto società cooperativa senza fini di lucro). Ebbene, a partire dal 1995 Questotrentino si serve del lavoro, saltuario ma retribuito, di un grafico; se un domani ci fosse assegnato un obiettore esperto in quel campo, ci piacerebbe servirci della sua opera gratuita che ci consentirebbe di ridurre i costi (i nostri lettori ben sanno quanto ne avremmo bisogno); ma se le cose stanno come dice il ragazzo intervistato dal giornale, commetteremmo il reato di truffa ai danni dello Stato. Anzi, probabilmente stiamo già delinquendo: uno dei compiti specifici del nostro obiettore è infatti la battitura dei testi, un incarico per il quale, in assenza di un obiettore, dovremmo pagare qualcuno o. tempo permettendo, sbrigarci per conto nostro. E allora?

Ma l'alcatorietà delle regole e le assurdità sono una caratteristica dell'attuale normativa anche per altre cose.

Chi faccia il servizio civile presso un giornale dovrebbe, per comprensibili motivi, possedere un paio di competenze di base: una cultura almeno a livello di scuola superiore e una discreta infarinatura in tema di informatica. Per questo motivo, quando qualche ragazzo si propone come nostro futuro obiettore, gli facciamo un esamino preventivo, e se tutto va bene ci accordiamo nel chiedere concordemente al Distretto Militare l'assegnazione. Da qualche anno a questa parte, tali operazioni sono regolarmente naufragate. Il motivo ci è ignoto: sembra che in tal modo si vogliano evitare sistemazioni di comodo. E pazienza; ma quando ci vediamo capitare da Torino un ragazzo con la terza media che voleva fare il portantino alla Croce Rossa, allora salta ogni logica.

E ancora: il nostro è un giornale che fa riferimento a una ben precisa area politica e un giovane che debba quotidianamente ascoltare le nostre discussioni e battere al computer i nostri articoli, è bene - per se stesso come per noi - che sia almeno vagamente in sintonia con queste idee. Estremizzando per chiarire il concetto: pensate a un giovane abituale frequentatore dei centri sociali che fa l'obiettore in un giornale di area leghista, o ad un razzista militante assegnato a un centro d'accoglienza della Caritas!

E infine - ma la lista sarebbe ben più lunga - c'è la favola dei controlli, che - fatti seriamente - sarebbero auspicabili, poiché accanto a situazioni di indebito sfruttamento del lavoro degli obiettori, ve ne sono altre come quella di un nostro amico che tempo fa capitò come obiettore presso un ente pubblico per svolgere un servizio già da qualche tempo soppresso senza che l'ente si fosse preso la briga di rinunciare alla convenzione. Non gli rimase assolutamente altro da fare, in tutta la giornata, se non passare due volte al giorno a ritirare la posta.

Quanto a noi, l'ultima ispezione presso la redazione di Questotrentino risale ad alcuni anni fa, tra la fine di luglio e gli inizi di agosto, quando cioè il giornale sospende le pubblicazioni. L'obiettore era regolarmente presente: l'ispettore, dopo averlo debitamente interrogato, fece la sua relazione contestando che il ragazzo gli pareva annoiato, perché non aveva molto da fare...