Menù
Home
QT
Questotrentino
Mensile di informazione e approfondimento
Utente
Cerca

Sezione principale

A elettori e candidati

Aldo Collizzoli

Alle provinciali di novembre sarò un quasi sicuro elettore di sinistra, dunque ho seguito sulla stampa le cronache sulla costituzione dei Ds e sulle elezioni primarie, a cui ho partecipato. Mi ha particolarmente colpito l'assidua presenza sui giornali della sindaca di Tione, con un programma elettorale che dovrebbe essere condiviso da tutta la sinistra, in cui non vi è nessuna discriminante, ma che in realtà è fortemente condizionato da quello che si può definire il "partito dei Sindaci", i quali fanno a gara a sparare sulle malefatte dei consiglieri provinciali in carica.

Quei sindaci che quando furono eletti si affrettarono a dire che avevano fatto un patto con gli elettori (stabilità, governabilità...) e che ora invece, in molti, vogliono calare su Trento. A mio avviso c'è qualcosa di sinistro in questo. I grandi temi della sinistra sono annacquati e si privilegiano invece le virtù della concretezza e dell'amministrare bene.

Allora qualunque sindaco può andar bene: perché non Mancina o Amistadi o il Marchetti di Bolbeno, che fanno tante belle opere pratiche e concrete? Se il programma dei DS deve appiattirsi su questo, c'è qualcosa che non funziona. Dove sono i programmi, le diversità, le originalità? Invece mi ritrovo con i vari candidati che fanno proprio il disegno dei conservatori. Insomma, per dirla come Peri: Tony Blair è la Margaret Thatcher con i pantaloni che fa una politica della moderazione e della conservazione.

Se penso che in occasione del progetto Berlusconi sulle pensioni presentai una mozione di solidarietà con il sindacato che a Tione non fu approvata, e la Cogo disse che le sue buone responsabilità le aveva anche il sindacato e che costei poteva essere la portavoce dei Ds, mi viene il mal di pancia. Vuoi dire non solo che le minoranze spariscono, ma che il dissenso non potrà più albergare nella sinistra tutta tesa al governo del Trentino. Ecco: a novembre sono uno dei tanti Trentini che rischia di non avere una propria rappresentanza.