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Lago della Serraia: un'idea "naturale"

Armando Campagna

Sono un turista affezionato dell'Altopiano di Piné e durante tutta l'estate ho seguito con interesse e trepidazione la tormentata vicenda legata al drastico degrado del lago di Serrala, la cui causa principale pare ormai accertata.

Oggi mi pare che il dibattito stia degenerando in un penoso braccio di ferro tra gli interessi economici degli agricoltori, impegnati a difendere strenuamente le serre, e gli operatori turistici che lamentano il prevedibilissimo calo di clientela.

Così si perde altro tempo prezioso di fronte ad un'emergenza ecologica che, proprio perché trascurata anche in passato, ha raggiunto l'attuale livello di estrema gravità.

Perciò mi permetto di proporre alla Cooperativa S. Orsola: se proprio non volete rinunciare alle piantagioni che costeggiano (ed attualmente concimano) il lago perché non iniziate a produrre frutti sani coltivati nel rispetto dell'ambiente, nutriti dalla terra e maturati al sole di montagna, dotati di naturale profumo di fragole (e non di plastica)?

Chi da anni si occupa di agricoltura biologica, ma anche chi semplicemente possiede un piccolo orto, sa che anche così è possibile ottenere discreti raccolti, specie in zone naturalmente predisposte alle colture in questione, come è appunto l'Altopiano di Piné per i piccoli frutti. Così dovrebbero essere contenti proprio tutti ed in particolare:

1. Gli agricoltori, che potrebbero continuare a lavorare ed in condizioni più salubri rispetto a quelle attuali

2. I turisti, che già dalla prossima estate potrebbero tornare alle amene passeggiate lungo il lago e sulla stradina di Miola, godendo di uno spettacolo gradevole e di aria pura (senza odore di "medicina")

3. Gli operatori turistici, che potrebbero rispolverare le insegne "tutto esaurito"

4. Gli affezionati del bagno, che forse dovranno aspettare un po' di più, ma che prima o poi potranno tornare a tuffarsi in acque nuovamente limpide

5.I consumatori, che sarebbero disposti anche a pagare un po' di più la qualità e la garanzia del prodotto biologico

6. Gli ambientalisti, che potrebbero citare il fatto come esempio da imitare anche per risolvere altri gravi problemi ecologici (effetto serra, cambiamento di clima, inquinamento delle falde acquifere, ecc...)

7. Il sindaco di Baselga di Piné, finalmente liberato dallo stress di dover continuamente adattare le sue tesi alle aspettative e ai desideri degli interlocutori

8. Le api locali, non più costrette ad attraversare lunghi tunnel di plastica per visitare i fiori da impollinare e a correre il rischio di morire avvelenate

Ma soprattutto il lago, che un po' alla volta, grazie ad altri interventi che seguiranno, potrebbe tornare a vivere e a respirare. Semplice no? Dal Trentino... naturalmente.