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Scatti di pietra

Sculture di Andrea Malfatti nella fotografia tra Otto e Novecento. Trento, Torre Vanga, fino al 29 gennaio..

Questa mostra sceglie un modo inconsueto di valorizzare l’opera dello scultore trentino Andrea Malfatti (1832-1917), aggiungendo degli elementi che riguardano il passaggio culturale dell’epoca tra otto e novecento. Si tratta di un percorso in parallelo che affianca alcune sculture, in pietra e in gesso, a una trentina di scatti fotografici su quelle stesse o su altre opere dell’artista di Mori, realizzati per la maggior parte da Enrico Unterveger, figlio di quel Giovanni Battista che introdusse l’ arte fotografica in Trentino. Non è privo di significato che Malfatti sia nato pochi anni prima dell’invenzione della fotografia da parte di Daguerre (1839). I più grandi scultori del tempo, come Rodin, capirono e si servirono largamente del nuovo mezzo, sia nelle fasi di realizzazione delle opere che in quelle della loro divulgazione. Lo stesso fece Andrea Malfatti, che si formò a Milano e fu molto attivo anche oltre il Trentino. Così, mentre le sue sculture - si tratti di temi religiosi, di allegorie amorose, di monumenti cimiteriali, di figure legate al diffuso gusto esotico e orientalista - danno un’idea dell’orizzonte culturale della borghesia, i documenti fotografici lasciano intravedere, tra l’altro, qualche tratto di un’ormai declinante Belle Epoque.

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