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Coop: la lotta per il potere

Come Diego Schelfi cerca, a tutti i costi, di succedere a se stesso.

Diego Schelfi

Ci perdonerà il lettore se, in questa apertura di articolo peccheremo di protagonismo, raccontando un episodio - di cui siamo stati attori - a nostro avviso senz’altro emblematico del momento che sta attraversando il Movimento Cooperativo.

Era l’ultima assemblea di presentazione dei tre candidati alla presidenza della Federazione delle Cooperative. Dopo l’illustrazione da parte dei tre - Diego Schelfi, Erman Bona e Sandro Pancher - dei rispettivi programmi, si apriva il dibattito, e prendevo subito la parola, in qualità di presidente della cooperativa che edita questo giornale.

Abbiamo iniziato ripercorrendo i rapporti tra QT e Diego Schelfi, durante i nove anni delle sue tre presidenze: le aspettative iniziali; gli entusiasmanti programmi di rinnovamento; il loro accantonamento; e infine l’appiattimento sulla realtà, considerata l’unica possibile, i soci del tutto subalterni ai manager, le cooperative di primo grado subalterne ai consorzi. “Poi abbiamo approfondito il caso della Cantina LaVis, e il nostro giudizio su Diego Schelfi è cambiato: in peggio”.

Abbiamo quindi illustrato le grandi linee dello scandalo della LaVis: un imponente trasferimento di ricchezza, volutamente perseguito e pianificato, da 1500 famiglie contadine alla finanziaria Isa e a misteriose entità americane. E qui le responsabilità di Schelfi: nell’aver coperto gli amministratori responsabili, ostacolato chi voleva far pulizia e ricontrattare il rapporto con Isa, l’aver pilotato verso una soluzione (il commissario Zanoni) che preserva il marcio e non sana i conti. Ed ecco allora le colpe strategiche di Schelfi: aver allineato la Federazione ai “poteri forti”, tenendo come punto di riferimento non certo i soci, bensì le speculazioni di Isa, i manager che spogliano i contadini, i controllori che non controllano.

“Per questi motivi - concludevamo - riteniamo che non si debba votare per Diego Schelfi”.

Tornavamo al nostro posto, quasi all’altra estremità della grande sala, in un silenzio glaciale. Poi ancora altri lunghissimi dieci secondi almeno, di altro silenzio, sempre più surreale. Per Schelfi, alla presidenza, una situazione non sopportabile: “Sé tuti morti?” soffiava nel microfono. Ancora silenzio. “Avanti, n’altro intervento!”

Nessuno fiatava. “Iva, vei ti!” Pronta Iva Berasi, dimenticabile ex-assessora provinciale allo Sport, scattava verso il podio e sciorinava dieci minuti di compitino pro-Schelfi. Poi alcuni altri interventi.

Chiudeva lo stesso Schelfi. Dal tavolo della presidenza al leggio, con passo stanco e volto addolorato, pochissime parole cercando di colpire al cuore: “Voglio dire solo una cosa: io non sono una persona disonesta”. Metà sala, o forse più, il 60-70 per cento, applaudiva con calore. Gli altri restavano vistosamente a braccia conserte.

Una novità: i “dissidenti”

Sandro Pancher

Nell’episodio, anomalo di per sé, eccezionale nell’ovattato mondo della cooperazione trentina, sta tutto l’attuale momento della Federazione. Un movimento amplissimo (150.000 soci) e decisivo nell’economia trentina, meriti sociali immensi ormai iscritti nei libri di storia; eppure in evidente crisi di crescita. Con un gruppo dirigente che ormai fa ceto sociale a sé: cresciuto per successive cooptazioni, è di livello mediocre, le mille miglia lontano dalla base sociale, tutto teso a difendersi e preservarsi. In quest’ottica va iscritta la parabola di Diego Schelfi, dalle iniziali velleità riformatrici all’attuale difesa ad oltranza nel fortino di via Segantini, con la sua naturale bonomia, punto di forza nei suoi rapporti nel movimento, ad essere ormai un paravento che malamente cela le collusioni con il mondo degli speculatori.

La crisi, pur attenuata in Trentino, ha messo a nudo queste inadeguatezze. E la base ora è sconcertata.

Che in anni di difficoltà economiche ci siano aziende in crisi, è logico. Ma qui siamo di fronte ad un sistema che non sa come rispondere, e si affanna solo nel turare questo o quel buco, nel coprire questo o quel dirigente marrano, senza alcuna evidente strategia che non sia quella di sottomettere ancor più i soci agli amministratori, le cooperative ai consorzi. E sono stati infatti i consorzi a volere per Schelfi un quarto mandato. E ora a tentare di imporlo all’insieme del movimento.

Nella base, come dicevamo, c’è sconcerto.

E per la prima volta da un secolo a questa parte, non c’è un unico candidato a presidente. A dire il vero, ci si aspettava che Schelfi, designato dai potentissimi consorzi, ossia dal ceto dirigente, non avesse, come da norma, rivali. Invece sono spuntati. In due: Erman Bona, avvocato, proprietario di un agritur, presidente della Cassa Rurale di Mori; e Sandro Pancher, viticoltore, presidente della Cassa rurale di Mezzocorona e di Promocoop, fondo mutualistico della cooperazione.

La cooperazione dicevamo, a un confronto vero, a una competizione, non è abituata. E da una parte l’establishment, sentitosi (non a torto) messo in discussione, ha reagito con acidità: i candidati non allineati sono stati appellati sulla stampa con vari titoli, “ipocriti” (da Renato Dal Palù, presidente del Sait), persone “hanno solo personali ambizioni, rappresentano un salto nel buio” (da Gianfranco Redolf uno dei cinque supposti saggi che dovevano consultare la base per vedere se c’erano spazi per un quarto mandato di Schelfi, e invece il quarto mandato lo sponsorizzavano) e più in generale l’appellativo di “dissidenti” cui Pancher ha avuto gioco facile nel rispondere: “Ma allora vi ritenete un regime”.

Di tutto questo parliamo con Sandro Pancher (con Erman Bona, che ci sembra ritagliarsi il ruolo dell’Opposizione di Sua Maestà, non ci è stato possibile parlare).

“La mia candidatura è supportata anche da Marina Mattarei (vicepresidente della Federazione) e da Giuliano Beltrami (consigliere): formiamo un gruppo che sta lavorando assieme. Ci poniamo in alternativa innanzitutto alle modalità con cui si vuole arrivare a questo Schelfi 4: la forza con cui i consorzi hanno imboccato questa scelta, prescindendo da qualsiasi altro confronto (compreso quello con i propri primi gradi) rappresenta una criticità, un problema strutturale...”

I consorzi che comandano alle cooperative, le cooperative che comandano ai soci. La democrazia alla rovescia?

“Vuoi per la scaltrezza degli amministratori, vuoi per la pigrizia dei soci, si è arrivati a questa dinamica. La possibilità di esprimersi c’è per tutti, di fatto si è perso il coraggio di alzarsi e dire quello che non va. Il socio conta poco ma deve interrogarsi: come in politica, ci sono carenze nella società civile, che non s’impegna e delega; i nostri nonni se le dicevano sul muso, oggi invece non viene ritenuto conveniente esporsi.

Questo sta portando al ceto, alla casta degli amministratori cooperativi?

“Sì, la professione di cooperatori. Che può determinare il rischio di chiudersi in un ambiente impermeabile rispetto ai problemi della base. Senza sminuire la grande positività del sistema, bisogna affrontare questo momento di svolta epocale, reinterpretando i modi in cui la cooperazione rappresenta i suoi principi, aggiornando gli strumenti, senza mai perdere il riferimento ai soci, alla trasparenza, all’equità, a un’economia prima sociale che economica”.

Cosa si può fare e cosa non si deve fare?

“Non fare: vedi l’audizione dei saggi: che non hanno fatto un’operazione ascolto, ma di indirizzo, spiegando perché bisognava votare Schelfi. E sono state presenti il 15% delle persone; per forza, così la base viene demotivata, si sente inutile nel decidere strategie già preconfezionate.”

E cosa invece si dovrebbe fare?

“Si deve far crescere nel socio di base la consapevolezza della propria importanza: è lui che deve scegliere gli amministratori adatti perché competenti. Che devono rendicontare ai soci attraverso una comunicazione trasparente. Altrimenti si innesca un circuito vizioso: al socio manca la percezione della reale situazione della sua azienda perché non c’è comunicazione, la crisi economica innestata su una crisi di valori rende meno consapevoli. Fino a che ci sarà la rabbia, quando si arriva al fondo del barile. Dobbiamo evidentemente avviarci lungo un altro percorso”.

Giochi di potere

Erman Bona

Come si vede, non sono intenti rivoluzionari quelli di Pancher. Ma tali sono stati percepiti dall’establishment.

Da questo l’unica motivazione sensata a una riproposizione dello Schelfi 4 ci è stata proposta dal presidente del Sait Dalpalù: “In questi ultimi due anni sono cambiate le figure apicali in tutti i consorzi: Sait, Consolida, Cassa centrale, Cavit, Mezzacorona, Cooperfidi, Cla, Promocoop. Nei rapporti con l’esterno, decisivi in questa fase, con Roma innanzitutto, ma anche con Lega coop, Coop Nord Est, Federcasse i rapporti sono gestiti insieme dal presidente della Federazione e da quello del consorzio, per questo è bene che non siano entrambi due new entry”.

Altro non c’è stato, se non il ritornello che con la crisi che avanza bisogna rimanere immobili (e Obama, Hollande, Monti ecc avrebbero dovuto restarsene a casa...)

In compenso l’establishment si è innervosito. Ed ha iniziato a giocare le sue carte, quelle classiche del potere. A iniziare dal cambiamento delle regole del gioco. Da 15 giorni sono aumentati i voti: tante cooperative-scatola (cioè realtà funzionali, che non hanno base sociale, come Cooperativa Atesina, Coopersviluppo, Centrale Nord Est) hanno aumentato i propri, per un totale di 30-35 nuovi voti, tutti gestiti dai presidenti dei consorzi. In pratica oggi 8-10 persone hanno in mano 130-140 voti, alla faccia dello sbandierato principio “una testa un voto”.

Un segnale di nervosismo, dicevamo. Ma ci sono altri 700 voti, la partita è aperta.

Le fatiche di Ercolino

Vincenzo Ercolino

Vincenzo Ercolino è il responsabile marketing della LaVis, nominato dal commissario Marco Zanoni.

Zanoni a noi è sempre parso incaricato a proseguire la linea nefasta dell’era Peratoner: riconoscimento del patto scellerato con Isa (e relativi debiti); nessun approfondimento sui milioni scomparsi in America (derubricati a crediti inesigibili e quindi allegramente dati per persi); salvacondotto per lo stesso Peratoner, mantenuto contro ogni etica e logica ai vertici dell’azienda; imbellettamento dei bilanci per tenere buoni i soci.

Unica novità rispetto al Peratoner, il tentativo di rifilarne all’ente pubblico le acquisizioni megalomani. Adesso apprendiamo che in quanto a megalomania, anche Zanoni non scherza, anzi rischia di offuscare il suo sventurato predecessore: proprio con l’incarico a Ercolino.

Ercolino infatti è un nome molto noto nel mondo vitivinicolo italiano: con una storia dalle caratteristiche eclatanti. Inizia nell’86 dando vita con i due fratelli in provincia di Avellino a un’azienda vinicola, Feudi di San Gregorio, avvalendosi dei fondi europei, e degli appoggi dell’area De Mita. In pochi anni, quelli della generalizzata euforia vinicola, la cantina riesce a vendere oltre un milione di bottiglie, diventando, per l’indubbio rapido successo, un caso nazionale. I risultati vengono anche perché Vincenzo, che si occupa del marketing, investe generosamente nella comunicazione; sa proporsi, e sfrutta appieno questa sua capacità: grandi cene, macchine prestigiose, citazioni nei film (“Il mio miglior nemico” di Verdone), viaggi in elicottero, apparizioni da Vespa a Porta a Porta. “Il rinascimento enologico napoletano” viene chiamato il piccolo miracolo. Ma è un’enologia che come riferimento non prende la terra, ma il mondo della moda: costo industriale di una bottiglia un euro, costo di vendita cento, grazie all’immagine, al glamour, con la confezione che costa dieci volte il contenuto. Così l’azienda arriva a fatturare due milioni di bottiglie, molte delle quali a prezzi notevoli. Ma non è tutto oro: nonostante questi risultati, Feudi di San Gregorio va in crisi, perché se i ricavi sono consistenti, ancor di più lo sono le spese, da vita esagerata, che solo in parte trovano un riscontro economico.

Le prime avvisaglie di crisi arrivano come una mannaia: nel 2006 il cognato Pellegrino Capaldo, già presidente del Banco di Roma, uno dei maggiori banchieri italiani negli anni ‘80, molto legato ad Andreotti, alla Chiesa e a De Mita, entra in azienda con 15 milioni e la salva, imposta un’enologia basata sul territorio, retrocede Ercolino da amministratore a presidente, poi gli toglie anche quella carica, infine lo allontana.

Ercolino promuove altre iniziative: Casa Serpico con ristorante Da Sant’Anastasia, con wellness e quant’altro: dura sei mesi. Poi con Tommaso Iavarone, presidente degli industriali campani, Alfredo Romeo, influente immobiliarista napoletano, e Claudio Velardi, consulente e amico di D’Alema e dell’ex segretario campano Ds Antonio Napoli, costituisce una nuova società vinicola, Cantine A Casa: partita con grandi ambizioni ben presto si arena (nel 2011 non ha addirittura vinificato); i vari soci dai nomi altisonanti lasciano, e lascia anche Ercolino, oggi l’unico socio rimasto è Iavarone.

Insomma, questo sembra il profilo di Ercolino: grande inventiva, dinamicità, capacità di coinvolgere gente che conta su progetti ambiziosi; grandi spese, ritorni inadeguati. “Gioca all’economia alla grande, puntando forte, convinto - forse non a torto - che quella è l’unica strada perché realtà economiche modeste riescano in breve tempo ad ingrandirsi” ci dice, dalla Campania, un osservatore di quella economia. E d’altra parte i blog vinicoli sono pieni delle gesta di Ercolino: commenti entusiastici ad ogni nuova iniziativa, seguiti da giudizi impietosi al successivo flop. Nello specifico enologico Ercolino punta, oltre che sul primato dell’immagine, sulla sostanziale irrilevanza del territorio: famosa l’invenzione del Patrimo, nome di fantasia per un Merlot non autorizzato, la solita storia del vino non del posto, importato e imbottigliato, e fatto passare per una specialità. È questa la professionalità di cui ha bisogno la LaVis?

Ricordiamo - oltre il buco nero dei favori ad Isa - il non senso industriale dell’acquisto di Casa Girelli, che nel 2006 piazzava 33 milioni di bottiglie a un prezzo medio di 1,74 euro, mentre la compratrice Lavis ne vendeva 6 milioni a prezzo medio 3,74 euro, più del doppio. Acquistare un gigante che aveva tutt’altra politica industriale (nulla aveva a spartire con l’enologia legata al territorio della LaVis) si è rivelato un disastro. E ora, affidarsi ad Ercolino, che senso ha?

LaVis si ricompra Cesarini. Zanoni brinda

Apprendiamo che LaVis, attraverso la sua controllata Ethica spa, deve ricomprare al prezzo di circa 1,2 milioni il 10,4% delle azioni della casa spumantistica Cesarini Sforza in mano a tal Francesco Vezzoni, mediatore agricolo. Insomma, un altro accordo della premiata ditta Giacomoni-Peratoner, simile a quello stipulato con Isa (solo che Isa si è vista riconoscere interessi del 9% composto all’anno, il Vezzoni, con meno santi in paradiso, il 10% in tre anni, il che fa la differenza tra una predazione - Isa - e un buon affare - Vezzoni).

Per gli altri aspetti siamo alle solite. Il documento e l’impegno dovevano essere menzionati nelle relazioni allegate al bilancio, e fornita un’informativa agli organi di vigilanza. Non è successo niente di tutto ciò: la cantina LaVis, con la gestione Peratoner e ora con Zanoni, si sente libera dagli obblighi del codice civile, e tutti sembrano far finta di niente.

Poi ci sono le conseguenze sul bilancio della Cantina. Se il prezzo sborsato è congruo, cioè se il 10% di Cesarini Sforza vale gli 1,2 milioni, il patrimonio di LaVis non ne risulta intaccato (si spendono soldi ma si incamera il valore delle azioni) in caso contrario saranno ulteriori dolori; in ogni caso, prezzo congruo o no, i debiti crescono, e questo per un’azienda in difficoltà è sale sulle ferite.

Al punto che il Commissario Zanoni se ne è uscito con un improvvido “Nessun problema, tanto Cesarini Sforza la vendiamo e i soldi li recuperiamo”. Della serie tutto va ben madama la marchesa, il principio cui il Commissario sempre si attiene (al punto dal tenersi come massimo dirigente il Peratoner autore di tutti i disastri tra cui questa ultima gherminella) dando per scontate - non solo nelle comunicazioni alla stampa e ai soci, ma anche nei documenti contabili - una serie di dismissioni che sono però solo nella sua testa (ad esempio l’area di Casa Girelli è iscritta a bilancio per 20 milioni, Zanoni ha sottoscritto un accordo preliminare di vendita con Cla per 13,5 milioni - e sono già 6,5 milioni in meno - sottoposto però alla clausola del cambiamento di destinazione urbanistica - che non è scontato - e alla demolizione della stessa Girelli - che dà lavoro a 60-70 persone, per fortuna non ancora cancellabili con un tratto di penna).

A dire il vero il compito del Commissario è anche quello di infondere fiducia; ma ad esagerare in un giulivo ottimismo di maniera si ottiene l’effetto contrario, soprattutto quando si continuano a coprire le scelleratezze della precedente gestione, dai cui cassetti continuano a sortire amarissime sorprese.

C’è poi il dato di politica industriale. Cesarini Sforza è un fiore all’occhiello di LaVis, il prodotto spumantistico che completa al meglio l’offerta di qualità della Cantina. Dichiarare con tanta leggerezza di voler disfarsene, che senso ha? Marco Zanoni, impegnatosi ad assumere collaboratori tanto noti quanto discussi come Vincenzo Ercolino, che idea di Cantina ha in testa?

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Commenti (161)

VERO

tra gli operai e gli impiegati della cantina serpeggia il malcontento.
Si è scoperto che agli impiegati di Casa Girelli e agli operai delle linee di imbottigliamente sono stati dati aumenti di livello e di remunerazione (alti) nell'ultimo anno e mezzo...quando invece si doveva procedere con la riduzione dei costi...

PERSO

x post 159. Mi auguro sinceramente di sbagliarmi ma credo che gli ex-soci di Lavis abbiano già perso. I poteri coinvolti nel crac Lavis sono molti e forti.
Non sono state permesse intromissioni, non c'è stata nessuna eco sulla stampa (eccetto QT), sono stati spesi soldi per manager e dirigenti (si vocifera che in Casa Girelli, per paura che alcuni impiegati/impiegate se ne andassero bloccando l'azienda siano stati concessi aumenti da paura).
Nessun politico di sponda avversa si sta informando ...
Quindi la faccenda sarà insabbiata ed effettivamente chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato...

che basta ?

ma che BASTA e BASTA .....
la storia della LaVis finirà nel momento in cui saranno corrisposti i SOLDI agli ex-soci per il conferimento del 2010, trattenuti dalla LaVis con azioni mafiose e illegali e di cui oltre alla LaVis ne è responsabile il Commissario, la Federazione Trentina della Cooperazione e la Provincia che hanno sempre avallato l'operato dei gestori della LaVis .
FINO AL MOMENTO IN CUI NON SARANNO CORRISPOSTI I "soldi" AGLI EX-SOCI .... la storia non finirà.
cosa pensano gli attuali soci e gestori della laVis ... chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha dato scurdamoci o passato ?? ...............
troppo comodo ..... pagate i DEBITI con gli interessi e dopo fate ciò che volete con il vostro management.

INSOMMA BASTA!

I soci hanno votato all'assemblea il rinnovo del CDA. Sono i soci che hanno il potere di decidere chi li governerà. Non credo si siano mai alzate voci che chiedevano spiegazioni quanto Peratoner affermava che la cantina avrebbe pagato l'uva anche 100 euro medi a Qtle.
Pochissimi hanno provato a chiedere lumi (Sig. Salvati). La stragrande maggioranza -in modo ipocrita- criticava di nascosto confidando che mamma PAT intervenisse a salvare capra e cavoli ... come poi ha effettivamente fatto.
Il nuovo CDA non farà nulla lo si sa ... Sono mesi che si conosce l'esito del commissario che diventa AD (tutto da verificare il suo operato..).
Il commissario è stato messo lì per nascondere ed insabbiare. Ha trovato ovviamente l'appoggio di delle forze politiche ed economiche che SONO COINVOLTE, per arginare i debiti.
NON ESISTE NESSUNA AZIENDA CHE MANTENGA IN POSIZIONI DI RILIEVO LA DIRIGENZA CHE HA PRODOTTO UNA SIMILE MOLE DI DEBITI. E' vergognoso che politici, assessori e tutti gli altri non chiedano a Peratoner, Andermarcher, Leonardelli e al responsabile dello stabilimento di Casa Girelli come si è arrivati a tutto questo. Ciò fa veramente pensare che la faccenda Lavis coinvolga gli alti vertici politici e economici del trentino.
Nessuno a mai chiesto un resoconto di tutti i soldi dati a fondi perduto ...
chissà come reagiranno le camtine di Mezzacorona e Cavit ... attenderanno il momento propizio per esporre il conto alla PAT e Federcoop.

chiaro

Concordo con umma umma, ma credo sarebbe meglio una unica lettera firmata da tutti i soci che vogliono chiarezza e trasparenza

Umma Umma

Il nuovo CDA farà a umma a umma come si fa di solito, se ne fregherà altamente, non riguardando il suo operato e non essendoci soci che chiedono chiarimenti
o azioni di responsabilità .
L'azione da intraprendere il giorno dopo la fine del commissariamento è inviare lettera raccomandata da parte di ogni socio che vuole chiarimenti e che si inizi un'azione di responsabilità .
anche gli ex soci dovrebbero scrivere al nuovo CDA chiedendo chiarimenti sulle delibere assembleari non conformi a legge caricandolo cosi di responsabilità per il passato essendo informato dei fatti.
Da quanto si legge... occorre continuare a denunciare il cattivo operato diversamente va tutto nel dimenticatoio...

Terminato niente

Le promesse di vendita sono solo ipotesi e vedremo. SI legge invece sulla stampa di oggi che il CDA del Catullo di Verona ha promosso azione di responsabilità nei confronti dell'ex direttore per debiti di gran lunga inferiori a quelli della LAVIS.
Che farà il nuovo CDA della LAvis con il nuovo Presidente?

MA COME...?

..questa faccenda della Lavis non è stata risolta? avevo capito che con la creazione del nuovo CDA e la successiva nomina di Zanoni a AD e Campostrini a Direttore le cose fossero ormai appianate?
e poi leggendo i giornali pare che le vendite e quindi il rilancio del Gruppo lavis sia quasi terminato. Da verificare i movimenti su Casa Girelli e Cafaggio... qui semmai ci potrebbe essere qualche dubbio sulla valorizzazione del territorio ...

risposta per n° 147

Dici che sul Trentino hai letto , con stupore, della reazione stizzita di Zanoni nei confronti del suo CDA ( che quando è stato pubblicato l'articolo non era ancora stato ufficializzato ) . Non vedo di cosa ti stupisci . In questi 2 anni da commissario Zanoni è stato abituato a fare quello che voleva , senza dovere rendere conto a nessuno del suo operato . Quindi qualunque roba gli passava per la testa , giusta o sbagliata che fosse , lui la faceva . Il fatto grave è che questo modo di operare non ha mai guardato agli interessi dei soci , bensì a quelli del commissario e della casta dirigenziale da lui nominata .I soci si erano ridotti ad essere solo dei finanziatori , più o meno consapevoli , di questa casta autoreferenziale ( che costa molto e molto , in quanto come ha magistralmente detto qualcuno su un blog poco tempo fa '' alla nuova dirigenza LA-Vis piace vivere alla grande '') . Adesso finalmente i soci forse riusciranno di nuovo ad avere un po' di voce in capitolo , grazie ad un presidente ed un CDA che si spera si batteranno di nuovo per ridare dignità ai soci stessi. A qualcuno ovviamente questo dà fastidio , perchè non ama essere contraddetto , non ama prendere decisioni condivise e soprattutto non ama che si intralcino i piani che lui ha fatto per sè stesso ed i suoi amici . Quindi sembrerebbe che a.d. e CDA abbiano iniziato a litigare ancora prima di iniziare a lavorare insieme . E sembrerebbe anche che qualcuno , con un fare da bambino viziato e capriccioso , abbia detto che se non si fa come dice lui non gioca più ! Che tristezza, che desolazione ...

secondo mi...

Secondo mi , che son ex socio ...il nuovo presidente Matteo Paolazzi è un gran bravo ragazzo , ho avuto modo di conoscerlo in anni di frequentazioni presso il centro tecnico dove noi soci andavamo per le consulenze dei vigneti . E' una persona con cui si puo' parlare , onesto , umile, con i piedi per terra , gran lavoratore , intelligente . Per come la vedo io non c'entra proprio niente con gli altri componenti della governance La-Vis , cioè commissario e suoi amici vari ed assortiti . Nel senso che loro sono quello che lui non è ( prendete gli aggettivi che ho usato per Paolazzi, andate su un dizionari dei contrari e trovate cosa sono loro ... ) . Quindi la mia paura è che questi signori pensino di poterselo lavorare come vogliono , contando anche sul fatto che è un giovanotto e quindi magari lo considerano , a maggior ragione , manipolabile. Io spero invece che Matteo vinca la soggezzione e le pressioni che il commissario ( ormai possiamo dire a.d. ) gli farà per fare valere sempre le sue ragioni . Solo così , coadiuvato dai consiglieri rappresentanti dei soci , potrà fare effettivamente gli interessi dei contadini e non quelli dell'a.d. e dei suoi amici . Vai Matteo !

DOV'E' LA GIUSTIZIA?

LA GIUSTIZIA IN TRENTINO ESISTE ?
A DISTANZA DI DUE ANNI DAL COMMISSARIAMENTO LA GIUSTIZIA NON HA ANCORA FATTO NULLA... ANCHE DI FRONTE A DENUNCE .... LA GIUSTIZIA NON HA ANCORA PRESO PROVVEDIMENTI ... COSA SI ATTENDE ... LA PRESCRIZIONE DEI REATI O IL MODO DI ASSOLVERE UN SISTEMA DI TIPO "MAFIOSO" DOVE IL CONTROLLORE NON CONTROLLA E CHI DEVE CONTROLLARE IL CONTROLLORE DELEGA PER LEGGE IL CONTROLLORE STESSO A CONTROLLARE IL PROPRIO LAVORO ?
COSA OCCORRE OLTRE I DATI INCONTROVERTIBILI ESPOSTI NEI BILANCI NON VERITIERI E OPERAZIONI finanziarie con documenti OCCULTATI NON SOLO NELLA LaVis ma in Ethica e Isa FORSE DOCUMENTI "FALSI" CREATI AD "HOC"
verificate voi stessi i Conti del Commissario ZANONI della cantina La Vis sca nel bilancio al 30/6/2011
- SOCI
il commissario al 30/6/2011 dichiara che i soci della cooperativa sono 1.365 complessivi.
leggendo il Bilancio, nota integrativa e libro soci, risultano dati diversi sul numero dei soci.
a) il capitale sociale di € 1.341.250 corrisponde a n. 1365 soci conferitori e n. 1 socio sovventore.
Totale soci 1.366 contro 1.365 - differenza 1 socio
b) il commissario dichiara che rispetto l’anno precedente sono state accettate 132 domande di recesso e sono stati accettati n. 3 nuovi soci ( 1503+3= 1506 – 132 = 1374) .
Totale soci 1.374 contro 1.365 – differenza 9 soci
c) contrariamente a quanto dichiara il Commissario , il libro soci riporta n. 21 nuovi soci contro i 3 indicati dal commissario, pertanto il conteggio dovrebbe essere : 1.503 vecchi soci + 21 nuovi soci = 1.524 – 132 recessi = 1.392
Totale soci 1.392 - differenza 27 soci
sicuramente c’è una spiegazione, ma i conti (nero su bianco) non tornano mai.. e le quote sociali dove sono ? chi ha intascato i soldi ?
CI SONO ALTRI CONTI CHE NON TORNANO
QUALCUNO NE RENDERA' CONTO ?
IL NUOVO PRESIDENTE, PRIMA DI NOMINARE L'AMMINISTRATORE DELEGATO FARA' UN A VERIFICA E CHIEDERA' I DANNI AI RESPONSABILI ?

è vero

E' vero ... bravo... non ci avevo pensato

S S

Sta anche per qualche cosa d'altro. . . .

Eccezionale

Bella questa narrazione mi piace molto ... ma non ho capito sarò "ciucco" il nesso, o forse l'ho intuito ma è sempre meglio chiedere una spiegazione!!!
Ho letto oggi con stupore dal Trentino che SS Zanoni è adirato perchè qualche "suo" (è meglio dire così) Consigliere ha manie di protagonismo e "che ci vuole un etica (e non ETHICA) comportamentale MOLTO precisa da parte di tutti", ma sembra solo a me o questo sta dettando ai rappresentanti dei soci (che sono i proprietari del barraccone) come si devono comportare e che lui non transige su comportamenti. Secondo me il mondo si è proprio invertito dovrebbero essere i soci che riprendono il futuro AD è dovrebbero intimargli di comportarsi eticamente e non fare caz..te.
Il mondo va proprio al contrario .....
PS) SS sta per Sua Santità

E ORA GIUSTIZIA.


MUOIA SANSONE CON TUTTI I FILISTEI.
...................................................
ai filistei stava sul c**o sansone, un tizio palestrato che traeva la sua forza dalla sua folta chioma oleosa, perciò assoldarono dalila per fotterselo e tagliargli i capelli, fonte della sua forza sovrumana e di forfora, sovrumana anch'essa (sulla giacca lasciava chicchi da un chilo e mezzo!). al suo risveglio sansone si ritrovò coi capelli di bettarini e circondato dai filistei, che volevano farlo a tocchettini e venderlo ai ristoranti cinesi di tutta filistopoli (la citta che avevano i filistei). era in trappola, con le spalle al muro. vistosi in procinto di diventare il primo pollo alle mandorle umano, e senza via di scampo, decise di mettere fine alla sua vita e a quella dei filistei, pur di non dargliela vinta ai suoi nemici storici. perciò si butto l'ultima fiala di crescina che aveva nella tunica in testa, e con le forze che riuscì a riacquistare, demolì con una testata la colonna portante dell'edificio dove si trovava pronunciando la celeberrima frase. il suo gesto fece crollare l'edificio uccidendo se stesso e tutti i filistei presenti, e scatenò un'onda d'urto tale da demolire le case limitrofe, sterminando una volta per tutte i filistei e salvando il pianeta da questo popolo orribile, schiavo del vizio di mangiarsi le unghie...dei piedi...degli altri.

nauseato

La LaVis faccia le sue scelte, se decidono di prendere l'attuale Commissario quale Amministratore, sono scelte legittime, i soci dissenzienti potranno decidere in base alle regole cosa fare.
quello che decide la Provincia, sono fatti della stessa, importante faccia tutto in rispetto delle leggi.
................................................
le cose non legittime e ne dovrà rispondere di fronte alla legge la LaVis i suoi gestori e la federazione trentina della cooperazione sono:
- i falsi in bilancio,
- le false comunicazioni sociali,
- gli omessi controlli
- le vendite in nero
- l'esportazione di valuta
- l'elusione fiscale
e, a mio parere,
-. le truffe ai soci per il camuffato aumento di capitale sociale per la ricostituzione delle riserve indivisibili
- l'appropriazione indebita per i soldi trattenuti ai soci ed ex soci nonche sui soldi delle quote sociali che non si sa che fine hanno fatto e sui soldi delle quote sovrapprezzo azioni da versare per "12" anni dal momento in cui si diventa socio .... (soldi spariti nel nulla).
è obbligo per legge che il commissario renda conto del suo operato e presenti la situazione economico.finanziaria al momento del commissariamento e al momento di fine commissariamento per vedere i risultati raggiunti ...
sarei curioso di vedere nel dettaglio tali dati .. che non credo daranno mai ai soci e alla Provincia...

lodovico ha+ragione

E' vero lodovico ha ragione ... viste le nomine al CdA della LaVis sono sempre più convinto che la ragione è nel organizzare un'alternativa al sistema che si sta creando oppure che è gia stato creato.
Zanoni si è scelto per bene le persone che lo devono accompagnare.... mahh

lodovico ha ragione

ha ragione lodovico. Dellai e Schelfi avranno sempre la scusa che non intervengono, perchè non c'è nessun problema. i dati lo confermano. i soci sono dalla parte di zanoni. alle assemblee - momento in cui si potrebbero esternare i propri pensieri e interrogativi - si vota a favore. anche alle ultime assemble - dati alla mano - i soci favorevoli sono stati il 99 %. con questa forza in mano perchè Dellai dovrebbe pensare che Zanoni, il management, ecc non vanno bene. va bene al socio! che poi ci siano soci che non condividono il pensiero ci credo. questa sfilza di commenti lo dimostra, ma non è quì che si decide nulla. lo si fa nelle assemblee votando contro. oppure chiedendo univocamente spiegazioni prima della votazione. se poi si vota ancora a favore significa che è stata una scelta ponderata e che così va bene ai soci.

lodovico

Non ho nulla a che fare con la cooperazione. Sono un manager. Ma credo fermamente nella cooperazione, nell'affrontare INSIEME le opportunità che il mondo offre.
Ripeto, ho letto i Vs. post. Sono 141 a fronte, mi dicono, di 1500 soci. Alcuni post sono fatti dagli stessi autori. Immagino quindi 100 autori di post.
Ognuno di questi "autori" certamente conosce almeno una persona in sintonia col suo pensiero. Significa 200 teste su 1500. Siamo oltre il 10%.
Per il bene della cooperazione in generale, per il bene della La. Vis. perchè non Vi trovate nel bel teatro che avete per mettere insieme un documento in cui scrivete ciò che pensate e, soprattutto, ciò che proponete.
Mi dicono che alle assemblee partecipano ca. 300 soci. Tra di Voi c'è chi dice che la non partecipazione è perchè i soci dimostrano così il non essere in sintonia con il management : ma non è così che funziona. Bisogna esserci e dire la propria. Quindi alle assemblee BISOGNA PARTECIPARE.
Mi dicono, infatti, che in queste assemblee nessuno dei partecipanti ha nulla da dire ergo non ci sono altri pensieri, tutti sono in sintonia col commissario. NO! Non è così, e Voi dimostrate in questo blog che non è così e dimostrate anche di essere legati alla cooperativa La. Vis e questo è un grande valore per un'azienda, per un manager. Se pensate veramente quello che scrivete dovete avere la FORZA DI PORTARLO IN ASSEMBLEA. Altrimenti ....sono solo parole...sono solo canzonette.
Come pensate che i "grandi" (Dellai, Schelfi) possano interrogarsi sul ciò che accade se nessuno dice loro L'ALTRA VERITA'? Perchè costoro possono avere tutti i torti e tra questi hanno anche quello di essere circondati da gente abituati a raccontare ciò che questi vogliono sentirsi raccontare.
Scusatemi per l'intervento, ma per me la cooperazione è un movimento fondamentale per la società trentina e lo sarà sempre più nell'ottica della globalizzazione.

cari fraulein/badboy

Molte volte la cosa più difficile in una situazione complicata da analizzare è fare un processo di sintesi. A me pare che voi siate tutti e due scontenti di non essere partecipi del processo decisionale ma solo bombardati di dati poco utili ad una lettura della situazione LaVis (il modello Zanoni è ben conosciuto da tutti i politicanti).
La democrazia è pur sempre delegare ma la libertà di una scelta, come diceva un milanese dal fiuto lungo, è anche partecipazione.
Nelle coop e in modo particolare alla LaVis non è consentito questo soprattutto in questi 2 anni; vi presentano l'idea bella e preconfezionata e tu non poi neanchè discuterla perchè una discusione prevede prima una fase conoscitiva che vi è negata.
Per questo capisco bene fraulein e il suo stato di malessere e non posso che appoggiare la sua posizione.
E' vero però, come dice bad boy, che la maggioranza dei soci non è con Zanoni se ci fosse una alternativa vera e credibile darebbero il ben servito al salvatore della patria. (per quanto riguarda i soci io credo che almeno 600/700 soci non sono mai andati alle assemblee e gran parte di questi lo fanno perchè non gradiscono la gestione degli ultimi 2 anni e l'interventismo PAT).
Ma le risposte, ad un problema e ad una situazione di malessere comune, sono diversee devono essere tutte rispettate perchè sono influenzate da diversi fattori: coraggio, situazione economica, situazione ambientale, ecc.
Bello sarebbe che i soci non contenti potessero: trovarsi, parlarsi e attivarsi per proporre una alternativa di gestione. (forse è utopia)

fraulein

...io non sono come voi... !!! Questo è ciò che vi posso dire, non accetto di subire scelte che non condivido, non accetto soccombere ,particolar modo su cose palesemente scorrette ....Il mio senso di giustizia è diverso ,ma soprattuto lo sdegno di non aver mai voluto ascoltare suggerimenti e consigli di persone che amano quella cantina è veramente ci tengono è vergognoso!!
Non c'è odio, ne rabbia , ne tantomeno invidia , solo un gran senso di impotenza nel vedere possibilità ancora aperte , ma gente che non vuole alzarsi in piedi e far capire le proprie ragioni.
Nessuno ha più voglia di confrontarsi, di costruire sani rapporti fatti di trasparenza e onestà , dicendo le cose come stanno...solo sorrisini di circostanza e cattiverie gratuite.
La politica ha creato posti di lavoro,con gente che doveva risolverci qualsiasi problema...corsi,sindacati,etc. e alla fine neppure la denuncia dei redditi possiamo fare da soli, che dovrebbe essere semplicissimo.In realtà il tutto ci ha portato a non pensare più,a non incontrarci più, a non capire gli altri a vivere "soli" anche se vicino a tanta gente!
Tutto questo "delegare" ha rovinato anche la La Vis...e chissà quante altre società,ma forse dobbiamo toccare il fondo per capire no?
Caro bad boy , I hope that you have a project ,because in this world everybody need one !!! Good luck

bad boy

Fifoni, ipocriti e assolutamente corrotti dal sistema... così dice la fraulein... allora signorina faccia due conti :
1 quanti erano i soci La-Vis prima del commissariamento ?
2 quanti se ne sono andati perchè scontenti?
3 di quelli rimasti, quanti non partecipano neanche più alle votazioni per manifestare il dissenso nei confronti del commissario ?
Se mettiamo insieme i soci del punto 2 e 3 arriviamo sicuramente a centinaia di persone , che fanno vedere in modo tangibile che non sono d'accordo con chi attualmente regge i fili della coop lavisana . Visto che siamo in argomento , qualcuno mi sa dire i numeri dei soci come li ho ripartiti sopra , per mia curiosità ? Quindi comunque piano con il dare a vanvera dei giudizi sulla gente , chi è rimasto lo ha fatto perchè è affezionato alla cantina non certo a Zanoni , che probabilmente farebbe la gioia di tutti andandosene ma purtroppo non sarà così . C'EST LA-VIS ( clamorosa la stroncatura che gli esperti stanno tributando a quei frizzantini che secondo i supergeni dovevano segnare la rinascita della La-vis , ultima in ordine di tempo quella di ieri sul blog di Ziliani) .

x fraulein

Perfettamente d'accordo con quello che dice nei suoi due post ... in molti punti diciamo la stessa cosa e credo che il problema di finire sulla Black-List sia vero proprio con particolare riferimento alla LaVis dove ho sentito dipendenti-dirigenti dare dei giudizzi su soci critici ho dubbiosi che dire ingegnerosi e poco.
... per il resto rivendicavo solo il diritto di dire che "così non piace" senza essere taciati di codardia o vittimismo o altro ...
Credo poi che se assemblee LaVis ci fosse la convocazione per i non contenti invece di 300 persone la sala sarebbe di 500 persone che ormai non vengono neanchè più alle riunioni show di Zanoni preferendo (e più volte l'ho fatto anch'io) altri ambienti.

x curiosità

Non avevo nessuna intenzione di dire che i soci della LaVis oltre i 60 sono stupidi anzi ... io qualche volta parlo con soci di una certa età della LaVis e quasi tutti esprimono un senso di amarezza e di distacco dovuto al fatto che come dice lei non si sentono più adosso la definizione di SOCI ma di lavoratori e basta.
La mia (io non sono un contadino ho pochissimi metri di campagna) è una considerazione che proprio su un blog come questo mi sentivo di dire.
Molti mi dicono: Ma tu che vieni da un altra professione come la vedi? perchè non ti prendi la responsabilità di rappresentarci? e io non so cosa rispondere, le dinamiche della LaVis (evito di dire della cooperazione perchè è meglio parlare dei mali della LaVis che sono già tanti senza ulteriori alibi) per me sono incomprensibili e fuori da qualunque legge di mercato e di democrazia ... Tutto appiattito attorno alla figura del salvatore che almeno in fase di scadenza avrebbe dovuto avere un atteggiamento più democratico e meno difensivista.
Questo mi fa dubitare molto sui reali benefici della cura Zanoni!!!!! e ricredendomi devo concordare con molti commenti negativi che in questo blog ho letto.

fraulein

...dimenticavo massimo rispetto a ogni categoria di lavoratori,a tutti coloro che dedicano buona parte del loro tempo al lavoro,che tante volte per esso sacrificano persino la famiglia, e con questo intendo anche i contadini che non hanno orologio, che adorano le loro creazioni,che devono inalare odori assurdi,che rischiano la vita, ma che non farebbero mai a meno della propria passione !...non mi metta in bocca cose mai dette ....invece veda quanti voti contrari tra queste assemblee la LA Vis ha accumulato...e così ritroverà con essi la volontà sociale ! Non tiri conclusioni alquanto affrettate, ai posteri l'ardua sentenza ! Anche se vorrei tutto diversamente dipinto.....mi sà che è lei che non conosce completamente le cose, ma tanto a che serve , si finisce sulla black-list ...no ?

fraulein

....sta ragionando in maniera sbagliata ....sorry !!!
E' chi lavora e che conosce tutti gli stadi che sa comprendere e capire gli errori , e poi correggerli,ma quì son tutti superiori alla media , e con i soldi degli altri spendano e spandono come gli pare, critiche non le accettano ,ma dan tutti sentenze !!
Qualora lei avesse 60 anni e come tanti ha lavorato sodo per quella cantina pagando per 2 generazioni i debiti per costituire ,una serietà enologica non da poco,e adesso dovesse abbandonare tutto per una sordità e cecità politica....chi creda abbia perso ???Secondo lei andarsene con la ragione ha un senso ?
E comunque ...si ricordi che chi è lì ha avuto buona parte delle ricompense dal sistema....analizzi bene lei prima la situazione,altrimenti cosa crede che vadano a fare i politici alle assemblee ???
La cantina è dei soci ...ma quelli veri...e se cercherà le verità purtroppo ...li dentro non le troverà !

curiosità

ma i "soci" della LaVis ... si possono definire ancora SOCI ??? e di cosa sono soci ? di qualcosa in cui non possono dire nulla, non possono fare nulla, non possono neanche andare via senza pagare pegno ?
preferisco essere azionista della Fiat... ENI... Enel... Banche varie ... piuttosto che essere "INCATENATO E SCHIAVO " di una Cooperativa TRENTINA tipo LaVis...
I soci dela LaVis hanno oltre 60 anni ... ma non sono degli STUPIDI ...o devo ricredermi ?
il socio del commento precedente .... mi sa li voglia additare come STUPIDI perchè oltre i 60.
il fatto sembrerebbe che i soci della LaVis non abbiano nessun potere se non quello di scaldare le sedie alle riunioni, mangiare e bere, tanto paga pantalone ... e non gliene frega niente chi ruba ... importante non sia uno di famiglia....

fraulein

Cara la mia Lei ma che ca....spita di idee ha lei per essere così sicura e perentoria nelle sue dichiarazioni (io non le conosco me le esponga).
Mi sa tanto che è di quelle che se ne sono andate dalla LaVis per giungere ad approdi più sicuri...
Beh porti rispetto per i tanti soci contadini (molti sopra i 60) che hanno dentro di loro il piacere di fare la cosa giusta per la Cantina e per la loro COSCIENZA ma che non sono in grado di fare rivoluzioni per diversi motivi.
I rivoluzionari che criticano chi lavora e purtroppo per cultura o stato economico non sono in grado di fare lotte e battaglie, mi fanno solo ..... niente non mi fanno niente.
.... l'ipocrisia e di chi se ne va e poi sputtana gli altri perchè non sono andati con lei.
Avranno i soci il diritto di lamentarsi e fare opinione anche se VIVONO nella LaVis e sono in minoranza o questo diritto se lo riserva a Lei SOLA.

fraulein

...mi stupisco...questi discorsi provengono da uomini che lo sono sulla carta credo....ma non sui fatti.
Dio mio che piattume....se dovesse esserci veramente una rivoluzione sareste i primi a mettervi a quattro zampe,ma di cosa avete paura ????!!!
Veramente da figlia del 900 come voi credo , mi sento veramente fuori luogo accanto a discorsi così vergognosamente corrotti dall'omertà che vi circonda.
Eppoi dovremmo credere ancora che i principi della correttezza che tanto predicate , vinca su tutto ???? Fifoni, ipocriti e assolutamente corrotti dal sistema.....accontentatevi delle vostre idee indifferenti e inutili, perchè non avete il coraggio nemmeno di dire la vostra per non sporcarvi la faccia !!
Non pretendete che gli altri vi difendano perchè sareste i primi a girargli la faccia,quindi se dovete dire qualcosa ditelo , io alla gogna ci sono già stata per le mie idee e non le ho ancora cambiate ..e come disse Chaplin "preoccupati più della tua coscienza che della tua reputazione.Perchè la tua coscienza è quello che tu sei,la tua reputazione è ciò che la gente pensa di te.E quello che gli altri pensano di te ,è un problema loro !"

vota AntonioLaTrippa

caro socio del 126 che non sai chi votare , l'amico sopra ti ha consigliato bene, guardati il video...
www.youtube.com/watch?v=54bY9OUo5tY

LODOVICO

Scusatemi tutti,
leggo della Vs. insoddisfazione. Ma perchè a questo punto non vi incontrate e preparate un intervento in cui esponete il Vs. disaccordo rispetto a questo modo di condurre la cooperativa. Perchè non Vi impegnate a raccogliere altri soci che sono in sintonia col Vostro pensare e preparate una mozione di sfiducia nei confronti del CdA, perchè non fate un esposto alla magistratura affinchè approfondisca l'analisi della situazione. Comprendo il lamentarsi ma credo che se si è veramente convinti di ciò che si scrive e quindi si pensa, sia necessario prendere formalmente le distanze e differenziarsi da coloro che guidano la cooperativa, altrimenti restano solo parole che alla lunga lasciano il tempo che trovano.
Scusatemi ma dalla teoria, dal malcontento ad un certo punto bisogna passare all'azione altrimenti sono critiche sterili e basta. Usate i social network per convocare quelli che sono in sinotonia col Vs. pensiero e dite la Vostra.

x Antonio La Trippa

Errore gravissimmo il titolo del film "I soliti ignoti" di Monicelli .... errore imperdonabile, Ercolino potrebbe espellermi da socio per giusta causa ..... con trattenuta di tutte le riserve.

x Antonio La Trippa

Grazie Antonio adesso sto meglio ... se le cose vanno bene !!!! A me sembra impossibile che il sistema sia così impermeabile a qualsiasi modifica .... anche quando si aprono delle fessure enormi tutto ritorna a posto come per miracolo.
E come diceva lo stesso Totò nel film "La banda del buco" .... quando qualcuno mi chiederà come va alla LaVis risponderò...
" come vede, si lavicchia! ".

ANTONIO LA TRIPPA

per il post 126 : come diceva il grande Totò ( nel ruolo di Antonio La Tippa ) : VOTANTONIO VOTANTONIO VOTANTONIO VOTANTONIO VOTANTONIO VOTANTONIO !!!!!
he he he meglio riderci sopra non affliggerti che problemi non ce ne sono ( a sentir loro ... )

Ricommissariamento

E adesso ci saranno altri 3 anni di commissariamento per buona pace dei soci .... avranno già tutto stabilito per garantire una continuazione di quello che è adesso la LaVis senza un minimo di contradditorio.
Mi hanno mandato una letterea nella quale dovrei andare a votare ... ma chi? mica me l'hanno detto ... nessuna alternativa.
Ci fossero anche 2/3/4/5 nomi nessuno mi dice cosa pensa e che idee ha ... tutti arrocati a difesa....
mahhhhhhh

tamtam

Casa Girelli non è la LaVis , è solo un'azienda imbottigliatrice di cui la LaVis ne può fare a meno, è servita e serve per far girare i SOLDI ai dirigenti e all'estero, come hanno fatto sin ora.
Casa Girelli può imbottigliare qualsiasi cosa è sempre lavoro.
La LaVis viene utilizzata per far pagare ai SOCI i debiti delle società inutili a partire dal Maso Franch a Basilica Cafaggio a FWI negli USA a UWI in SVIZZERA e per finire anche allo Spumantificio Cesarini Sforza .
Non c'è politica industriale e produttiva .... solo un sistema per far sparire i SOLDI dei soci... E' UNA VERGOGNA .

per rif 121

Ma tu come fai a sapere che si imbottigliava Chianti ? Sei un socio, o un dipendente , per avere libero accesso alle zone di produzione ? Comunque queste cose sono scandalose , le coop trentine dovrebbero valorizzare le produzioni trentine ed invece imbottigliano Chianti , sarebbe interessante sentire cosa ne pensano i vari sapienti come Dellai , Schelfi , Mellarini , Panizza che continuano a riempirsi la bocca di parole insulse ( messe in bocca a loro che sono falsi ) tipo trentinità , valorizzazione del territorio e palle varie . Tra l'altro penso che le coop che fanno queste cose ( gli imbottigliamenti di prodotti di altre regioni non trentine ) automaticamente non dovrebbero più ricevere dalla PAT aiuti e finanziamenti a pioggia come accade adesso , altrimenti chi lavora con uve trentine per fare vini trentini e valorizzare l'agricoltura trentina si sente doppiamente preso in giro . Ma la politica e la federazione cooperative dormono e fanno finta di non vedere...
Altra cosa : smettete di continuare a guardare al passato e iniziate a pensare al futuro, che già con l'assemblea di fine mese sarà seriamente a rischio . Invece di continuare a cercare colpevoli per quello che è successo pensate a come sarà la cantina con il commissario come capo , come dice Zucchero VEDO NERO . I colpevoli del passato non ve li daranno mai , metteteci una pietra sopra . Non mangiatevi il fegato pensando che lavorano ancora per la vostra azienda , quello è un problema del commissario , della sua etica , della sua coscienza professionale ( se ce la ha ) e di quello che lui ha definito il ''nuovo corso'' . Se per lui in coscienza va bene avere ancora in casa ( sono almeno 4-5 persone inquadrate naturalemnte a livello dirigenziale , se non addirittura promosse da Zanoni stesso ) chi ha combinato tutti i vari casini... beh , forse è il caso che iniziate a pensare che anche con il ''nuovo corso'' non è che siate proprio in buone mani... Come dice la saggezza popolare , è ladro chi ruba come chi tiene il sacco , e qui mi fermo ciao

FAIDA FAMILIARE?

Giacomoni non può parlare in quanto tutto quello che ha consapevolmente fatto (e soprattutto firmato!) gli è stato presentato da suo cognato e del dilui amico Andermarcher. Gli altri parenti di Peratoner (e si... ce ne sono altri) rivestono ancora ruoli chiave all'interno del gruppo...
Giacomoni, ammesso che l'inchiesta non venga insabbiata - visti i poteri forti che coinvolge - sarà il capro espiatorio. Questo per mettere fine il prima possibile alla faccenda senza andare troppo in profondità ... o meglio in alto ...

Il futuro e' nero

E non per il colore del vino. La sola ultima speranza interna e' giacomoni che si difende parlando e un consiglio decente ma tocca ai soci svegliarsi. Diversamente sara' la magistratura a fare chiarezza ma non ci sara' un futuro degno del passato, ormai remoto, della cantina.

Assemblea

si avvicina l'assemblea ... ho come il sentore che con la "canonizzazione" a Amministratore del "commissario" finiranno le possibilità di vedere i responsabili (quelli veri ... non solo Giacomoni) pagare per quanto hanno fatto e per tutti i soldi che sono spariti ...
E' incredibile che non sia stata compiuta un'indagine interna da parte della Federcoop per verificare le responsabilità dei vertici e dei vari dirigenti o quadri.
Quii c'era la possibilità di dare una svolta ma pare che non sarà così!! Se la sopravvivenza della cantina Lavis è legata agli imbottigliamenti di Casa Girelli (l'altro giorno ho visto in cantina si imbottigliavano Chianti a tutta ...)allora non credo che il futuro per i soci sarà molto roseo...

sono i nostri soldi

i soldi che spendono e spandono sono quelli di tutti noi contribuenti!!! La PAT ha riversato sulle COOP un fiume di denaro negli ultimi 10/15 anni (qualcuno ha mai fatto i conti???)ma i risultati sono stati decisamente scarsi! Vedere come sono finiti i vari caseifici sociali .. e per quanto riguarda il mondo del vino non ne parliamo. Il problema diventrà più grave ma mano che il governo centrale taglierà sempre più trasferimenti e la PAT dovrà decidere se tagliare i servizi (scuola, sanità, trasporti, assistenza anziani ecc.) oppure tagliare i sussidi alle coop (che ricordiamolo, sebbene abbiano bilanci oltre i 100 mln godono di vantaggi fiscali non indifferenti) degli amici...
Per il caso Lavis non si capisce come mai la PAT dopo aver finanziato Maso Franch con oltre 2 mln A FONDO PERDUTO se lo sia RICOMPRATO per 7 mln!! Ora ci sarà l'operazione Girelli e poi quella sulle aziende toscane...
Come molti hanno osservato mi meraviglio che i politici di opposizione ma anche quelli al governo non abbiano fatto nessuna obiezione sulle manovre di Dellai per assicurare l'insabbiamnento della faccenda Lavis!

in vino veritas

....c'è chi sotto l'ombrellone fa cruciverba..chi legge un best-seller...e chi QT , ma vorrei capire una cosa , le aziende private con non poca difficoltà cercano soluzioni incredibili per la sopravvivenza eppoi ..ti ritrovi a fianco "aziende" che anche difronte a contabilità ,a gestioni,indicibili ...galleggiano...Qualcuno gli crea contributi ad hoc , (e per la La vis ci sarebbe da verificare )mentre tu guardi dal balcone (se ce l'hai ancora) ...questo fiume di soldi ,per il miglior progetto magari.Intanto tu hai il direttore della banca che ti suona sotto casa , e che chiede urgentemente che rientri con il fido !!!O vuole ipotecarti qualcosa d'altro, mentre per la La Vis diamone ....Cosa succederà...prima o poi i conti si faranno o no ? Oppure ringraziamo i politici e li rivotiamo alle prox elezioni....Che cesso almeno ti lasciassero lavorare...!!In Italia va tutto bene, basta che non ti becchino a lavorare !!!Aspetto con ansia meritocrazia....e parità di trattamento....

brutto segno

Brutto segno, negli anni in cui faceva qualità la La-Vis non doveva certo comprare pagine di giornale...la migliore pubblicità dei vini buoni che vendeva era il passaparola tra clienti entusiasti ! Adesso l'unico passaparola che si sente su questa cantina è quello delle disgrazie , le truffe , i raggiri , i buchi contabili ! Comunque si vede che hanno ancora soldi da spendere e spandere , l'orchestra suona mentre il Titanic affonda !

Oggi i giornali

Pubblicano una intera pagina pubblicitaria della la vis. Non credo la la vis offra una così remunerativa pubblicità a questo trentino che pero' rimane libero di informare. C'est la - vis!

GoodBoy

...ma no...a Lavis hanno commesso solo dei "piccoli"errori (commento dei vari assessori e del magnifico..)... e poi c'è la crisi. Vuoi ben che non incida ?! Non si può biasimare uno per un errore veniale...!!
Mi sembra che qui nessuno voglia assumersi e/o individuare le responsabilità. Si parla in generale. ma i soldi per il Direttore Generale, Il direttore amministrativo e il suo vice, il direttore di stabilimento quelli sono personali, o no!
Quindi mi chiedo: queste persone che prendevano e tutt'ora prendono lauti stipendi per le responsabilità assunte...ora che ci sono debiti ed una azienda in ginocchio non sono più responsabili ???
E quindi chi è il responsabile del dissesto? i soci?
Ci vorrebbe meno ipocrisia e più coraggio.
Se veramente poi c'è il dolo allora siamo davanti ad un momento veramente triste nella storia della nostra provincia e della cooperazione. Se non accade nulla allora tutti sono giustificati ad agire nel medesimo modo ed aspettarsi di non essere puniti

bad boy

Forse il sig. Lodovico non è trentino...altrimenti , per mezzo delle cronache degli ultimi anni , saprebbe che la Cantina La-Vis è un'azienda totalmente anomala , che esula da quelli che sono i canonici modelli gestionali . In qualunque altra parte d'Italia ( nonchè del mondo ovviamente ) un'azienda gestita in questo modo sarebbe fallita da un pezzo . Qui da noi , con mezzi e mezzucci più o meno leciti , incredibilmente sta ancora in piedi , nonostante una gestione sia passata che attuale molto ma molto discutibile . Ma ci è entrata pesantemente la politica, e qui sta la soluzione del mistero . Quando dalla tua parte hai i poteri forti.... tutto è permesso ! Fare utili ? Sembrerebbe che qui non serva ... Avere una montagna di debiti ? Sembra che qui non sia un problema ... Fare pulizia di chi ha fatto i bilanci farlocchi negli anni scorsi ? No sig. Lodovico , i bilanci attuali della La-Vis sono fatti da chi faceva i bilanci imbellettati degli anni scorsi . Lo so che puo' sembrare incredibile ma è così . Come se la nuova Parmalat fosse ancora gestita dai vari Tanzi, Tonna ecc ecc, che credibilità potrebbe avere ? Nessuna ! Ma la politica quando vuole sa fare danni enormi , qualcuno '' amico di'' è intoccabile, a sua volta questo ha un altro ''amico di '' e nasce una catena di intoccabili , nonostante questi abbiano fatti danni inenarrabili . Se non conosce la storia completa si legga i numeri arretrati di QUESTOTRENTINO che sono disponibili online, scoprirà cose che fanno accapponare la pelle , altro che omertà da Italia del sud , molto molto peggio...

alex

x lodovico..
quando non interviene la Guardia di Finanza, non interviene la Procura .....resta ben poco da fare....o si fa la guerra eliminando materialmente tutti i responsabili ... o si manda come dicono i veneti "in mona" tutto . Da quanto letto sui giornali parrebbe tutto il sistema della cooperazione trentina un'associazione a delinquere dove i soci vengono guidati e utilizzati alla bisogna.
Ritenevo il trentino un luogo "felice".... ho constatato amaramente è un luogo come un altro anzi peggiore. dove chi detiene il potere lo utilizza a suo uso e consumo

lodovico

Ho passato alcune ore a leggere i post. Debbo dire che se fossi il commissario di La.Vis. sarei molto contento di leggere tutta la partecipazione espressa, appunto, dai Vostri post.
Non centro nulla con la cooperazione e con La. Vis. sono un dirigente d'azienda.
Posso dire che le aziende moderne, quelle che ci sono e quelle che vorranno essere presenti nel futuro sono alla ricerca di trasparenza, di rapporti interni chiari, di rapporti col trade ancora più chiari. Ma soprattutto che la performance aziendale si misura sull'utile.
Inoltre, i dati di bilancio devono sempre essere corretti e, credo, su questo dobbiate fare una grande battaglia perchè la chiarezza parte da quei dati e prendere posizione, anche lagalmente, nei confronti di chi non ha operato correttamente in sede di bilancio ed anche nei confronti di chi ha firmato contratti "capestro" per La. Vis.

RealistaConvinto

Ragazzi! Ragazzi! il destino della Lavis è già stato deciso da tempo. Da quando si è deciso di commissariarla per non farla saltare. L'azienda andrà avanti, magari riducendo - ma nemmeno poi tanto - le partecipate. Tra qualche annetto tornerà mamma provincia a passarle contributi a fondo perduto come è stato fatto finora.
La cosa più triste è che tutto questo viene fatto passando sopra le malversazioni che sono state ampiamente denunciate. Non solo! Ma si passa sopra anche alle scelte dei soci fondatori che volevano una cantina e non un'azienda di imbottigliamento (vedere cosa imbottiglia la Lavis di questi tempi per le promozioni a basso prezzo accordate da CasaGirelli).
Quando nel 2014 Girelli sarà inglobata in Lavis e continuerà nella sua politica da prezzi bassi si vedrà se il sig Zanoni e il suo "nuovo" staff (dopo 4 anni - 2 da commissario + 2 da Amministratore) sarà riuscito a risanare il gruppo !!
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