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Nasce un nuovo partito di centro

E sia il benvenuto! Gli esiti sorprendenti del voto cittadino.

Christine Oppitz-Plörer, riconfermata sindaco di Innsbruck

I popolari hanno gridato allo scandalo: “Una città borghese ha votato per il centro-destra e ora deve subire una maggioranza di centro-sinistra!”. È vero: i popolari, dopo 67 anni, non fanno più parte del governo cittadino, sono stati cacciati all’opposizione (o meglio, si sono trincerati su posizioni che non potevano che farli finire all’opposizione). Ma il vero scandalo è la loro grossolana incapacità di capire ciò che è successo in aprile e maggio.

Le comunali del 15 aprile avevano avuto l’esito stretto che tutti si aspettavano: i popolari al primo posto (con poco più del 21% e 9 seggi, 10 considerando il seggio dei pensionati), la lista “Per Innsbruck” della sindaca vicino al 21% (e 9 seggi), i verdi al 19% (8 seggi), i socialdemocratici calati al 15% (6); 3 seggi a due liste della destra estrema, 1 ai “pirati”. La sindaca, da eleggere direttamente per la prima volta, aveva la maggioranza relativa, ma ci voleva un secondo turno (il 29 aprile) contro il candidato dei popolari.

Secondo la vecchia logica (“Per Innsbruck” essendo nata come “figliastra” dei popolari, fondata nel ‘94 dal già sindaco, poi capitano, ora presidente del consiglio provinciale Herwig van Staa) due liste popolari più quelli di destra equivarrebbero ad una maggioranza di centro-destra. Ma qui bisogna usare appunto il condizionale, poiché c’è stato un vero e proprio divorzio: “Per Innsbruck” non è più una lista del vecchio universo democristiano. Solo che i baroni popolari non hanno voluto fare i conti con questa realtà.

Il 1989 è passato da un pezzo e lo sanno perfino i sassi che oggi non si tratta di difendere l’economia di mercato contro l’impero di Baffone, ma di scegliere in pratica “quale” capitalismo, se quello riformato e riformando del Welfare State o quello del neoliberismo sfrenato.

E il “centro” non è più equidistante dalle posizioni radicali della destra e della sinistra tradizionale, caratterizzato dal “moderatismo”, ma è diventato un interessante miscuglio di ceti sociali, ambienti diversificati, stili di vita, tradizioni, ansie e speranze “centrale” per la società civile. Un centro distante anni luce dai popolari (in crisi nazionale e provinciale, del resto). I quali non difendono più valori cari alla società civile, ma strutture e posti di potere, clientelismo, e tradizioni (anche religiose) che ai cittadini non interessano proprio. La lista civica “Per Innsbruck” aveva iniziato ad esprimere le aspirazioni di questo nuovo centro, marcando le divergenze che la separavano dai popolari e aprendo ai verdi.

La strategia dei popolari era semplice: distruggere la sindaca ribelle al secondo turno, poi riprendersi le figliastre della lista decapitata e formare un governo, con i socialdemocratici nel ruolo di chierichetti del sindaco democristiano. Un piano B non l’avevano. E sono caduti dalle nuvole quando, tre giorni prima del secondo turno, “Per Innsbruck” e verdi hanno pubblicato la bozza di un accordo per il nuovo governo, con alcuni punti-chiave per lo sviluppo urbano, la mobilità ecologica, la difesa dello Stato Sociale, per una società aperta e una città moderna.

L’elettorato verde ha capito subito, e Christine Oppitz-Plörer, già data perdente da parte della stampa, ha vinto il secondo turno con il 54%. Il centro-sinistra i cittadini lo hanno votato davvero.

Poi, si trattava di formare la giunta “semaforo” (con “Per Innsbruck” nella parte del giallo), e cioè convincere i socialdemocratici che un governo senza popolari è possibile e, anzitutto, urgente. Cosa non facilissima. I negoziati per formare una maggioranza, hanno visto susseguirsi un divorzio e la nascita di un nuovo partito cittadino “liberale”, una vera lista civica che non risponde più agli ordini dei mandarini del potere popolare.

Ora come ora, abbiamo la giunta “semaforo”. E le elezioni provinciali fra un anno. Già si parla di una (ancora fantomatica) lista “Per il Tirolo”.

In ogni caso, l’aria che tira per il Capitano popolare è brutta. Quando ha deciso di boicottare la tradizionale parata degli Schützen in onore della nuova sindaca, perfino fra i bravi Schützen c’era chi scherzava che il Capitano starebbe allineandosi per una fuga veloce.

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