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Otto per mille, occhio!

Andrea Carboni

È un’iniziativa ancora unica in Italia, ma già fonte di discussioni, quella lanciata dall’associazione “Laici Trentini” sugli autobus del capoluogo. La campagna “Occhio all’8xmille” intende sensibilizzare i contribuenti sulla destinazione dell’otto per mille, la quota delle imposte che lo Stato annualmente destina alle confessione religiose. Introdotta nel 1984 con la riforma del Concordato tra lo Stato italiano e il Vaticano, la norma prevede che ciascun cittadino possa scegliere di assegnare l’otto per mille del gettito Irpef a una confessione religiosa. Ciò di cui si lamentano i Laici Trentini riguarda però le quote di coloro che non lasciano alcuna indicazione, un sistema che favorirebbe la Chiesa Cattolica come spiega Alberto Giacomini, segretario dell’associazione: “Chi non esprime alcune preferenza per i soggetti ammessi a ricevere l’otto per mille, vede la propria quota ripartita in modo proporzionale alle preferenze che altri hanno espresso. La Chiesa Cattolica, pur ricevendo il 30% delle preferenze, incassa il 90% dell’otto per mille, corrispondenti a 1200 milioni di euro, contro i 300 che le spetterebbero effettivamente”. Dura la risposta del consigliere provinciale del PdL Pino Morandini, che parla di una campagna ideologica contro la Chiesa: “Si dimenticano le opere di bene della Chiesa, come orfanotrofi, ospedali e scuole, che fanno risparmiare tra i 5 e i 6 miliardi allo Stato”. Nonostante le rassicurazioni sull’utilizzo trasparente dei fondi da parte di Gianni Benedetti, presidente dell’Istituto per il sostentamento del clero di Trento, rimangono i dubbi sull’effettivo utilizzo di queste risorse. Dal rendiconto della Conferenza Episcopale Italiana sulla ripartizione dei fondi relativa all’anno 2012, si legge come dei quasi 1200 milioni di euro disponibili, solo 255 siano destinati ad interventi caritativi. Per Mauro Bondi, tra i promotori dell’iniziativa e presidente dei “Laici Trentini”, questa iniziativa non è una battaglia contro la Chiesa, ma a sostegno della libertà di informazione e scelta dei cittadini. La soluzione proposta dai Laici Trentini è l’adozione del modello tedesco per il finanziamento del culto, per il quale solo i fedeli che manifestano il desiderio di appartenere a una confessione religiosa sono tassati per finanziarla. Al contrario della campagna a favore dell’ateismo lanciata dall’UAAR sugli autobus di Genova qualche anno fa, l’iniziativa dei Laici Trentini sembra destinata a suscitare meno polemiche e, anzi, a rappresentare un modello da replicare anche in altre città. In un periodo in cui le risorse sono scarse per tutti, una maggiore trasparenza e consapevolezza sull’utilizzo dell’otto per mille non può infatti non essere accolta favorevolmente anche da quei contribuenti che volontariamente decidono di destinarlo alla Chiesa Cattolica.

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Alessandro Giacomini (Laici Trentini per i diritti civili)

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