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Spese Pazze 2

L'accordo capestro

Approderà in Consiglio Provinciale il Nuovo Ospedale del Trentino. Come abbiamo già scritto, è un’altra delle spese fuori di testa dell’ultimo Dellai, ereditata senza fiatare da Pacher (e supportata dall’assessore Rossi, come peraltro la Scuola di Medicina). Fuori di testa perché il “vecchio” Santa Chiara è stato appena rifatto da capo a piedi, e bisogna proprio pensare di essere nella terra di Bengodi per demolire e ricostruire un ospedale ogni dieci anni. Qui se vogliamo la questione è ancora peggiore. Perché, non essendoci i soldi per l’immane impresa, si è pensato di “coinvolgere il privato”, cioè di costruire in project financing. In pratica il privato (dovrebbe essere Impregilo, non proprio una mammoletta) costruisce, gestisce tutta una serie di servizi per 25 anni, il pubblico paga il tutto. Il che vuol dire che la Pat pagherà 1,8 miliardi, e che per 25 anni l’ospedale, cioè una parte rilevante della sanità trentina, sarà in mani private, che penseranno solo a tirar fuori un abbondante tornaconto. Uno schema molto rischioso, già rivelatosi perdente (per il pubblico) praticamente ovunque. “Ma questa è l’unica maniera per costruire il Nuovo Ospedale” ribattono. Appunto. Il Nuovo Ospedale non serve, è un lusso, si peggiorerà la sanità (oltre ai conti) trentini, per uno sfizio, o meglio, per far girare soldi, nella collaudata ottica delle spese pazze dellaiane. Vedremo come si svolgerà il dibattito in Consiglio Provinciale. Vedremo le opposizioni, che peraltro finora non hanno mai brillato in quanto ad incisività; e vedremo il Partito Democratico, dentro cui c’è chi – Luca Zeni, Donata Borgonovo – a gran voce chiede di cambiare registro, ma la maggioranza invece continua a portare avanti le pratiche lascate da Dellai, per quanto nocive possano essere.