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Una strana sentenza

Valdastico: la Corte Costituzionale ha stabilito che l’intesa fra la Provincia e lo Stato è indispensabile per la costruzione, non per il progetto. Un modo originale per sprecare denaro pubblico...

E rieccoci, ancora una volta la Corte Costituzionale si occupa della Pi.Ru.Bi. Già con la sentenza n. 62 del 2011 la stessa Corte aveva risolto ben due conflitti di attribuzione sollevati dalla Provincia di Trento contro atti del Governo. Tali atti avevano inserito la Valdastico in programmi proposti all’Unione Europea. La Provincia era insorta affermando che per tale opera era necessaria la preventiva “intesa” con la Provincia, al momento inesistente. Con quella prima sentenza la Corte aveva stabilito che l’”intesa” ci volesse per l’esecuzione dell’opera, non anche per la sua programmazione di massima. Addirittura si affermava anche che lo Stato potesse provvedere alla “progettazione definitiva” dell’autostrada. In tale modo, a mio modesto avviso, introducendo un incredibile e scandaloso principio di stupidità costituzionale, posto che riconoscere allo Stato il potere di sperperare risorse per la progettazione di un’opera che si sa non voluta da chi può impedirla raggiunge i livelli della più smaccata irragionevolezza, della più totale assurdità. Ciò sempre, figurarsi coi tempi che corrono.

Ora abbiamo un’altra decisione sulla stessa materia: la sentenza n. 122, adottata il 3 giugno 2013. In essa leggiamo le stesse insensate argomentazioni che trovano normale la spesa di progettazione di un’opera che non si sa se sarà realizzata.

Vi è su questo punto una novità, che in parte mitiga la stupidità costituzionale che era presente nella precedente sentenza. In questa nuova, infatti, veniamo informati che l’inclusione della Pi.Ru.Bi nei programmi europei ha lo scopo di rendere l’opera, se sarà realizzata, suscettibile di parziale finanziamento con fondi europei.

Ma vi è in quest’ultima sentenza anche una notizia allarmante. Vi si legge che “in occasione della Conferenza di Servizi del 24 aprile 2012 la Provincia Autonoma di Trento ha manifestato una generica disponibilità alla realizzazione dell’opera, sempre previa intesa”. Una tale affermazione mi sembra molto preoccupante. Sarebbe bene che la Provincia facesse conoscere il significato esatto di quella “generica disponibilità alla realizzazione dell’opera”. Corrisponde veramente ad una nuovo orientamento della Provincia o si tratta di una maliziosa interpretazione della Corte?

La questione è allarmante. Non mi preoccupa il fervore con cui la Lega parteggia per la Pi.Ru.Bi. Fa parte della sua sub-cultura che esprime gli istinti primitivi presenti in una comunità differenziata. Molto più serie sono le minacce che si intravvedono in ambienti più potenti.

Pare che la società Serenissima (autostrada Brescia-Padova) voglia evitare la gara europea per il rinnovo della concessione. Per ottenere questo risultato ha bisogno di completare la Valdastico, e a questo fine corrono voci di una trattativa in corso per la fusione con la società Autobrennero.

È da questo sfondo che sta maturando in Provincia la “generica disponibilità” verso la Pi.Ru.Bi menzionata nella recente sentenza della Corte Costituzionale?

Anche da altre fonti, un tempo contrarie, è stato manifestato un mutato atteggiamento. E pare persino che il senatore Tonini abbia guadagnato consensi in Valsugana mostrando un’inclinazione non contraria alla Pi.Ru.Bi.

È semplicemente paradossale che in un momento storico in cui il modello economico-sociale basato sullo sfrenato consumismo, sul dilagante trasporto individuale, sul devastante maltrattamento dell’ambiente naturale, mostra sintomi di crisi insolubile, persistano ancora idee e progetti coerenti con esso.

Siamo in campagna elettorale per il rinnovo degli organi provinciali. Cosa pensano i candidati, cosa pensano i partiti a proposito del completamento della Valdastico? Resta un problema riservato agli intrighi segreti delle società autostradali o è una questione su cui è chiamato a pronunciarsi il corpo elettorale?

Autobrennero e Serenissima: le ragioni di una fusione

Non sono solo “voci” quelle che corrono sulla prospettiva di fusione fra Autobrennero e Serenissima, sono dati di fatto confermati da comunicati ufficiali, anche se per il momento la cosa non è finita nel “Decreto del fare” del governo Letta, ma resta in campo: nella conferenza stampa effettuata a Roma dopo l’incontro del 19.6 con il ministro Lupi, assieme al presidente del Veneto Zaia, Pacher è stato molto esplicito: “La disponibilità a ragionare c’è, la prospettiva resta interessante”; contrario invece il presidente sudtirolese Durnwalder, ma entrambi sono in uscita, saranno rogne per le prossime giunte!

Il meccanismo che aveva previsto il ministro Lupi era questo: un provvedimento governativo per favorire la fusione tra concessionarie confinanti, assegnando alla nuova società la concessione con scadenza più lunga fra le due. Autobrennero e Serenissima sono entrambe in scadenza... a meno che non ci sia l’intesa della Provincia di Trento per la realizzazione della Valdastico, cosa che sposterebbe la scadenza per la Serenissima di altri 13 anni, fino al 2026. E quindi potrebbe allungare anche la scadenza della Autobrennero, naturalmente previa “intesa” sulla realizzazione della Valdastico e fusione.

Per Pacher è una “prospettiva interessante”, ma a noi sembra un ricatto. A stopparla, per il momento, ci ha pensato l’Europa, la cui opposizione ha fatto desistere Letta dall’inserire il provvedimento chiesto dal ministro Lupi nel “Decreto del fare”, ma resta in campo, come abbiamo visto.

Sono voci invece - ma autorevoli, entrate in un titolo di “Milano-Finanza” - quelle di trattative della Autobrennero per acquisire il pacchetto di controllo delle quote azionarie della Serenissima, cosa che potrebbe aprire ai nostri il controllo anche della autostrada lombardo-veneta.

Pacher, in conferenza stampa, non smentisce affatto, smentisce solo che sia la Provincia a trattare direttamente: “Non è esatto, è solo un’ idea di cui si è parlato ai tavoli tecnici di Roma, ma ad acquistare sarebbe l’Autobrennero”.

E l’Autobrennero chi la controlla? Non sono le province di Trento e Bolzano?

Roberto Antolini