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Lettera aperta sulla Valdastico ai candidati alle primarie del CSA

Il municipio di Besenello

Il dibattito di questi anni ha dimostrato la non economicità del progetto della Valdastico, bretella autostradale che accorcerebbe di soli 32 minuti (valutazione dei progettisti) il collegamento autostradale fra Vicenza e Trento che già esiste, con una spesa prevista (quindi sicuramente destinata a crescere) di 2 miliardi.

È chiaro che non si pagherebbe mai, e l’ammortamento verrebbe quindi caricato sui piani tariffari dell’intera Autostrada Brescia-Padova, dunque sulle spalle delle imprese che sono costrette ad utilizzarla tutti i giorni per i propri traffici.

Il costo di quest’opera inutile - tirata fuori dal cassetto solo come scusa per un rinnovo della concessione senza passare per la gara - verrebbe insomma scaricato sulla competitività delle imprese, cosa di cui tutti si riempiono la bocca soprattutto in tempo di crisi, ma che è fatta anche di oneri come questo: degli alti pedaggi autostradali necessari per finanziare tracciati inutili. E non ci dilunghiamo qui sul modello di sviluppo e sugli impatti ambientali che comporterebbe sulla zona dove viviamo, quindi sulle vite nostre e dei nostri figli.

Anche l’ultima sentenza della Corte Costituzionale 122/2013 ha ribadito la necessità dell’intesa con la Provincia di Trento per la costruzione della Valdastico. Lo stesso CIPE, approvando il VIA, la ha autorizzata per il momento solo fino al confine della Provincia di Trento, in attesa della “intesa” con la Provincia. Un vero non-senso amministrativo l’autorizzazione a costruire un’autostrada che non si sa se potrà finire davvero da qualche parte. È evidente il ricatto insito in una simile autorizzazione, destinato a pesare su chiunque governerà la nostra provincia dopo le elezioni di quest’autunno.

Noi crediamo che questo dovrebbe essere uno dei temi centrali della campagna elettorale: in ballo non c’è solo lo spreco di preziose risorse economiche ed ambientali, ma anche la tutela della stessa autonomia speciale della nostra provincia, che è garantita da norme costituzionali contro l’imposizione, sul proprio territorio, di opere come questa, di cui non si ravvisa l’utilità. Subire su questo tema uno sfondamento nel sistema istituzionale di protezioni autonomistiche significherebbe aprire un valico da cui poi potrebbero passare molte altre pessime cose.

Dato che la prima iniziativa collegata a questa campagna elettorale saranno le primarie del centro-sinistra-autonomista, chiediamo a tutti i candidati alle primarie di spiegarci bene la loro posizione al riguardo, così come poi lo chiederemo anche a tutti gli altri candidati.

Roberto Antolini (Rovereto), Andrea Trentini (Trambileno), Carmen Piffer (Besenello), Giacomo Bonazza (Villa Lagarina), Anita Cescatti (Mori), Davide Nicolussi (Volano), Mario Martinelli (Obra di Vallarsa), Ornello Dossi (Brentonico), Laura Bettini (Isera), Marco Ondertoller (Calliano), Daniele Ciech (Folgaria), Mariangela Delaiti (Nomi), Nicola Fioretti (Aldeno), Attilio Gasperotti (Pomarolo), Vittorio Lorenzini (Mattarello), Giuliano Rosi (Nogaredo)

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