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Niente carne a Trento?

Donatella Lenzi

A Trento puoi agevolmente comprare di tutto, dal collier di diamanti alla maglietta a 5 euro made in China, ma fai fatica a comprare una bistecca. Tutte chiuse, salvo quella in via Giusti, lontana ed eccentrica rispetto al centro della città dove prima o poi tutti passano. D’altra parte ho una certa difficoltà a chiamare “macelleria” il baracchino da non molto aperto in piazza Vittoria, che pure fa quello che può. Certo, i supermercati vendono anche carne, ma niente a che vedere, come scelta e quantità, con una vera e propria macelleria.. Nella estrema periferia nord di Trento c’è il negozio della Federazione Allevatori Trentini, difficile però da raggiungere, almeno la prima volta, e dove devi andare obbligatoriamente in macchina. Secondo me la Federazione Allevatori ritiene di avere, oltre al compito di allevare e vendere carne trentina, anche il compito sociale di promotore dei prodotti agricoli locali in genere, tant’è che alle carni ha affiancato pane, pasta, latte, burro, formaggi, verdure, vino, ecc. Ma io domando: perché diavolo laggiù? I trentini ormai penso conoscano il negozio, ma i turisti?

Ci si riempie tanto la bocca con i famosi prodotti tipici della nostra terra, ma il negozio della Federazione è praticamente solo per iniziati. È evidente che un negozio come quello di via delle Bettine (magari anche più piccolo) dovrebbe essere in pieno centro, per far conoscere a tutti - indigeni e turisti - quello che produciamo e per cui spendiamo fior di quattrini in pubblicità.

Lo scorso febbraio mio marito scrisse a Silvano Rauzi, presidente della Federazione Allevatori Trentini, e a Fabio Condini, assessore comunale al Commercio, facendo presente la scarsità di negozi in centro che offrano prodotti locali (anche la carne ovviamente), e chiedendo che si facesse qualcosa per ovviare a tale mancanza, dato che ci vantiamo tanto di essere una città turistica. Sapete come andò a finire? Nessuno rispose.

Una qualunque signora trentina (non un’aristocratica, intendo) inviò alla regina d’Inghilterra (non al Potachin da Caden!) gli auguri per il suo compleanno e la casa reale rispose ringraziando. Invece il presidente della Federazione Allevatori e l’assessore al Commercio del Comune di Trento, ad un cittadino che presentava un problema e chiedeva, ove possibile, una soluzione, non si sono degnati di rispondere. Una bella differenza di educazione e di stile.

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