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Sangue di drago, squame di serpente

Animali al castello

Organizzata in collaborazione col Museo Nazionale Svizzero, la mostra è un affascinante viaggio tra i rivoli più fantastici e visionari del regno animale, in una cronologia che dalla preistoria giunge fino a inizio Ottocento. Le creature del mare, del cielo e della terra, reali o fantastici, sono nella storia dell’arte e della cultura in generale anzitutto esseri simbolici, densi dei più vari significati, talvolta anche opposti; ora protagonisti, ora eccentrici marginalia (come nel caso delle drôleries presenti nelle decorazioni di molti codici miniati); la loro essenza al contempo scientifica e metaforica li ha resi uno dei soggetti più utilizzati in svariati ambiti, dalla religione alla mitologia, dalla letteratura all’araldica, dall’arte alla musica, fino alla forma più stravagante di collezionismo, quello degli oggetti delle Wunderkammer.

Il percorso si sviluppa al Castello del Buonconsiglio in 15 sale suddivise in sei sezioni, oltre a un approfondimento dedicato alle creature marine, collocato al MAG di Riva del Garda; la stessa sede principale della mostra è inoltre disseminata di pregevoli opere a tema, dagli affreschi di Dosso Dossi raffiguranti le Favole di Fedro nella Stua della Famea a quelli di Girolamo Romanino, dai numerosi animali presenti in quel capolavoro del gotico internazionale che è il Ciclo dei mesi di Torre Aquila a curiosità come la mummia di gatto presente nelle collezioni egizie del Museo, oppure la fontanella rinascimentale che un tempo abbelliva i giardini del Magno Palazzo, impreziosita dalla raffigurazione del mito di Atteone.

Pur in presenza di pregevoli dipinti opera di maestri quali Tiziano e Tintoretto, nonché di un consistente nucleo di bronzetti rinascimentali, sono le arti applicate a rendere il percorso avvincente e a palesare la presenza diffusa di elementi zoomorfi nell’immaginario figurativo; esemplari in tal senso sono un cospicuo gruppo di arazzi proveniente dal Museo Nazionale Svizzero e dagli Uffizi, uno dei quali eseguito su cartone dal Bronzino, ma anche oggetti quotidiani come monili o manici di spade, fino a documenti profondamente legati alla storia del nostro territorio, come il diploma originale del 1339 con cui Giovanni di Lussemburgo, re di Boemia, concesse lo stemma con l’aquila di San Venceslao al principato vescovile di Trento.

Il percorso si chiude cronologicamente con il primo ‘800, limite cronologico della mostra ma non certo della persistenza zoomorfa nella storia dell’arte (si pensi, per rimanere nel XIX secolo, alle illustrazioni di J. J. Grandville). Tuttavia, è la contemporaneità a farci rivivere quel senso di stupore e meraviglia che provavano i frequentatori delle Wunderkammer trovandosi al cospetto di veri mostri fantastici: dalle sculture in vetro di Silvia Levenson e Alberto Gambale all’interazione con un video multimediale dove, grazie all’innovazione tecnologica della “realtà aumentata”, i visitatori potranno trovarsi fianco a fianco con draghi e grifoni in 3D.

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