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Vienna: il Parlamento più antieuropeo

I socialdemocratici e i popolari ce l’hanno fatta per un pelo a riconquistare la maggioranza assoluta al Nationalrat, perdendo ognuno un paio di punti. Il cancelliere (Spö) Faymann sarà quindi incaricato di riformare la stessa grande coalizione (nulla a che vedere con le larghe intese italiane, qui i partiti hanno un forte senso delle istituzioni e programmi contrattati duramente, ma chiari). Anche se i mal di pancia sono forti e lo dimostrano le dimissioni di lunedì di Claudia Schmied, ministra per la cultura, una socialdemocratica.

Vienna

Qui i partiti hanno colori: Spö sono i rossi, Övp sono i neri. Poi ovviamente i Verdi, che hanno raggiunto l’11,4 per cento recuperando il lieve calo delle elezioni del 2008 (si votava ogni 4 anni, ora allungati a 5, con sistema proporzionale e una soglia di sbarramento del 4 per cento).

E Fpö sono i blu, il partito fondato dal populista e xenofobo Jörg Haider, che nel 1999 raggiunse il 27% e formò il governo Övp-Fpö presieduto da Wolfgang Schüssel (2000-2006), con Haider fuori ma in realtà vero ispiratore. La Ue decretò sanzioni contro l’Austria per le iniziative xenofobe della Fpö. Il Paese tuttavia, paradiso fiscale fra i meno citati ma più chiusi, ottiene dalle agenzie di rating il massimo dei voti.

La campagna elettorale del nuovo leader, Heinz Christian Strache, verteva sull’ostilità nei confronti degli stranieri e delll’Unione europea, e sulla critica alla corruzione. Anziché sui tradizionali slogan razzisti, questa volta si è puntato sull’amore per il prossimo, dove il prossimo è solo austriaco. I partiti antieuropei raggiungono complessivamente il 30% nel parlamento: oltre al Fpö, c’è il neonato Team Stronach, - giallo - fondato dal miliardario austro-canadese Frank Stronach, che ha ottenuto il 5,8 per cento spendendo 20 milioni di euro.

“Triste record europeo” ha commentato il giornale tedesco Die Zeit: in nessuno degli altri paesi europei i partiti anti-UE hanno avuto un tale successo. Non hanno superato la soglia una serie di partitini, fra cui i Pirati, lo storico partito comunista e quello degli uomini maschi, ma neppure il Bzoe, lega del futuro dell’Austria, fondato prima di morire in un incidente da Jörg Haider, in contrasto con Strache.

Dunque nelle votazioni sulle questioni europee, che richiedono i due terzi dei voti del parlamento, la Grande coalizione, pur supportata dai Verdi, non avrebbe la maggioranza, ma il nuovissimo partito liberale Neos, Das Neue Österreich und Liberales Forum, votato dalla gioventù delle aree urbane borghesi e finanziato da un grande imprenditore edile, ha già fatto sapere che sosterrà la maggioranza su questo argomento.

P.S. Le cifre definitive dei risultati elettorali saranno note solo giovedì 3 ottobre, dopo il conteggio degli 800.000 voti giunti per lettera (quando QT sarà già in stampa). Le nostre considerazioni si basano sui risultati delle urne.

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