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L’auto se è indispensabile; altrimenti paghi

Innsbruck sta cambiando le regole del parcheggio

Non ci risulta che la Costituzione garantisca il diritto di privatizzare 15 mq. di spazio pubblico urbano per parcheggiare una tonnellata di acciaio, plastica, ecc. Lo spazio pubblico è una risorsa scarsa, in grande domanda e con conseguenti conflitti fra vari usi; parcheggiare un’auto è uno spreco di questa risorsa limitata, dunque in un’economia di mercato il prezzo dovrebbe esprimere la relazione fra domanda e offerta. E fino a un certo punto la esprime davvero, sebbene non sufficientemente.

Questa è la logica sia dell’esistente sistema di parcheggio a tempo limitato che della riforma che il Consiglio comunale, insieme ad altri stakeholders come l’associazione dei commercianti, dovrà discutere. Il nuovo sistema dovrebbe sia razionalizzare le regole in materia che dare un segnale in favore della multimodalità, cioè di una mobilità urbana economica ed ecologica fondata su un mix di modi di spostarsi adeguato. Ci sono spostamenti che effettivamente hanno bisogno dell’auto (magari col car sharing, che separa l’uso dal possesso della macchina, secondo la logica del “non compro una vacca quando ho bisogno di un litro di latte”; ma nella maggioranza dei casi è più razionale (e spesso più comodo, perfino più veloce) andare a piedi, usare la bici, o servirsi del trasporto pubblico.

Da anni, specie nelle grandi città, la percentuale di auto private sta scendendo: a Innsbruck il numero di famiglie senza auto è in aumento (attualmente attorno al 25%); per i giovani, un i-pad è diventato più prestigioso della macchina, le autoscuole si lamentano di un declino di clienti, specialmente fra i giovani, e l’automatismo di prendere la patente con il 18° compleanno non funziona più. Qualche settimana fa il Wirtschaftsblatt (giornale economico di Vienna) ha titolato sarcasticamente un servizio sul Salone dell’Auto di Francoforte: “Il più grande meeting di pensionati della Germania”). Insomma, stiamo vivendo una vera svolta e le regole del traffico e del parcheggio devono adeguarsi.

Anche perché, con il nuovo tram regionale che fra pochi anni, collegherà - con una capacità quasi raddoppiata - i rioni del più intenso sviluppo urbano ad ovest e ad est del centro cittadino, le grandi concentrazioni di posti di lavoro, e quasi tutte le scuole superiori e i siti universitari, l’auto in città diventerà sempre più ingombrante ed anti-economica. Già negli ultimi anni, il numero di utenti del trasporto pubblico in città è aumentato a un ritmo sorprendente (6% circa ogni anno, quasi un record europeo). Anche nell’area metropolitana, dove vive e lavora quasi un terzo della popolazione del Tirolo, l’autorità competente per il trasporto pubblico regionale sta ampliando l’offerta, specialmente su rotaia, cosicché il numero degli auto-dipendenti forzati (per mancanza di un servizio pubblico ragionevole) è in forte declino. Due o tre auto per famiglia, come d’uso nell’ultimo decennio, sono una cosa del passato.

Ora come ora, vige il sistema delle zone di parcheggio a tempo limitato, 1,5 ore a 0,50 € ogni mezz’ora nel centro, dove abbiamo anche circa 6000 posti sotterranei, ovviamente più cari; e 3 ore nelle zone residenziali novecentesche. Sempre con permessi speciali per i residenti, rinnovabili ogni due anni al prezzo di 200 € circa, che permettono il parcheggio a tempo indeterminato. Il regime del tempo limitato finisce alle 7 di sera, quindi chi torna a casa dopo spesso non trova uno spazio libero, perché ci sono le auto di chi è al ristorante, al cinema, a teatro... Anche gran parte dei rioni periferici sono zone a tempo limitato, ma gratuite, e praticamente senza controlli: la polizia ha altro da fare e il Comune non impiega imprese private di controllo dove non ci sono entrate. Quindi i posti vengono occupati da pendolari che lasciano lì la macchina per poi proseguire col mezzo pubblico.

Il nuovo sistema vuol essere più efficiente, più semplice, favorendo l’uso del trasporto pubblico, ma allo stesso tempo risolvere i problemi di cui sopra.

Insomma, restano le 1,50 ore in centro (con un aumento a 0,70 €), ma fino alle 10 di sera. Chi visita il centro, l’auto la parcheggi in un garage sotterraneo. È poi prevista la “carta gialla” dei commercianti: per ogni acquisto di una certa consistenza il cliente riceve una carta che garantisce un’ora di parcheggio gratis (cioè pagata dal commerciante), oppure può anche essere usata come biglietto per il mezzo pubblico; e anche i ristoranti potrebbero fornire questa carta. Alcuni cinema e teatri, poi, hanno concluso accordi grazie ai quali il biglietto di ingresso vale anche per tram e bus.

Per le zone residenziali attorno al centro non cambia niente (3 ore). Le zone periferiche (il resto della città) diventeranno “strade di parcheggio a pagamento” secondo la legge regionale, cioè, niente limite di tempo, ma si paga per ogni ora (con un massimo di 5 € al giorno). Queste strade insomma non saranno più il parcheggio illimitato e gratuito per tutti, ma serviranno a chi ha una buona ragione per preferire l’auto.