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Quando i controlli ambientali funzionano, e il sindacato meno…

Nel numero scorso di QT ci eravamo soffermati sulle falle del sistema di protezione ambientale in Trentino, denunciando la situazione di depotenziamento di cui è vittima, per precise volontà politiche, l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente (APPA). Infatti, al di là di alcune responsabilità pure gravi di quest’ultima (gestione "leggera" del caso Marter e soprattutto gestione scellerata del caso Europa Steel, con l’APPA che inopinatamente svela ai vertici aziendali il nome del delegato sindacale della CGIL che aveva denunciato un sospetto caso di inquinamento ambientale), il problema reale è che l’Agenzia dispone solo di 9 ispettori (di cui uno part-time) per effettuare controlli ambientali su tutto il territorio provinciale.

Le Distillerie Cipriani, Chizzola (Ala)

Tuttavia, il 15 gennaio 2009 è arrivata una sentenza del Tribunale di Rovereto che ci permette di inquadrare le cose da prospettiva un po’ diversa. La sentenza in questione ha condannato il legale rappresentante delle distillerie Cipriani di Chizzola (Ala) a 2 anni e 4 mesi per aver inquinato gravemente e continuatamente per anni le acque in cui venivano scaricati i reflui di produzione della fabbrica. Una vittoria non solo per l’ambiente, ma anche per l’APPA stessa, che nel 2006, coi suoi tecnici, si era impegnata a fondo per portare alla luce l’inquinamento causato dalle Cipriani. Non sappiamo se si tratta di una vittoria anche per i sindacati, che - CGIL inclusa - quando la fabbrica aveva cessato l’attività, non avevano trovato di meglio che lamentarsi con l’APPA e la Provincia per i 35 posti di lavoro che sfumavano. "Si produca, purché si lavori": un motto stravecchio che un sindacato moderno, oggi, dovrebbe saper sostituire con un altro: "Si produca, purché sia sostenibile".