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I regali elettorali del centrosinistra

Ultimi regali della giunta Dellai-Pacher a chi offende il paesaggio e il territorio.

Il 24 settembre una nota dell’assessore Tiziano Mellarini (UPT) informa sulle modalità adottate dalla Giunta provinciale per superare il vincolo idrogeologico. Il tutto sembra teso a snellire la complessità burocratica delle diverse procedure. Di fatto si abroga ogni autorizzazione relativa al vincolo idrogeologico (Legge nazionale del 1923), cosicché Comuni e Comunità di valle non dovranno più tener conto di questo aspetto nella pianificazione territoriale, introducendo il silenzio-assenso per la trasformazione di coltura di aree boscate. Il vincolo idrogeologico avrà valore solo per la costruzione di aree sciabili e per la coltivazione di cave e torbiere. Ai comuni viene tolta la responsabilità autorizzatoria per le trasformazioni colturali.

Pochi giorni dopo viene approvato un nuovo regolamento che disciplina le piste di sci e gli impianti di risalita. Anche in questo caso la normativa è semplificata, ad esempio vengono tolti gli obblighi per relazioni geologiche, valanghive e forestali.

Il tutto avviene mentre l’Europarlamento discute una nuova normativa sulla Valutazione d’impatto ambientale molto più severa della precedente e che offre alla società civile importanti strumenti partecipativi (9 ottobre).

Cosa comportano queste decisioni? Che vedremo apparire ruspe su ogni pendio, che i sentieri saranno trasformati in strade trattorabili, che spariranno aree boschive significative senza nessuna supervisione dei Servizi Forestali, senza che i cittadini e le municipalità se ne rendano conto. Che le aree sciabili saranno potenziate con procedure autorizzatorie leggere e prive di documentazione, specie in aree ad alto rischio idrogeologico o di rilevanza paesaggistica e ambientale. Un dono elettorale al mondo agricolo e alla lobby degli impiantisti.

E questa sarebbe la Provincia che offre attenzione alla tutela del paesaggio? Certamente nei convegni e nelle pagine patinate delle strutture pubbliche. Fra pochi anni invece vedremo sul territorio i risultati di queste liberalizzazioni che aboliscono una documentazione che garantiva il controllo sulla qualità del territorio e imponeva attenzione e investimento in cultura a chi intendeva modificarlo.