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Lo sguardo della Medusa

In Alto Adige ha trascinato il partito a una percentuale di consensi del 2.5%. Poi, avendo messo bocca anche in Trentino, ha portato il PdL (o Forza Trentino che dir si voglia) dal 12.27% delle provinciali del 2008 e dal 16% delle ultime politiche al 4.42% del 28 ottobre scorso. E i giornali la sbertucciano: “L’on. Biancofiore ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare... il suicidio politico di Michaela non ha uguali. Al motto ‘O con me o senza di me’, gli elettori le hanno risposto all’unisono: senza di di te” - commenta il Trentino. Ma lei non respinge ogni responsabilità, anzi: se è andata male è perché non le hanno dato retta.

Per quanto concerne Bolzano, “l’astensionismo italiano si spiega anche con la mia destituzione dalla carica di sottosegretario”. E per Trento? Promette che tirerà le orecchie a quei dirigenti nazionali “che non mi hanno aiutato a pacificare il partito, anzi... Non mi hanno dato gli strumenti per lavorare”. Prima “i ricatti e gli attacchi personali di de Eccher e Leonardi; poi ho dovuto subire l’offensiva dell’accoppiata Letta-Alfano con la destituzione dal governo”. E per finire “è stato un errore rinunciare al simbolo di Forza Italia e al nome di Berlusconi”. Ma attenzione, è un errore di cui non ha alcuna colpa.

Noi ricordiamo invece le interminabili, furiose litigate intestine per le cariche e per le chiavi della sede, la fuga di tanti dalla nave che affondava, e constatiamo che ancora dopo l’esito elettorale, sul sito del PdL-Forza Italia (compaiono entrambi i simboli), Cristano de Eccher è citato come “co-coordinatore regionale”. Il quale De Eccher, notoriamente, era intanto candidato presidente per un’altra lista, “Fratelli d’Italia”, raccogliendo peraltro una misera messe dell’1.54%. Tutte cose che danno la precisa sensazione di un partito completamente sfasciato.

Da notare, infine, che l’idea di una Biancofiore in veste di pacificatrice dei contrasi interni è semplicemente umoristica. Non a caso spesso la chiamano col bellicoso epiteto di “amazzone”, anche se a noi, viste le sue imprese, parrebbe più giusto ricorrere a un altro personaggio mitologico, Medusa, la terribile donna che col suo sguardo pietrificava. Un’ammazza-partiti, insomma, che conclude il suo sfogo con una perla di saggezza: “Forza Italia e M5S sono gli unici partiti anti-sistema”. Alla faccia dei “moderati”!

Quasi simpatico, nel suo patetico imbarazzo, il candidato Bezzi, che appena subodorata la tragedia twitta uno stringato: “Da qui si riparte. Grazie a tutti, Giacomo”. Si riparte per dove? Verso un prossimo 2.5% come in Alto Adige?

Poi però tenta di dare una spiegazione politica, anche se, naturalmente si guarda bene dal ricordare lo sbandamento del PdL nei mesi prima del voto: “Purtroppo - dice - chi soffre la crisi economica non vota. E chi deve garantirsi posizioni acquisite conferma il voto per il centro-sinistra per non perderle”. E dire che lui aveva fatto di tutto per accorpare in una sola coalizione tutti i moderati (!), rinunciando generosamente al simbolo di Forza Italia e al nome di Berlusconi per caratterizzare “territorialmente” la proposta... Per entrambi, insomma, è colpa degli altri, del regime, della stampa malevola.

P. S. Si dirà che è livore, odio antiberlusconiano questo nostro girare il coltello nella piaga delle sciagure del centro-destra. Non lo nego, ci auguriamo che il Trentino si dimostri, per quanto riguarda la destra, un laboratorio di quanto avverrà a livello nazionale; ma il vero motivo dell’insistenza su questi due personaggi, che forse comincia a stancare i lettori, consiste nel fascino che suscita in noi la vicenda di due personaggi che, pur in modi diversi, hanno sfidato, in un clamoroso cupio dissolvi, ogni logica e ogni buonsenso, fino a restarne travolti. Ma capiranno la lezione?