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Un movimento di cittadini per salvare la Val Nambino

Francesca Cassarà
Il lago di Nambino

Eppur si muove. Da qualche giorno sulla piattaforma internet Change.org si può firmare una petizione popolare per salvare la Val Nambino e per la cessazione definitiva dell’espansione delle aree sciistiche in tutta la provincia. È in atto un movimento spontaneo di cittadini delle Giudicarie e di tutto il Trentino che credono ancora nella possibilità di conservare la naturalità del loro territorio. Si moltiplicano infatti le iniziative finalizzate a manifestare la contrarietà della popolazione al progetto di una nuova area sciabile di Campiglio verso il monte Serodoli. Tale progetto, di cui abbiamo parlato nell’articolo di Luigi Casanova nello scorso numero, è ipotizzato nel Piano Territoriale di Comunità delle Giudicarie e ricade nell’area del Parco Naturale Adamello-Brenta, nella zona dei bacini dei cinque laghi. In questi mesi i vertici del Parco sono stati bombardati da e-mail di cittadini che chiedono loro di esprimersi contro questo progetto e quello, collegato, di costruzione di un bacino per l’innevamento artificiale nell’area di Montagnoli, all’interno del Parco. Quello che si vuole scongiurare è l’impatto irreversibile delle piste sull’ultima zona integra nella conca di Madonna di Campiglio, che con la sua qualità paesaggistica e i suoi bacini lacustri attira in estate il fondamentale turismo degli escursionisti e in inverno quello degli scialpinisti. Il fatto è che il turismo legato alla naturalità è prevalente (anche d’inverno i turisti non sciatori sono più numerosi degli sciatori), ma lo si trascura, illudendosi che la montagna, anche se devastata, possa mantenere il suo fascino.

Il Parco ha dato un primo parere negativo sul progetto e la Comunità di Valle ha deciso di rimandare la decisione affidando all’agenzia privata “Agenda 21” la valutazione dell’impatto economico ed ambientale del Piano Territoriale di Comunità. Si è giunti così, il 19 novembre, ad un primo passaggio, la discussione di un accordo preliminare all’assemblea della Comunità delle Giudicarie, con la inusuale presenza di un folto pubblico di giudicariesi contrari a vedere Serodoli snaturata dalle piste. L’accordo preliminare è stato comunque approvato, con solo 4 voti contrari, con la Presidente della Comunità Patrizia Ballardini molto dura con le posizioni “infondate” degli ambientalisti.

Le otto associazioni mobilitatesi contro il progetto Serodoli, comunque, non demordono, e se non si tornerà indietro sono pronte a chiedere un’ispezione da parte di un Commissario europeo per la salvaguardia delle Dolomiti, patrimonio - a chiacchiere - dell’Umanità.