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Il pattume in cronaca

Tempi difficili per i bilanci comunali e Trento pare non faccia eccezione, mentre i cittadini arrabbiati per mille ragioni, sono sempre più intolleranti. Per quanto concerne la nettezza urbana, qualche segnale di incuria e abbandono di rifiuti non passa inosservato e a tirare le fila della sensibilizzazione cittadina al problema dell’immondizia che deborda è Alberto Pattini, farmacista ed ex assessore comunale, che ha creato una pagina Facebook dal titolo “Trento deve tornare pulita”.

In qualche giorno la pagina raggiunge 244 iscritti, in costante aumento e qualcuno tra i più attivi contribuisce postando foto, mentre altri commentano, appassionandosi al problema. Luciana, ad esempio, si fa portavoce dello scontento e riferisce di “aver scritto all’amministrazione comunale un paio d’anni fa, relativamente alla propria zona, ma nessuno ha risposto”. Giuseppe Cembran, pensionato “attivo”, “posta” parecchie immagini di cestini debordanti in piazza Fiera, già dopo il primo assalto ai mercatini di domenica 24 novembre. La settimana seguente la situazione peggiora e i mugugni aumentano quando il solerte Cembran immortala una pantegana in pieno giorno in via Bettini. Sempre domenica 24 novembre, in via dei Tigli, alle 16.20, accanto ai cassonetti c’e’ un bel mucchio di sacchetti abbandonati, mentre Zorro-Cembran il 30 scopre che il rifugio dei senzatetto a Maso Desert non è stato sgomberato.

I commenti però in generale non sono feroci. Qualcuno osa una battuta dicendo che prima del 27 ottobre (data delle elezioni provinciali) era tutto perfettamente pulito e ordinato. Qualcun altro sostiene che da parte dei cittadini c’è molta maleducazione, ci vorrebbero più controlli e delle multe, mentre alcuni scaricano il problema sul costo dei sacchetti per il residuo.

La sostanza è che qualche angolo di incuria non fa degrado e che i trentini cresciuti al senso civico di austroungarico retaggio mal sopportano anche momentanei episodi di trascuratezza. Detto questo, l’amministrazione comunale potrebbe attrezzarsi con cartelli dove, componendo un numero verde, si possa segnalare il problema. Oppure il Consiglio comunale potrebbe impegnare la Giunta a mantenere il decoro cittadino. Insomma, basterebbe un po’ di attenzione e un po’ di ascolto.

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