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È arrivata Casa Pound

La nuova sede di Trento e le reazioni

Sabato 9 novembre ha aperto a Trento, in un appartamento di Via Marighetto, quartiere di Madonna Bianca, una sede di Casa Pound. La prima del movimento, che ne ha una a Riva del Garda ed una a Bolzano, nel capoluogo. Una novità nel panorama cittadino che ha destato non pochi allarmi.

Casa Pound ama presentarsi come un’associazione che fa cultura e cooperazione sociale, anche nel terzo mondo, tramite un’associazione ad essa legata (La Salamandra). Soprattutto, insiste nel dare di sé un’immagine di gruppo di bravi ragazzi della porta accanto, di quelli che vorresti portassero la spesa alla nonna.

Le cose, però, stanno diversamente. Se questa immagine può rappresentare alcuni dei suoi membri, ragazzi in cerca di aggregazione e significato (questa è stata l’impressione quando alcuni di loro sono venuti a discutere presso la nostra redazione, qualche anno fa), la realtà del movimento, che è nazionale, è diversa. Casa Pound è un movimento politico, tanto che si è presentato alle scorse elezioni. Ed è un movimento che ha una linea chiara: sono fascisti, ancorché “del terzo millennio” come si definiscono. Tutte le rivendicazioni e le azioni che, negli anni, Casa Pound ha portato avanti, fanno riferimento ai valori della destra sociale: Stato autoritario e famiglia tradizionale, con la donna confinata nel ruolo di moglie e madre. E, soprattutto, xenofobia e lotta a qualsiasi presenza extraeuropea sul territorio italiano. Negli ultimi tempi, membri di Casa Pound sono già stati invischiati in fatti di cronaca. Come lo scorso febbraio, quando un simpatizzante del movimento ha sparato ammazzando due ambulanti senegalesi a Firenze. O come anche a Trento, quando i giovani del collettivo universitario, che volevano evitare un incontro del braccio universitario di Casa Pound, il Blocco Studentesco, sono stati attaccati da squadre ben organizzate e armate di mazze. Per togliere ogni dubbio sul proprio posizionamento, il 30 novembre, nella sua sede nel centro di Roma, Casa Pound ha accolto esponenti e dichiarato una forte affinità politica con Alba Dorata, partito greco serenamente nazista. Che in patria ha già organizzato veri e propri raid, sul modello della Notte dei Cristalli nazista, in cui i suoi militanti hanno rincorso, picchiato e a volte accoltellato qualunque extracomunitario incrociassero per le strade di Atene. E che, proprio come Casa Pound, ama presentarsi al popolo greco come gruppo di bravi ragazzi che possono arrivare dove lo Stato non arriva, a proteggere i greci da quella criminalità figlia della completa implosione dei legami sociali ed economici.

L’aspetto xenofobo è forse il più significativo nel caso di Trento. In tanti presumono che il movimento speri di incrementare i consensi nel quartiere più multietnico della città, con l’aumento dei problemi di convivenza dovuti all’acuirsi della crisi economica. L’apertura della sede, peraltro in una via intitolata ad una partigiana trentina vittima del nazifascismo, ha però subito portato alla reazione della società trentina, che si è mossa in ordine sparso, tanto che il 9 novembre sono state organizzate ben tre iniziative diverse. Nei giorni successivi, due sono sembrate le principali componenti attive nel contrasto a Casa Pound: la sinistra movimentista (CSO Bruno, anarchici, ma anche molto altro), e l’associazionismo guidato dall’Associazione Nazionale Partigiani, unite da una posizione ferma nei confronti dell’illegittimità politica di Casa Pound e dalla convinzione che la battaglia contro di essa non possa fermarsi alla questione di una sede, ma che implichi un lavoro culturale e di informazione di lungo periodo. Divise, e a tratti polemiche, sulle modalità operative, con i movimenti critici verso quello che valutano un eccesso di formalismo delle associazioni, mentre queste ultime sono contrarie allo scontro fisico con i militanti di destra e preoccupate che questo possa avvenire senza la costante presenza di polizia.

Quali che siano i suoi sviluppi, questa situazione ha fatto registrare una fioritura di iniziative, incontri, assemblee e volantinaggi. Che vanno in direzioni simili, puntando a creare intoppi all’azione politica di Casa Pound. Che si è finora mossa in modo silenzioso ma efficace, e non sarà semplice da fermare.