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Le Streghe di Nogaredo

In regalo, a partire da dicembre, a tutti gli abbonati

Questotrentino, negli anni ‘80, diede vita a una collana di racconti a fumetti su episodi di storia locale. Basati su rigorose ricerche storiche, animati da vivaci sceneggiature e dal disegno di illustratori di pregio, incontrarono un buon successo, e fra essi “Le Streghe di Nogaredo”, sul famoso processo per stregoneria del 1646, rappresentò in assoluto il maggior successo editoriale di QT, ripubblicato a livello nazionale a puntate giornaliere per un mese dal “Manifesto”, e rapidamente esaurito nelle sue varie edizioni.

Ne sortì poi una versione teatrale, andata in scena al Palazzo Lodron di Nogaredo una prima volta nel 2006, poi nel giugno 2013, e per l’estate prossima in cartellone a Rovereto e in altri centri.

Il libro qui riproposto per i nostri abbonati contiene la riedizione del fumetto dell’81, la pubblicazione di alcuni documenti storici, e il testo del lavoro teatrale.

Del racconto a fumetti presentiamo una sua coeva recensione di Bruno Zaffoni, pubblicata nel dicembre 1981 sul periodico roveretano “il Leno”.

Il Medioevo passato prossimo

Questa delle “strie” è storia più o meno conosciuta, né voglio anticipare una trama affascinante che merita di essere gustata, pagina dopo pagina. Quello che c’è di veramente nuovo è il mezzo: i trentini Ettore Paris e Pierluigi Negriolli non hanno scelto per raccontare né il romanzo né il saggio storico per addetti ai lavori, ma il fumetto.

Il fumetto è un mezzo duttile, la cui ampiezza di raggio può andare da operazioni veramente commerciali a sofisticate, raffinate (e spesso incomprensibili) operazioni intellettuali. “Le streghe di Nogaredo” si situa con intelligenza, a metà di questi estremi. Ettore Paris ha scritto un testo agile e godibile, che affonda la sua serietà nelle ore impiegate a consultare i verbali dei processi di Nogaredo (e soprattutto fonte preziosa è stata la tesi di laurea della roveretana Cristina Andreolli), e nel tradurli in una sceneggiatura senza intoppi, equilibrata fra parlato e parte didascalica, che costruisce pagina dopo pagina la voglia di sapere “come va a finire”, quasi fosse un giallo. E trattandosi di un episodio storico, non è poco, anche in considerazione che per Paris è “la prima volta”.

Non è la prima volta invece per Pierluigi Negriolli: ci aveva già provato con “La rivolta di Castel Ivano”, 16 tavole edite anche queste dal quindicinale a diffusione provinciale “Questotrentino”. Anche lì un episodio storico, quello della rivolta contadina fermata alle porte di Trento nel 1525.

Ne “Le streghe” Negriolli, sorretto da una sceneggiatura più robusta, mantiene totalmente le promesse. I suoi disegni a penna, graffiati e spugnati, a qualche fanatico delle nuvole parlanti potranno forse ricordare Dino Battaglia o per altri versi Sergio Toppi. Ma questo (volontario?) omaggio a due dei più grandi fumettari italiani non toglie alle tavole di Negriolli un’originalità che nasce da un’impaginazione diversa, slegata dal “quadretto” (però sempre consequenziale), con un uso molto personale dello spazio/pagina.

E merita un cenno anche la meticolosità impiegata nella ricerca delle fonti iconografiche, base essenziale per una stesura grafica storicamente corretta che il lettore frettoloso spesso sottovaluta. Come meritano un cenno certi deliziosi scorci ambientali (più che non le figure che ancora risentono di una certa pittoricità espressionista).

Quello che questo volume non risolve è però un piccolo dubbio che mi tormenta fin da bambino. Ma le streghe, esistono veramente? Io, ad esempio, ne conosco almeno un paio.

Bruno Zaffoni

“Le streghe di Nogaredo” verrà presentato alla stampa in un incontro/evento aperto al pubblico, che si terrà, in data che verrà comunicata successivamente, presso la Fondazione Caritro in via Calepina 1 a Trento. Saranno messi in scena, a cura della Compagnia Estroteatro, alcuni estratti del dramma teatrale. Seguirà una discussione tra studiosi sulla tematica dei processi per stregoneria, coordinata dal presidente dell’Accademia degli Agiati Fabrizio Rasera. Siete tutti invitati.

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