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Andiamo a prenderli, ci costa meno!

Luigi Francesco Traverso

Da tempo immemore il canale di Sicilia è diventato l’orizzonte della speranza per troppi poveri cristi. Troppa gente senza un presente né un futuro tenta di coronare il proprio sogno di raggiungere l’Europa e la sopravvivenza ad una vita di stenti, guerre ed angherie. Di questo la malavita fa fonte di speculazione e malaffare. Promettendo una traversata verso la libertà e la vita, i negrieri del terzo millennio, dopo aver preteso migliaia di euro per l’imbarco, ammassano come animali quei poveri cristi su improbabili natanti che non sono neanche in grado di navigare in uno stagno. I risultati sono sotto gli occhi di tutti.

Noi Italiani, fra un pattugliamento e l’altro, abbiamo inventato di recente l’operazione “Mare Nostrum”, una botta di latinorum non guasta mai per pattugliare il canale di Sicilia.

L’Europa non ho ancora capito che ruolo giochi nella vicenda. Non c’è regola condivisa tra i vai Paesi dell’Unione. Non ho ancora capito se l’Unione ha deciso che i cittadini del mondo che la frequentano debbano o non debbano avere un documento. Non ho ancora capito come mai l’Italia accoglie i profughi e/o i clandestini, mentre Malta non li vuole, la Spagna li respinge, la Francia palleggia, la Grecia li allontana. Ci sarà una regola condivisa? Se non c’è che cosa stanno a fare i parlamentari Europei a Bruxelles?

Ma se è vero come è vero che la malavita specula sui migranti e profughi che fuggono da Stati destabilizzati a volte per colpa di noi occidentali; se è vero che a questi poveri profughi e migranti vengono spillati migliaia di euro per tentare la fuga verso la vita; se è vero che le operazioni di soccorso, di recupero dei migranti vivi e purtroppo di tante tantissime salme, ci costa moltissimi soldi; se è vero che anche l’operazione “Mare Nostrum” ci costerà altri soldoni, non sarebbe meglio che partissimo con le nostre navi per andare a prendere questi disperati? Ci costerebbe meno. Potremmo pretendere che fossero muniti di documenti, almeno avremmo la certezza di sapere chi stiamo aiutando.

Al contrario, si può benissimo continuare a fare soccorsi, a recuperare morti, a celebrare funerali di Stato, a chiedere scusa per i morti (dei quali non abbiamo colpa) e a pattugliare in alto mare il canale di Sicilia, ma a che pro, visto che i migranti, i clandestini e /o i profughi ambiscono raggiungere le nostre coste?

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