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Autostrade: la beffa delle tariffe

Giuseppe Sentelli

Meno male non c’è stato il via libera definitivo alla realizzazione del prolungamento dell’A31 Nord, altrimenti, come per il passante di Mestre o per la tratta Venezia-Trieste, avremmo subito anche noi ben altri aumenti delle tariffe. Ma il pericolo non è scampato del tutto, perché giusto ieri Flavio Tosi, presidente della concessionaria che gestisce i tratti dell’A4 Brescia-Padova e dell’A31 Valdastico, ha minacciato, sulla stampa locale, ricorsi contro il Governo, che invece del 4% gli ha finora concesso “solo” l’1,44%. Senza contare gli aumenti degli anni precedenti, giustificati con la costruzione della Valdastico Sud, nonostante il calo del traffico, i danni al territorio e lo scandalo dei rifiuti tossici sepolti sotto l’asfalto.

Ci si chiede allora da che parte stia Tosi, che è anche sindaco, nonché papabile candidato premier del centrodestra: dalla parte degli interessi privati della A4 Holding o dalla parte delle famiglie e delle aziende, già stritolati da tariffe insostenibili?

Oltre al danno, poi, è arrivata la beffa, da parte del ministro Lupi, che ha avuto il coraggio di far passare gli aumenti delle tariffe per un risparmio per le famiglie di 50 milioni, in quanto i concessionari privati chiedevano aumenti superiori. Come a dire che ci impiccano comunque, ma con una corda di lino.

Eppure la soluzione per contenere gli aumenti c’è: basterebbe mettere a gara le concessioni autostradali scadute e assegnare la gestione e l’ottimizzazione dell’esistente a chi offre di più allo Stato senza aumentare i pedaggi, e gli investimenti lasciarli deliberare ad un ente terzo necessariamente pubblico.

Invece abbiamo una classe dirigente debole, che si occupa più degli interessi e degli appetiti privati che di quelli dei cittadini che usufruiscono dei servizi per i quali non solo pagano allo Stato tasse altissime, ma pure le tariffe, in continuo aumento, che vanno in tasca ai privati.

La prosecuzione dell’A31 Valdastico Nord è un’opera costosissima, la cui utilità non è stata definita prioritaria neppure dal numero uno degli industriali vicentini, Giuseppe Zigliotto. L’opera serve solo all’A4 Holding, società privata, per ottenere il rinnovo della concessione scaduta lo scorso 30 giugno.

E invece di metterla a gara, il ministro Lupi si è affrettato a chiedere all’Europa l’ennesima proroga di due anni. Ma fare gli interessi dell’Italia e degli italiani, mai?

Giuseppe Sentelli, del Comitato No Valdastico Nord

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