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La montagna dal cuore di perla

Narrare il territorio. Marco Lando, Sara Maino, Michelangelo Spagnolli. Rovereto, Edizioni Osiride & Comune di Terragnolo, 2013, € 15.

La montagna dal cuore di perla

“Narrare il territorio”: così potremmo definire l’intenzione di questo libretto collettivo che raccoglie i brevi racconti di Michelangelo Spagnolli, le poesie di Marco Lando e Sara Maino, le fotografie di Luca Fornasa e Paolo Longo. Ed il territorio è la Valle di Terragnolo, scavata dal Leno ad est di Rovereto, e chiusa in cima dal Passo della Borcola, che porta nel vicentino scavallando su Posina.

Nerbo del libro sono i racconti di Spagnolli, con i quali le poesie interloquiscono. Niente “fiction” però, neanche nei racconti, ma schegge di memoria di una giovinezza vissuta alla frazione dei Maureri. Tracce di ambienti segnati dalle due guerre novecentesche e poi profili impressionistici appena abbozzati di personaggi e situazioni del dopoguerra, dalla fame al boom economico, di cui diventa emblema la vicenda dell’apertura dal 1954 al 1985 della Cava Val Giordano, subito sotto Passo della Borcola, il “cuore di perla” che dà il titolo al libro (dalla roccia viva che apre uno squarcio bianco nel verde scuro del bosco).

Il libro raccoglie i testi creati per alcuni eventi realizzati in valle negli anni 2012-2013, fra Malga Borcola, la Cava e la segheria veneziana di Sega di Terragnolo (ristrutturata ed ora punto di riferimento per la vita sociale della valle): reading degli autori nella sala della segheria e alla malga, e la performance “Poesia cava”, realizzata dentro la cava nell’agosto 2013 con il supporto dell’attore Giovanni Vettorazzo, del violoncello di Matteo Bertamini, e con la testimonianza di Angelo Gerola che nella cava ha lavorato negli anni Sessanta (poi operaio Grundig).

Il “cuore di perla” (foto di Sara Maino)

Le parole si spargono per le pagine più lievi che drammatiche, raccontando le vite che hanno popolato la valle sia nella loro dimensione sociale che in quella interiore, dove una natura incombente lascia le sue tracce come su un negativo fotografico. E le spettacolari fotografie di Fornasa danno ai testi letterari anche la necessaria dimensione visuale, fanno vedere lo sfondo di boschi e coste, acque correnti e vecchi muri a cui le parole rimandano (mentre le foto di Longo documentano invece la performance dell’agosto 2013, della quale il libro raccoglie anche le sequenze).

Un racconto suggestivo della valle di Terragnolo nel XX secolo, una delle tante “periferie” fra Trentino e Veneto, densa di vita e di storia come tutte le periferie, che questo libro “fissa” una volta per tutte. Un ricordo che si aggiunge a quello nostalgico lasciato dai romanzi e dalle poesie di uno che invece “se ne era andato”, Gino Gerola (vedi il poemetto “La valle”, pubblicato a Firenze nel 1962 e ripubblicato proprio da QT nel 1983).

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