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Cosa c’è dietro le “Sentinelle in piedi”?

Venerdì 11 aprile chi è passato in piazza Duomo a Trento ha visto una singolare manifestazione composta da un gruppo di persone stese pacificamente a terra attorno alla fontana del Nettuno, con allegri e colorati palloncini per contrastare e scompaginare simbolicamente il marziale schieramento di altre persone in piedi con un libro in mano.

“Ritti, silenti e fermi”, questi ultimi vegliavano per la tutela della famiglia naturale fondata sull’unione tra uomo e donna; l’intento era quello di contrastare il disegno di legge nazionale Scalfarotto contro l’omofobia e la proposta di legge provinciale di iniziativa popolare contro la discriminazione per orientameno sessuale e identità di genere, considerate da qualcuno lesive del diritto di espressione e della libertà di educazione garantiti dalla Costituzione.

Quelli ironicamente crollati a terra erano invece coloro che queste leggi le hanno promosse e attendono fiduciosi, assieme ai 7000 cittadini firmatari della proposta Firmalove, che vengano approvate, dato che vivono quotidianamente sulla propria pelle “lo sguardo di odio e di disprezzo” conseguenti al vivere liberamente il proprio orientamento sessuale, minoritario ma garantito anch’esso dalla costituzione.

Se la società civile trentina in realtà è tranquilla, interessante è vedere chi c’è dietro queste manifestazioni d’insofferenza, o comunque chi le appoggia in Trentino. Fra le 200 persone in piazza, in piedi, l’11 aprile, spiccavano alcuni esponenti di Forza Nuova, gli immancabili Rodolfo Borga e Claudio Cia (quest’ultimo noto per il fallito odg al Comune di Trento che pretendeva di strappare i figli alle coppie omogenitoriali) e il presidente dell’associazione “La torre” di Volano Andrea Giovanazzi, reso celebre dalle dichiarazioni di simpatia nei suoi confronti da parte di Antonio Brandi sulla rivista antiabortista (e ovviamente anti-gay) romana “Provita” dopo l’affollato incontro Russia ed Europa, la sfida del Terzo Millennio, che ha provocato lo sdegno di molte associazioni per i diritti umani (vedi su QT di marzo: “Omofobia: gli amichetti trentini di Putin”).

Forse non è un caso che qualche giorno prima della manifestazione i loro rispettivi siti web (associazionelatorre.com e notizieprovita.it) abbiano riportato in sincronia perfetta la notizia di un fantomatico Coordinamento Famiglie Trentine (spot uscito a pagamento domenica 6 aprile sul Trentino) che cerca di insinuare paure infondate nella popolazione mistificando i contenuti della proposta di legge provinciale contro le discriminazioni per orientamento sessuale.

Anche le veglie nascono in funzione del Web, che esalta queste vicende, soprattutto grazie all’alto valore simbolico del rito e delle locations accuratamente scelte per amplificarne l’effetto. Per ora il peso delle Sentinelle in piedi resta mediatico e non fa realmente presa sul territorio, ma per innescare processi potenzialmente pericolosi non servono grandi risorse umane.

Confidiamo che una società democratica sana e laica (?) sappia resistere con ampi margini di sicurezza. La logica del muro contro muro non serve a nessuno e, nello specifico, attraverso la partecipata solidarietà di piazza i trentini hanno già dimostrato che il rispetto è più forte del disprezzo.