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Estroteatro: “Comeunalama”

Teatro civile, didattico, magico

Comeunalama

Maria Vittoria Pichi, giovane militante di sinistra, fu arrestata il 28 dicembre 1981 con l’accusa di concorso nel sequestro brigatista del generale americano James Dozier. Scarcerata dopo un centinaio di giorni, fu poi prosciolta per “totale assenza probatoria”: insomma, era stata una montatura per far credere che gli inquirenti stavano lavorando con successo. Pichi recentemente ha scritto un libro - “Come una lama” - su quella traumatica esperienza, un cui adattamento teatrale è stato messo in scena al San Marco di Trento, a cura di Estroteatro.

Diciamo subito che questo filone storico-culturale non ci convince molto. L’enfasi sul terrorismo, nero e rosso, sulla strategia della tensione, sulle orride responsabilità dello Stato ci sembra una falsa pista consolatoria per spiegare gli esiti di quegli anni; riteniamo che al ‘68 siano seguiti gli anni di Craxi e degli yuppie, non perché lo Stato sia stato oppressore, bensì il movimento inadeguato ai propri obiettivi.

Detto questo, “Comeunalama” avvince e si dimostra, nella sua denuncia della malagiustizia, un positivo esempio di spettacolo civile. Intendiamoci, il lavoro di Mirko Corradini è pieno di difetti: dall’inizio scontato e financo melenso sul giovane amore tra Maria Vittoria e il suo compagno, alla rappresentazione troppo grottesca del magistrato inquirente; all’ingiustificato alternarsi in Maria Vittoria di stati di prostrazione ad altri di grintosa resistenza e solidarismo con un’altra detenuta; ed altre lacune ancora, tra cui non manca una pur breve tirata ideologica. Nonostante tutto questo, ancora una volta scatta la magia del teatro: lo spettacolo tiene, fa riflettere, avvince. È il vero teatro civile, che sa insegnare e al contempo appassiona.

E così quando, al momento del saluto finale, assieme agli attori sale sul palco la vera Maria Vittoria Pichi, una sessantenne bella e fiera, che con ogni evidenza è stata segnata - ma non piegata - da una brutta pagina della storia patria, allora la commozione è generale.

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Commenti (2)

Grazie a te, Maria Vittoria Ettore Paris

Fa molto piacere sapere che una recensione teatrale (che illustra anche perplessità) è stata apprezzata, con queste belle parole, dalla persona reale oggetto della rappresentazione (nonché delle ingiustizie di una piccola sporca pagina della nostra storia).
Grazie a te, Maria Vittoria, per il tuo senso civile e la tua forza interiore.

Maria Vittoria Pichi

Salve Ettore, solo ora ho trovato questo articolo sullo spettacolo. Mi ha fatto molto piacere!
Per me è stata una esperienza molto emozionante. Molto emozionante sopratutto conoscere Mirko Corradini e poi man mano tutte le persone coinvolte da lui in questo suo progetto.
Spero in altre rappresentazioni!
Abbiamo sempre bisogno di spunti onesti di riflessione !
Grazie ancora
Maria Vittoria Pichi
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