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Esempi dell’Italia che cambia

Il racconto di Daniel Tarozzi al Festival dell’Informazione Indipendente di Arco .

“Ho deciso di partire per questo tour in giro per l’Italia perché ero stanco della rappresentazione mediatica che veniva fatta del mio paese. Ero stanco di accendere la tv e sentirmi male per via di tutti gli esempi degradanti che venivano proposti della nostra Italia, tralasciando altre realtà, quelle che hanno deciso di fare qualcosa per cambiare”.

Così esordisce Daniel Tarozzi al 5° Festival dell’Informazione Indipendente, tenutosi ad Arco nel maggio scorso. Giornalista, videomaker e fondatore dei giornali il Cambiamento e Terranauta, Tarozzi avvia il progetto “Italiachecambia” nel settembre 2012. Ma di che si tratta?

“Italiachecambia” nasce dalla volontà di dare voce a quell’Italia diversa da quella che viene proposta in televisione, spaziando dai reality show, ai salottini della domenica, al giornalismo senza sostanza. È un progetto che si sviluppa poi in un viaggio, che il documentarista Tarozzi intraprende per sette mesi con un vecchio camper, deciso a documentare quella parte del Belpaese che ha scelto un modello di sviluppo, di consumo, di vita alternativo e che soprattutto ce la sta facendo.

“L’Italia è altro rispetto a quello che vogliono farci credere. Esiste una realtà che non viene rappresentata dai mass media ma che ormai opera da anni, nonostante la crisi, la burocrazia lenta, le difficoltà economiche, ecc.” continua Tarozzi, utilizzando spesso il termine “nonostante”, quasi a voler smantellare la sfiducia in noi stessi che ci viene inculcata dai media. Questa sfiducia, secondo il giornalista romano, sarebbe una manna per il sistema politico e la sua classe dirigente, che sfrutterebbe la nostra inerzia riuscendo a governarci più facilmente, e a proprio vantaggio, naturalmente.

Tra gli esempi citati da Tarozzi c’è quello dei coltivatori di arance di Rosarno, noti alle cronache per lo sfruttamento di lavoratori stranieri, operato per ridurre i costi e poter rimanere nel mercato. Cosa hanno deciso di fare alcuni di questi imprenditori per cambiare strategia? Si sono riuniti in piccole cooperative e anziché vendere le loro arance a 0,20 euro al chilo alla grande distribuzione hanno deciso di commercializzarle a 1/1,20 euro direttamente ai consumatori del nord Italia, saltando una costosa intermedizione. In questo modo hanno potuto mettere in regola i loro lavoratori, e garantire ai consumatori un prodotto di qualità ottenuto senza l’utilizzo di sostanze chimiche.

Non mancano in questo tour gli incontri con le istituzioni e con vari sindaci, tra i quali Renato Accorinti, sindaco di Messina, che sta cercando di convertire l’attuale sistema di gestione dei rifiuti messinese per renderlo ecosostenibile ed efficiente in termini di riciclaggio di materiali.

Infine c’è spazio anche per storie di gente comune,che travolta dalla crisi ha aguzzato l’ingegno, come Stefania Rossini, cassiera e madre di tre figli, che dopo essere stata licenziata ha abbattuto le spese di una cifra corrispondente al suo (ex) stipendio autoproducendo in casa un po’ di tutto, dai prodotti alimentari a quelli per la cura della persona e della casa.

“Ritengo fondamentale raccontare quello che succede e dimostrare che proprio in questo momento storico si possono realizzare le cose. L’Italia che ho incontrato non è un paese che vorrebbe fare delle cose, è un paese che le sta già facendo, fatto anche di imprenditori che non inseguono il profitto fine a se stesso ma mettono al centro la sostenibilità e il giusto trattamento dei lavoratori, e fatto di cittadini che si attivano per la difesa del proprio territorio. Un’Italia semplice che mette al centro il buon senso e che accantona un modello ormai fallito quale quello di una crescita continua e irrazionale”.

I racconti di tutte le realtà incontrate sono state raccolti in parte nel libro “Io faccio così” e in parte nel giornale web italiachecambia.org.

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