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Movimenti elettorali

Tiene la Svp, bene il Pd, Tsipras e M5S. Crollano Forza Italia e Freiheitlichen

L’eurodeputato Herbert Dorfmann (SVP)

Le elezioni europee sono cadute in un periodo di transizione politica del Sudtirolo, sconvolgendo molte aspettative. La Svp temeva un proprio indebolimento, dopo essere uscita meglio del previsto dalle provinciali di ottobre 2013, ma con la crescita dei partiti della destra tedesca. I Freiheitlichen puntavano a consolidare il successo delle provinciali, proponendo un proprio candidato; il Pd a conservare i voti, tramite la rete di interessi che lo lega al suo elettorato. Un punto di domanda c’era sui Cinque Stelle, sottorappresentati rispetto al resto del Paese, e sulla nuova lista Altra Europa con Tsipras, con Verdi e Sel.

Nelle elezioni europee precedenti (2009), il clima della campagna era stato segnato dalle marce degli Schützen, dall’esaltazione della tirolesità contrapposta alla multiculturalità, dalla dichiarazione a favore dell’autodeterminazione fatta dall’Obmann della Svp Richard Theiner al congresso del partito il 18 aprile, accompagnato dalla proposta di Martha Stocker di una squadra olimpica sudtirolese; senza dimenticare il rifiuto dell’allora vicesindaco di Bolzano Ellecosta di partecipare alle cerimonie del 25 aprile, giustificato con l’affermazione che “la vera liberazione per i sudtirolesi” era stata fatta “dall’esercito del Terzo Reich l’8 settembre del 1943”. Svp, Freiheitlichen e Union si erano poi accordati per mandare al parlamento europeo il giovane sindaco di Velturno. Una campagna che vedeva messo in discussione, anche nella Svp, la scelta autonomista e perfino quella democratica e antinazista.

A distanza di cinque anni, si è assistito nel bene e nel male a una “normalizzazione”: questi argomenti non ci sono stati per nulla nella campagna, ma non ci sono stati neppure i temi europei. Da terra di grande partecipazione, la provincia di Bolzano è diventata fanalino di coda d’Italia con il 52 per cento di votanti, (62,93 nel 2009), meno della media nazionale e molto meno della circoscrizione Nord-Est con il 64,5. Nel dibattito è rimasta al margine anche la proposta di fare un convegno per la riforma dell’autonomia, per poter intervenire a ragion veduta e con il consenso necessario nel corso delle previste riforme costituzionali e istituzionali dello Stato.

Gli elettori sono stati colpiti dalla violenza del linguaggio e dalla difficoltà di capire le differenze fra gli urlanti a livello nazionale, gli unici che abbiano accesso ai mass-media.

Dunque, per la Svp, partito ben organizzato e con uno zoccolo duro ancora esteso, un buon vantaggio, che l’ha salvata da una sconfitta, anche se i suoi voti sono calati, il 48 per cento rispetto al 52,11 del 2009. L’europarlamentare Herbert Dorfmann ha ottenuto la conferma e un successo personale, riuscendo a raccogliere 23.000 voti fuori provincia. In particolare nel Bellunese la Svp ha battuto il Pd in tre comuni e a Livinallongo ha superato il 55 %, mentre in altri 10 comuni è il secondo partito. Qualche studioso sostiene che diversi italiani abbiano votato per la Svp, alla ricerca di stabilità e stanchi delle beghe e dei maneggi dei loro rappresentanti locali. Ma l’effetto Renzi e il timore di disordini hanno premiato anche il Pd, nonostante che gli esponenti locali siano renziani dell’ultimissima ora e fossero e siano indaffarati a scegliere fra le varie ipotesi di megalomani espansioni edilizie del capoluogo. Forza Italia, che nel 2009 aveva ancora il 12 per cento, è uscita dalle urne con il 4,3.

La grande notizia, tuttavia, è stato il crollo dei Freiheitlichen, grandi vincitori delle elezioni dello scorso autunno. Due gli errori dei FF: da un lato il non aver saputo affrontare la questione dei vitalizi dei politici, pur essendosi sempre presentati come i tutori della correttezza amministrativa, e forse ancora peggio (secondo un ricercatore dell’Università di Innsbruck) l’abbinamento con la Lega Nord, negli ultimi anni travolta da scandali di corruzione e gestione non trasparente del denaro pubblico. Il candidato Pius Leitner, leader storico del partito, ha ottenuto insieme alla Lega il 5,98 per cento dei consensi, quando in ottobre i FF avevano il 17,9 per cento. Si prevede una durissima resa dei conti interna con conseguenze notevoli sul panorama dei partiti nella provincia.

Una sorpresa positiva è stata la lista Altra Europa con Tsipras, che ha avuto il 9,90 per cento dei consensi, nonostante la confusione provocata negli elettori dalla concorrente lista Green. Il M5S ha ottenuto l’8,8 per cento, raddoppiando i suoi consensi rispetto alle provinciali, merito del consigliere provinciale Köllensperger e soprattutto del consigliere comunale Alberto Filippi, che ha reso pubblico il gravissimo scandalo urbanistico che vede indagata la funzionaria al vertice dell’assessorato provinciale dell’unico italiano in giunta.

Infine si deve segnalare la mobilità dell’elettorato sudtirolese. Il comportamento elettorale anche degli elettori di lingua tedesca varia notevolmente fra elezioni provinciali, politiche ed europee e dipende anche dalle persone, scelte accuratamente con le preferenze.

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