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Come si fa promozione turistica

Francesco Borzaga

Vorrei esprimere il mio apprezzamento per la proposta dell’assessore provinciale al Turismo Michele Dallapiccola di ripensare i contributi destinati ai ritiri calcistici. Come è noto, questi si propongono di incoraggiare i soggiorni estivi delle squadre di calcio nelle località trentine con l’accompagnamento dei relativi tifosi. Immediatamente è seguita la reazione del collega di Giunta Tiziano Mellarini, mentre l’ex assessore Guido Benedetti a sua volta si è affrettato a definire “fondamentali” i ritiri. Per quanto mi riguarda, nutro molti dubbi a questo proposito. Osservo in primo luogo come la non eccelsa qualità media dei tifosi, e segnatamente degli ultras, appaia evidente a chiunque segua le cronache. Le recenti vicende di Roma, con il loro nutrito contorno di violenze, parlano chiaro a questo proposito. Non si tratta certo di episodi isolati, anche in Trentino si è verificato qualche caso. A Levico, nel 2010, violenti scontri fra tifosi provocaronoferiti e danni alle auto, con le squadre asserragliate negli spogliatoi. Nello scorso dicembre si è avuto notizia di un albergo in val di Cembra al quale la squadra del Como avrebbe lasciato un consistente conto insoluto. Su un piano più generale poi, osservo come su diversiambienti calcistici gravi il sospetto di pesanti infiltrazioni mafiose.

Come si dice, gioventù è gioventù, e non voglio quindi infierire su appassionati che per amore della squadra del cuore decidono di seguirla anche in vacanza. Si tratta comunque di una clientela di secondo se non di terzo livello. Non penso che la sua presenza nelle nostre località turistiche costituisca un incentivo per quanti, interessati alle bellezze naturali e al patrimonio artistico del Trentino ma non appassionati di calcio, desiderino godere della nostra ospitaluità.

Anche per considerazioni di questo tipo esprimo qualche dubbio sui vantati “ritorni” della spesapubblica a favore del calcio. Con grande sicurezza si parla di decine di milioni di euro; sarà anche vero, ma un turismo meglio orientato verso la qualità dell’offerta potrebbe a mio giudizio portare senza sforzo risultati maggiori. Inoltre una spesa annua di 3 o 4 milioni non mi sembra indifferente. È triste ad esempio il confronto con quanto la Provincia spende annualmente per la conservazione e valorizzazione dei biotopi, che pure sono un tassello fondamentale nella gestione del patrimonio naturale trentino. Si parla di 3/400.000 euro, più o meno un decimo di quanto destinato ai ritiri. Sempre a proposito dei medesimi, vi sarebbero molti modi più intelligenti di spendere il denaro pubblico. Si parla in questi giorni dello stato di abbandono del Palazzo delle Albere a Trento, ridotto a rifugio di senzatetto. Si chiede di utilizzare in qualche modo il Centro Panorama a Sardagna, da anni vuoto e abbandonato al degrado. È disponibile per l’acquisto lo splendido Castel Madruzzo in val di Cavedine... e potrei portare molti altri simili esempi. Investirein questa direzione avrebbe molto più senso che non richiamare in Trentino, a suon di denaro pubblico, folle di tifosi urlanti.

La questione dei ritiri calcistici è del resto solo un aspetto di una politica turistica basata sugli “eventi”, su costosi episodi - sportivi e non - che al di là del rumore di un momentaneo giro di soldi, lasciano il tempo che trovano. Non è in questo modo che si potrà migliorare la qualità del nostro turismo e avviare una tutela ambientale e del paesaggio capace di durare nel tempo. Temo però che la strada da percorrere sarà lunga e difficile.

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